Obbligazioni emergenti, come andare a caccia di buone opportunità

Pubblicato da: RobertoR - il: 04-06-2018 13:01

Quando si investe in titoli obbligazionari emergenti, a fare la differenza è una conoscenza approfondita dei specifici contesti in cui si opera. Dedicare del tempo per apprendere a fondo le dinamiche economiche e politiche di un Paese può infatti determinare rilevanti opportunità di investimento: questo è, in sintesi, il pensiero di Ken Orchard, co-gestore del fondo T. Rowe Price Diversified Income Bond, T. Rowe Price, che in una recente nota ha condiviso alcune riflessioni di spicco sul modo con cui sarebbe preferibile approcciare al contesto dei titoli di debito degli emergenti.

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Per esempio, dal 2014 abbiamo una posizione lunga sui titoli di Stato della Serbia, uno dei tanti Paesi dell’Europa centrale ed orientale con un’economia piccola e ben diversificata, con una elevata correlazione al ciclo economico e monetario dell’Unione Europea. Alcuni di questi Paesi sono in fasi avanzate di sviluppo economico: Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia, per citare degli esempi, sono vicini ai livelli dei Paesi europei occidentali in quanto a reddito e inflazione e, di conseguenza, presentano titoli di Stato con rendimenti relativamente contenuti.

ha commentato Orchard.

L’esperto rammenta poi come altri Paesi che appartengono alla stessa macro area, come appunto la già citata Serbia, sono economie meno sviluppate e storicamente in grado di vantare dei tassi di inflazione più elevati, sebbene stiano gradualmente passando ad assetti istituzionali più vicini al modello dell’Europa occidentale.

Quando il co-gestore del fondo T. Rowe Price Diversified Income Bond ha iniziato ad acquistare titoli di debito della Serbia, nel 2014, le obbligazioni di breve termine rendevano intorno al 12%, e dunque significativamente di più di tutti gli altri Paesi dell’area.

L’inflazione era da poco scesa rispetto ai livelli a doppia cifra visti in precedenza, ma i dubbi su quanto ciò fosse sostenibile nel tempo non permisero ai rendimenti di diminuire. Inoltre, ulteriori pressioni rialziste sugli yield arrivavano dai timori sull’ampio deficit di bilancio del Paese e dall’incertezza relativa all’impegno in materia di riforme.

ha proseguito Orchard.

Ad ogni modo, in seguito a una lunga e specifica ricerca sul terreno locale, e dopo alcuni meeting con diversi membri dell’esecutivo serbo, con la community degli imprenditori locali, con l’Unione Europea e con il Fondo Monetario Internazionale, il fondo giunse a conclusione che le prospettive per la crescita economica del Paese erano solide, e che l’aggiustamento fiscale in atto alla fine avrebbe condotto a un positivo ribaltamento delle dinamiche negative del debito, a una riduzione delle necessità di finanziamento e al mantenimento dell’inflazione su livelli bassi.

In virtù delle valutazioni sopra rapidamente rammentate, il fondo concluse che i rendimenti dei titoli di Stato erano troppo elevati, e decise di investire.

Il processo di acquisizione delle informazioni e di assunzione delle decisioni di investimento è stato pertanto arricchito dalla necessaria conoscenza delle specificità del mercato locale: una buona abitudine che dovrebbe essere applicata a ogni livello di esperienza nei meccanismi di selezione delle migliori opportunità di mercato.

Peraltro, Orchard ricorda che quella non è stata certamente la prima volta che il fondo scelse di agire in questo modo.

Nel 2012 investimmo nei titoli di Stato romeni. All’epoca, l’inflazione nel Paese era relativamente elevata e il debito scambiava su rendimenti alti (attorno al 6,5% per il decennale rispetto al 3,5% per la Polonia): la Romania stava ancora riprendendosi dagli effetti della crisi finanziaria globale del 2008-2009 e della crisi del debito sovrano dell’Eurozona del 2011. Tuttavia, per noi l’economia romena era, in effetti, in larga parte stabile e il gap inflativo era destinato a ridursi. Ciò avrebbe permesso alla Banca centrale di tagliare i tassi di interesse. Il debito del Paese perciò offriva una buona opportunità di investimento, che cogliemmo.

ha dichiarato.

E per il futuro? Quali potrebbero essere le migliori opportunità per chi desidera investire in mercati emergenti sui loro titoli di debito?

Alcune occasioni – afferma il co-gestore del fondo – potrebbero concernere Paesi con mercati obbligazionari di buone dimensioni, ma a rischio relativamente elevato, come il Kazakhistan e l’Ucraina. Altre opportunità potrebbero invece essere determinate in Paesi a più basso rischio e mercati obbligazionari più piccoli (e quindi più complessi per gli investimenti) come Georgia e Armenia.

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RobertoR

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