Unicredit: “Sì dei libici all’aumento di capitale, pronta offerta cinese per l’AS Roma”

Pubblicato da: MatteoT - il: 21-11-2011 14:09

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Il nuovo governo libico ha confermato l’investimento come primo azionista in Unicredit. Con questa nota il paese “liberato” dalla dittatura di Gheddafi, si impegna a sottoscrivere pro-quota il maxi aumento di capitale da 7,5 miliardi deliberato lunedì 14 novembre dal Cda.

Lo ha annunciato il presidente del gruppo bancario, Dieter Rampl, intervenuto a Torino a un convegno della Fondazione Crt: «I libici hanno manifestato interesse a partecipare all’aumento di capitale, noi stiamo predisponendo i passaggi per farlo». Rampl ha aggiunto che «le fondazioni azioniste di Unicredit stanno anch’esse sostenendo l’investimento»

Una volta scoppiata la rivolta contro Gheddafi, le quote in Unicredit erano state congelate. Solo pochi giorni fa, l’amministratore delegato Federico Ghizzoni affermava in un incontro con la comunità finanziaria di non sapere ancora se gli investitori istituzionali libici avrebbero partecipato alla ricapitalizzazione. Nel frattempo, dunque, le riserve sono state sciolte.

E se i libici tornano in soccorso di Unicredit, potrebbe arrivare dalla Cina il supporter finanziario della As Roma. «Contatti con un Fondo sovrano cinese? Abbiamo la possibilità di cedere una parte del 20% della nostra quota ma non vogliamo cederla a chiunque, vogliamo provare a valorizzare ancora la Roma, attraverso l’ampliamento degli azionisti che possano portare valore», ha detto Paolo Fiorentino, vice direttore generale di Unicredit a La Politica nel Pallone su Gr Parlamento,

«Vediamo la possibilità di avere investitori asiatici come una grande opportunità. Certo, in un momento di turbolenze dei mercati non aiuta ad investire in settori non nevralgici come il calcio, ma siamo fiduciosi e non abbiamo fretta. Noi non vogliamo monetizzare ma valorizzare l’asset e vogliamo un investitore che possa portare valore e ci sono discussioni avviate», ha aggiunto Fiorentino che sottolinea come il tutto sia portato avanti d’intesa con gli americani.

«La Roma è una società strutturata che Unicredit e gli statunitensi vogliono sempre più forte. Anche per questo Unicredit sta vagliando delle opzioni anche in Cina per cedere una quota».

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MatteoT

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