Guida al mercato: come nasce un’azione

Pubblicato da: nikoperugia - il: 12-09-2013 16:31 Aggiornato il: 13-09-2013 11:49

Nel primo articolo della nostra serie sul mercato azionario, spiegheremo qual’è il ruolo della Borsa nella società moderna, e perchè dovresti cercare di scoprirne di più.

Non ti sei mai sentito un po’ individioso dopo l’ennesimo annuncio della salita vertiginosa dei mercati azionari? Magari avrai pensato che la Borsa è solamente una macchina per soldi, che non ha alcun legame con la realtà, e che le persone comuni possono solo temere una nuova crisi.

Questo articolo vuole spiegarti perchè queste sono solo idee diffuse, ma non molto veritiere. Per spiegare a cosa serve il mercato azionario, è conveniente descrivere il momento della nascita di un’azione.

Nasce una nuova società

Immagina di lanciare una società con un gruppo di amici, ad esempio un servizio di trasporti su camion chiamata “Strada facendo”. I primi acquisti e spese attingeranno ai vostri personali, ad esempio per l’acquisto di un furgone, oppure l’affitto dell’ufficio. Quando poi cominceranno a fluire i guadagni, parte di questi vi aiuteranno a sopportare le spese.

Fino a questo punto, non avrete nessun bisogno di ricorrere al mercato azionario, ed infatti la maggior parte delle società rimangono in questo stato. Se però si prospettasse all’orizzonte un’eccitante nuova opportunità, come l’acquisto di un nuovo magazzino che vi permetterebbe di ampliare sostanzialmente il giro d’affari, potreste avere un problema.

Complimenti: hai venduto la tua prima azione!

Se infatti i vostri fondi personali non bastano, sarete costretti ad indebitarvi nei costretti della banca, chiedendo un prestito. Un’importante alternativa, che sta alla base del concetto di azione, è invece quella di vendere una partecipazione nella vostra società. Fin’ora infatti, i guadagni di “Strada facendo” sono stati divisi fra i soci, ovvero te e i tuoi amici, mentre gli altri impiegati ricevevano uno stipendio mensile come compenso del lavoro.

L’offerta pubblica iniziale

Come proprietari di “Strada facendo”, decidete allora di vendere una parte della società, ad esempio un terzo, a degli investitori esterni. Per far questo, scrivete 30 certificati, ciascuno dei quali rappresenta l’1% della società. Vendete poi queste carte ad amici e parenti, sperando siano ottimisti riguardo le prospettive di “Strada facendo” nell’affollato mondo del trasporto su gomma. L’operazione che ho appena descritto è proprio un’offerta pubblica iniziale, o IPO (in inglese). È la prima volta in cui una società decide di cedere una quota di partecipazione alle proprie attività a degli investitori esterni. In cambio, “Strada facendo” riceverà denaro contante dagli azionisti, che verrà impegnato per l’acquisto del capannone.

I problemi delle IPO: il caso di Facebook

La descrizione che ho fatto è stata molto lineare, ma non sempre la prima quotazione in borsa di una società (si dice che la società diventa pubblica) va così a gonfie vele. Prendiamo ad esempio una delle storie più importanti degli ultimi anni. Il 18 maggio del 2012, Facebook acconsente finalmente ad essere quotata nella borsa NASDAQ, il principale luogo di scambio americano per le azioni del settore tecnologico.

E fin qui, direte, tutto bene. Tuttavia, si ritiene che l’intensissima domanda di azioni FB abbia portato la società ad emettere troppe azioni. In cosa si traduce questo? In un crollo sostanziale del valore delle stesse, che hanno impiegato quasi un anno a raggiungere di nuovo il valore al quale erano state offerte inizialmente.

Dopo questa breve introduzione a come vengono create le azioni, nel prossimo articolo ti spiegheremo quali sono i segreti dei mercati azionari in cui si muovono quotidianamente i trader.

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