Marchionne è sereno: “Confermati i target Fiat per il 2012”

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-04-2012 16:29

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Il gruppo Fiat con l’integrazione con Chrysler è in grado di “affrontare le oscillazioni di mercato con serenità. Abbiamo posto rimedio all’eccessiva dipendenza dall’Europa. La parte più forte del sistema lavora per sostenere la parte più debole”.

Sono queste le parole affermate nella giornata di ieri dall’ad del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, durante l’assemblea confermando che sta continuando la ricerca di nuovi partner asiatici e sottolineando che “pretendere che le scelte della Fiat vengano fatte solo in ottica italiana è una visione ristretta e pericolosa”. Sempre nell’ottica dell’internazionalizzazione Marchionne ha annunciato che Fiat costruirà “la prima vettura in Russia nel 2013”, mentre in Cina l’avvio della produzione, che dovrà collocarsi a 170mila unità, sarà “a metà 2012”.

I target 2012 del gruppo di Torino sono stati confermati ha spiegato il manager italo-canadese. Previsti ricavi superiori ai 77 miliardi e un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi euro. Per il 2012 è previsto inoltre un utile della gestione ordinaria fra 3,8 e 4,5 miliardi di euro e un indebitamento netto industriale tra 5,5 e 6 miliardi di euro.

“Confermiamo il nostro impegno – ha detto Marchionne – a proseguire lungo le direttrici strategiche delineate dai piani quinquennali, presentati a novembre 2009 per Chrysler e ad aprile 2010 per la Fiat”. L’amministratore delegato della Fiat ha confermato anche “le aspettative di risultato per Nord America, America Latina e Asia-Pacifico”.

Il 2011 ha cambiato la Fiat per sempre, con lo spin off e l’acquisizione della quota di maggioranza di Chrysler – ha detto Elkann -: oggi è un gruppo automobilistico del tutto nuovo nuovo. Grazie all’unione con Chrysler è oggi uno dei principali gruppi nel mondo: vende 4 mln di auto, è presente in 44 paesi e opera in 140, ha 155 stabilimenti dove vengono prodotti con i 9 marchi più di 4 mln di auto, 197mila dipendenti”.

Marchionne ha poi spiegato di avere “deciso di uscire da Confindustria per ottenere la necessaria libertà contrattuale di trattare direttamente con i sindacati e concordare insieme una serie di condizioni che ci permettano di ricomporre la capacità di competere dell’industria dell’auto italiana. Chi ci ostacola – ha detto Marchionne – è responsabile delle conseguenze”.

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