Bri: “Le grandi banche hanno ripreso a rischiare troppo”

Pubblicato da: MatteoT - il: 25-06-2012 15:23

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La crisi sembra non aver insegnato nulla. E’ questo il riassunto dell’analisi effettuata dalla Banca dei regolamenti internazionali (Bri) che sostiene che le grandi banche del globo sono tornate alle ‘vecchie maniere’.

Secondo l’istituto attualmente vige un forte rischio per le “enormi posizioni in derivati” e serve una stretta sulle regole. La ‘mina’ dei derivati sembra pericolosa anche per quelle che “appaiono ben capitalizzate”.

Per la Bri le forti perdite sofferte da alcune banche nella negoziazione di derivati (come nel caso di JPMorgan) “rappresentano un monito dei pericoli”. Per questo la “banca centrale delle banche centrali” chiede una stretta sulle regole che possano consentire anche a grandi istituti di credito considerati too big to fail di fallire sì, ma senza che paghino i contribuenti.

In genere l’intero settore finanziario dovrebbe ‘dimagrire’ rispetto alle dimensioni dell’economia nel suo complesso. Per fare questo la Bri sprona ad adottare le regole già concordate a livello Fsb e G20 sui bonus e coinvolgendo nelle perdite gli obbligazionisti che dovranno così vigilare meglio sulla salute delle banche.

“Le banche in Europa devono diventare banche europee”. Per rompere quindi i circoli che si sono creati con la crisi, gli esperti dell’istituto centrale di Basilea invitano come primo passo a “rivitalizzare le banche e moderare gli eccessi del settore finanziario”.

“Circoli che – spiega il rapporto- nell’area euro hanno raggiunto uno stadio avanzato e dove si è creato un rapporto pericoloso fra debiti sovrani e banche. Per questo occorre l’aggiustamento strutturale, il risanamento delle finanze pubbliche e la ricapitalizzazione delle banche; dall’altro, l’unificazione degli assetti per la regolamentazione, la vigilanza, la tutela dei depositi e la risoluzione delle crisi nel settore bancario. E l’area dell’euro che ha un mercato finanziario paneuropeo e una banca centrale paneuropea ha bisogno di un sistema bancario paneuropeo. In termini leggermente diversi – conclude – in un’unione valutaria che accentra la funzione di prestatore di ultima istanza per le banche, anche il sistema bancario va unificato“.

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MatteoT

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