Il Money Management: cenni introduttivi

Pubblicato da: MatteoT - il: 29-11-2012 15:00 Aggiornato il: 28-11-2012 21:36

Dopo aver trattato, almeno in una fase iniziale, l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica, oggi ci occupiamo del money management. Questa disciplina rappresenta un insieme di tecniche e di strategie che possono essere attuate dal trader e che sono finalizzate al preservare il proprio capitale iniziale superando, il più possibile senza perdite, le situazioni di mercato avverse.

Molti trader, soprattutto i novelli che si affacciano per le prime volte a questo mercato, sottovalutano molto questo argomento ed, i risultati, danno torto a loro e ragione a chi sostiene l’importanza di questa disciplina. Le statistiche, infatti, sono impietose in quest’ambito: il 90% dei trader neofiti abbandona il mercato nell’arco dei primi tre mesi. Il motivo? Le ingenti perdite accumulate e contabilizzate.

La maggior parte di queste perdite registrate, in molti casi, non deriva da una mancata preparazione di base o ad errori di analisi tecnica, fondamentale o grafica. Il motivo, molte volte, è l’elevato impiego del capitale o la mancata diversificazione del rischio. Un sistema di money managemente efficace, quindi, si prefigge proprio di risolvere questi problemi.

Altre statistiche ci dicono, invece, che c’è una massa di trader che nonostante abbia solamente il 50% delle proprie operazioni in profitto, riesce comunque ad ottenere risultati positivi nel trading e questo avviene proprio grazie ad una ferrea gestione del capitale economico e psicologico.

Il money management, quindi, si può riassumere in più punti:
– Ogni operazione non deve impiegare più del 5% del valore complessivo delle proprie disponibilità sul conto;
– E’ necessario minimizzare i rischi effettuando investimenti su strumenti finanziari e su mercati differenti, senza far sempre affidamento ad un singolo titolo o ad una singola coppia di valute;
– Le perdite fanno parte del “gioco” e, di conseguenza, devono essere accettate;
– E’ fondamentale “lasciar correre i profitti e tagliare le perdite”.

Questi concetti espressi sopra devono essere incamerati ed inglobati dal trader; alla base dell’operatività di Borsa, ed anche alla base della disciplina del money management, c’è la psicologia del trader. Il motivo è molto semplice: se in un conto di 10.000 euro contabilizziamo una perdita di 1.000 euro, avremo ottenuto un – 10%. Per recuperare tale perdita, però, si renderà necessario ottenere un profitto dell’11,11%.

Da questo semplice esempio, quindi, si può comprendere l’importanza della disciplina del money management che, nelle prossime settimane, andremo ad illustrare nel dettaglio.

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