Banco Popolare: al via l’aumento di capitale

Pubblicato da: MatteoT - il: 17-01-2011 2:55

Il via all’aumento di capitale di Banco Popolare verrà dato oggi e consentirà all’istituto di raccogliere 2 miliardi di euro attraverso l’emissione di 1.123 milioni di nuove azioni al prezzo di 1,77 euro ciascuna con un rapporto di 7 nuove azioni ogni 5 già in possesso. Offerta che durerà fino all’11 febbraio, mentre la trattazione dei diritti terminerà il 4 febbraio.

A piazza Affari stamani il titolo BP scende del 2,69% a quota 2,35 euro e i diritti del 14,66% a 0,7860 euro. Un piccolo azionista del Banco Popolare che ha tenuto le azioni in portafoglio fino ad oggi, si trova ora di fronte a un bivio: sottoscrivere l’aumento di capitale o monetizzare cedendo i diritti sul mercato?

La banca, come spiega Milano Finanza, in pratica ha proposto ai suoi azionisti la seguente operazione: vi offro 7 azioni di nuova emissione, che potete sottoscrivere a 1,77 euro ciascuna, in ragione di ogni 5 vecchie azioni possedute. Il piccolo azionista del Banco Popolare, che ha in portafoglio 10 mila titoli, avrà dunque la possibilità di sottoscriverne altri 14 mila di nuova emissione.

Se deciderà di farlo per l’intero ammontare a lui offerto, sarà chiamato a versare nelle casse del Banco 24.780 euro, che si andranno a sommare ai 50 mila euro investiti inizialmente sul mercato, e al termine dell’operazione avrà così in portafoglio 24 mila titoli a un prezzo medio di carico di 3,11 euro. Quest’ultima parte del ragionamento vale ovviamente solo per l’investitore che aveva acquistato i titoli nel dicembre 2008.

Se lo avesse fatto solo qualche settimana prima il valore di carico sarebbe ovviamente più alto. Il piccolo azionista potrebbe però non avere a disposizione i 24 mila euro che gli servono per sottoscrivere l’aumento o semplicemente potrebbe non essere intenzionato a farlo. In questo caso potrebbe dunque fare un po’ di cassa cedendo sul mercato i diritti di opzione.

Alla chiusura di Borsa di venerdì 14 il valore implicito del diritto d’opzione, pari alla differenza tra il prezzo del titolo del Banco (3,33 euro) e il Terp (2,492 euro), ovvero il prezzo teorico dell’azione dopo lo stacco del diritto, era di 0,838 euro. Sulla carta dunque l’azionista avrebbe la possibilità di incassare 11.732 euro cedendo tutti i suoi 14 mila diritti d’opzione.

Tra l’altro, in settimana dovrebbe essere presentata la proposta per permettere l’innalzamento della quota di una Fondazione nel capitale di una banca popolare fino al 5% (limite attuale fissato allo 0,5%) il che permetterebbe alla fondazione Cariverona di investire fino a 200 milioni e di rilevare circa il 5% del capitale del Banco Popolare.

Fonte: milanofinanza.it

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