MPS: aumento di capitale in arrivo

Pubblicato da: MatteoT - il: 01-02-2011 15:09

Il principale azionista del Montepaschi è al fianco della sua preziosa controllata, pronto a sostenterla in ogni sua esigenza futura. Un’attestazione di forza e di fiducia, che invece ha avuto, per tutta risposta, la discesa di Mps in Borsa, che è arrivato a sfiorare una perdita del 3% (solo poco meno) anche se la chiusura è avvenuta poi su livelli più sostenuti ma comunque in calo (meno 1,61% a quota 0,91 euro per azione).

Il rebus sta nel fatto che le parole del presidente della Fondazione Montepaschi sono state lette dal mercato come una conferma indiretta del fatto che, prima o poi, il percorso è segnato e l’aumento di capitale è altamente probabile. Ieri il numero uno della Fondazione, Gabriello Mancini, ha dichiarato infatti di “prendere atto che i vertici del gruppo bancario dicono che non c’è bisogno di un aumento; ma se in prospettiva servisse, saremmo disponibili a valutare la cosa e a sostenere le esigenze della banca”. Dunque, nessuna urgenza ma disposibilità nel caso si creassero le condizioni. In sostanza: se servisse la Fondazione è pronta a fare la sua parte, il socio di controllo non è un problema.

La “necessità” eventuale è legata al rimborso degli 1,9 miliardi dei Tremonti bond, che dal 2013 diventeranno ancora più onerosi se nel frattempo non vengono restituiti. “Siamo pronti a sostenere la banca, studiando insieme la soluzione migliore, nel caso in cui decidesse di rimborsare anticipatamente il Tesoro”, ha detto ancora Mancini.

Il mercato ha letto le dichiarazioni soprattutto nel segno di un possibile prossimo aumento di capitale, piuttosto che come dichiarazione di sostegno da parte del socio forte.

Del resto, è da quando è stato annunciato l’aumento di capitale del Banco Popolare che sono partite insistenti le speculazioni su cosa avrebbe fatto in futuro il Montepaschi. E la scommessa è che la prossima banca a battere cassa al mercato potrebbe essere proprio l’Mps; soprauttto ora che la Fondazione ha assicurato il suo appoggio, se l’istituto farà una scelta di questo genere.

Imminente, invece, il lancio di un covered bond a sette anni, dall’importo compreso tra i 750 milioni e il miliardo.

Fonte: repubblica.it

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