Futures Usa: Cosa sono i Future ?

Pubblicato da: Massimiliano - il: 01-10-2013 7:13 Aggiornato il: 21-04-2015 14:19

Quando parliamo di futures, vogliamo definire quelli che sono dei contratti a termine, attraverso i quali una parte si impegna a comprare o a vendere uno strumento finanziario, nello specifico un bene materiale o non; ad un prezzo e ad una scadenza che sono ben definiti e sottoscritti all’interno del contratto.

Cosa significa in sintesi

Dunque, in sintesi possiamo dire che la stipula di un contratto future, vuole significare che ci si impegna a comprare a condizioni ben precise lo strumento finanziario, che è poi l’oggetto dell’intesa che si va a stipulare. Le controparti, che vanno a stipulare questo accordo di future, si impegnano a scambiarsi, una una data prestabilita, e ad un prezzo definito dal contratto, un bene reale oppure uno strumento finanziario.

Posizione lunga e posizione corta

Chi va ad acquistare il future si pone in una posizione lunga, quindi deve acquistare a scadenza, quella che è l’attività che è stata definita dal contratto; oppure può andare a chiudere la posizione, dovendo però vendere un future analogo a quello che ha acquistato, questo prima della scadenza. Per coloro, invece, che decidono di vendere un future, si pongono in una posizione corta; e quindi sono chiamati a consegnare l’attività a scadenza.

Guadagni e perdite

In alternativa, possono chiudere la posizione in anticipo sulla scadenza, andando ad acquistare un contratto analogo a quello venduto. In sostanza, possiamo dire che un aumento del prezzo del future, per coloro che si pongono in posizione lunga, genera un guadagno; mentre per chi assume una posizione corta, genera delle perdite.
futures

Le due macro categorie dei futures

Avendo delle caratteristiche particolari, i futures sono stati utilizzati per ridurre il rischio che si genera per l’incertezza su quelle che sono appunto le quotazioni delle attività che sono l’oggetto della stipula del contratto. E’ chiaro come, già nel momento in cui le due parti stanno stipulando l’accordo, è possibile prevedere quello che è il futuro, andando ad impostare quelle che sono le condizioni a termine. I futures, poi, possono essere divisi in due macro-categorie differenti tra loro:

– I futures che che vanno a ricollegarsi direttamente alle cosiddette commodities, ovvero le quotazioni di quelle che sono le attività reali quali: petroli, argento, oro.
– I futures che invece vanno a ricollegarsi ad attività finanziarie, che si suddividono a loro volta in: currency future, quando trattano operazioni effettuate in valuta, interest rate futures, quando invece si tratta di titoli a reddito fisso come per esempio obbligazioni dello Stato, o certificati di deposito; e stoch index futures, che riguardano gli indici di Borsa.

I futures e il leverage

I futures, possono beneficiare di strumenti che riescono ad amplificare quelli che i sono i benefici in termini di rendimento dei capitali investiti. In parole semplici, i futures si possono avvalere del leverage, ovvero della leva che consente di rapportare il capitale investito a quello movimentato. Per capire di cosa stiamo parlando basta fare un esempio molto veloce.

grafico Un esempio di leva

Se per esempio siamo in possesso di una leva del 10%, possiamo tranquillamente dire che investendo una cifra pari a 1.000 euro, avremo la possibilità di movimentare in realtà ben 10.000 euro; e quindi sia i benefici che le perdite, vanno rapportati al capitale movimentato. Proprio questa caratteristica, insieme ad una flessibilità elevata di gestione degli stessi futures per quel che concerne la negoziazione; lo rendono uno strumento finanziario molto amato dagli speculatori.

Le Borse specializzate

I futures, quindi, sono contratti standard, sia per scadenza che per le modalità di compravendita, ed è per questo che sono molto adatti per essere negoziati in compensazione. Proprio in virtù di questa ultima cosa, possiamo dire che le contrattazioni dei futures, vengono fatte in Borse che sono specializzate, dove vengono definiti i prezzi ufficiali alle controparti finali; e dove è si trovano intermediari accreditati come per esempio i c.d. clearing members, ai quali ci si rivolge per accedere alla Borsa, corrispondendogli una commissione.

Un pò di storia

Andando un pò a ripercorrere la storia dei futures, possiamo dire che sono nati con la funzione di regolamentare le intese agricole in alcune regioni americane, durante il diciannovesimo secolo. Attualmente i futures assicurano la vendita di tantissimi beni e di prodotti finanziari, e possono essere negoziati in tutto il mondo. Nei primi anni del diciannovesimo secolo, a Chicago, nacquero i predecessori dei futures, che furono organizzati in una Borsa, il CBOT (Chicago Board of Trade), dove era consentito poter vendere e acquistare. In meno di venti anni i futures sono cresciuti, arrivando ad essere standardizzati, e toccando uno sviluppo veramente incredibile.

Dal CBOT al CME

La CBOT si sviluppa a vista d’occhio e cambia nome in CME, ovvero Chicago Mercantile Exchange, che diventa una delle Borse più importanti al mondo per quel che concerne i futures. Nel 1972, poi, all’interno del CME, nasce l’International Monetary Market, che non è altro che, una divisione specializzata nella negoziazione dei futures in valuta estera.

Le maggiori Borse attualmente

Oggi come ieri, tra le istituzioni di maggior spessore specializzate nella negoziazione dei futures, non si può non elencare la Borsa elettronica di Chicago, che è presente all’interno del CME, e che vede circa 1 milionione di contatti ogni giorno, per un valore complessivo di oltre 45,5 miliardi di dollari. Oltre a Chicago, una menzione particolare spetta anche alla quella di Los Angeles, San Francisco, e ovviamente New York.  Dunque, da questi numeri si capisce la portata di questi futures, e come siano un elemento importante, che gli investitori tengono in grande considerazione.

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