Borse precipitano ancora: Wall Street chiude a -8%

Pubblicato da: Luca M. - il: 16-10-2008 5:29

E’ durata poco la boccata d’ossigeno sui mercati delle borse mondiali: la doccia fredda di ieri di Wall Street ha raffreddato il clima fin dalle prime battute in Europa e i timori di recessione hanno soffiato forte sui listini di mezzo mondo.

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Le Borse europee hanno aperto tutte in ribasso, fin dalla mattina. Ma il peggio doveva ancora venire: in Italia ci ha pensato il Bollettino mensile di Via Nazionale, a segnalare il calo dei consumi delle famiglie e l’aumento del costo del debito, nonché il probabile peggioramento del rapporto deficit/Pil nel 2009 e il deludente andamento della produttività.

Una manciata di ore dopo è arrivato il dato sulle vendite negli Usa, che ha segnato un inaspettato meno 1,2% in settembre (molto peggio delle stime): è stato il segnale per dare il via ai ribassi, su tutti i mercati europei e sul future sugli indici americani, ampliando così le preoccupazioni per le voci di difficoltà di alcuni hedge fund.

Le Borse hanno via via aumentato le perdite fino alla chiusura avvenuta con cali nell’ordine del 6-7% e altri 350 miliardi di capitalizzazione bruciati.

Tutto sommato è andata meglio Piazza Affari, che ha lasciato sul terreno “solo” il 4,95% dell’indice Mibtel, mentre Londra ha ceduto il 7,16%, Parigi il 6,8 e Francoforte il 6,5. Disastroso a fine giornata il dato di Wall Street: meno 7,97%, con il Nasdaq addirittura a meno 8,4.

E mentre a Bruxelles confluivano i capi di Stato e di governo per il Consiglio europeo sulla crisi finanziaria e sul pacchetto di misure per il clima (la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato che la crisi non è ancora superata e il premier Silvio Berlusconi ha parlato di rischio-scalate ostili per le società quotate da parte dei Fondi sovrani), le vendite bersagliavano i titoli del settore auto dopo i dati negativi sulle immatricolazioni nel Vecchio continente a settembre (meno 8,2%, mentre il calo relativo alla Fiat è molto più contenuto) con il conseguente scivolone dei titoli automobilistici: meno 12% Renault, meno 9% Bmw e meno 10% Daimler, mentre la Fiat si è fermata ad un passo dal meno 5% e, unica in controtedenza, la Volkswagen è salita dell’8%.

Negli Usa invece i risultati relativi al terzo trimestre di Jp Morgan, con il suo meno 84% degli utili, hanno segnato comunque un valore migliore delle stime e infatti il titolo ha retto a Wall Street, con un calo a metà giornata nell’ordine dell’1%. Non altrettanto bene è andata alle banche italiane (meno 8% Unicredit, meno 7,8% Banco Popolare e meno 5,4% Intesa, tanto per fare qualche esempio). Ma tra i titoli a maggior capitalizzazione sono fioccate le vendite anche sulle società industriali e legate all’energia: dal meno 11,4% di Tenaris e Buzzi, al meno 9,5% di Stm, al meno 9 dell’Enel, colpite dallo spettro recessione e dal calo del petrolio, sotto i 75 dollari al barile.

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