Intesa: 5,3 miliardi di cedole staccate in tre anni

Pubblicato da: MatteoT - il: 07-04-2011 6:20

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Dopo la bastonata dell’aumento di capitale da 5 miliardi di euro, ritenuto necessario per adeguare il patrimonio alle prescrizioni di Basilea III, Corrado Passera ed il top management snocciolano qualche dato ad azionisti e borsa, promettendo con il nuovo piano d’impresa 2011-2015 una “solida creazione di valore senza operazioni straordinarie” ed una robusta distribuzione di dividendi, premessa necessaria ad ottenere il placet delle fondazioni socie.

Così scorrendo i numeri del piano approvato ieri, si nota come la scommessa di Passera si giochi sulla capacità di più che raddoppiare l’utile netto entro cinque anni: dai 2,7 miliardi di euro del 2010 pro-forma a 4,2 miliardi nel 2013 fino a 5,6 miliardi nel 2015.

Ma soprattutto agli azionisti Passera promette un flusso di dividendi più sostenuto, con la distribuzione sotto forma di dividendo degli utili “che eccedano il 10% di common equity ratio e non servano a una crescita organica superiore alle ipotesi di piano”.

In sostanza vuol dire, secondo le ipotesi alla base del piano presentato ieri, che nel periodo 2011-2013 verranno erogati 5,3 miliardi di euro, ovvero 13,5 miliardi prendendo a riferimento il periodo 2011-2015.

Obiettivi da raggiungere grazie ad una crescita costante dei proventi operativi netti (da 16,4 miliardi di euro a fine 2010 a 19,6 miliardi nel 2013 e poi a 21,7 miliardi nel 2015) e ad un taglio dei costi (il rapporto costi/ricavi è visto scendere dall’attuale 56,1% al 46,7% nel 2013 e al 43% nel 2015) e ad un basso profilo di rischio, che consenta di veder calare le rettifiche nette su crediti dagli attuali 82 punti base a 61 punti base nel 2013 e a 56 punti base nel 2015 mantenendo la raccolta leggermente superiore agli impieghi (dal 106% di fine 2010 si passerebbe al 104% nel 2013 e poi al 103% nel 2015).

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MatteoT

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