Doppi massimi e doppi minimi: i loro significati nel Forex

Pubblicato da: MatteoT - il: 23-12-2012 22:00

Dopo aver dedicato un approfondimento ai triangoli, continuiamo ad occuparci delle configurazioni principali che si possono verificare sul mercato del Forex e che, i traders, dovrebbero conoscere per poter operare al meglio e, di conseguenza, per poter operare con maggiore possibilità di profitto.

Tra questi pattern grafici, il doppio massimo ed il doppio minimo sono configurazioni molto ricorrenti e, bisogna dirlo, molto rilevanti e semplici e da riscontrare e da tradare. Entrambe, infatti, rientrano nella categoria delle figure di inversione e, pertanto, presentano un requisito necessario: devono avere qualcosa, nella fattispecie un trend – non importa se al rialzo o al ribasso – da invertire.

A livello operativo identificare queste figure non risulta essere molto complesso; come dicono gli stessi nomi esse si presentano o come doppio massimo, al termine di un trend crescente, o come doppio minimo, al termine di un trend al ribasso. La presenza di queste configurazioni viene evidenziata dalla presenza, sul grafico, di una serie di elementi.

1) E’ necessario che il grafico dei prezzi raggiunga un primo importante minimo o massimo di periodo;
2) In seguito si formerà un ritracciamento in senso opposto alla direzione del trend principale;
3) I prezzi, dopo aver testato nuovamente il livello di minimo o massimo precedente, avranno un nuovo rimbalzo senza violare, rispettivamente, il supporto o resistenza così definito.

Se questa procedura viene rispettata siamo in presenza di configurazioni di doppio minimo o doppio massimo; importante, a tal proposito, è cercare di evitare e scremare i falsi segnali che possono indurre l’analista in errori in grado di compromettere la profittabilità del trader.

Un errore comune consiste nel tentare di anticipare eventuali doppi minimi o doppi massimi senza attendere una conferma degli sviluppi degli stessi. Nel doppio massimo, ad esempio, un segnale di conferma emerge con la creazione di una candela ribassista successiva al raggiungimento del doppio massimo. All’opposto, invece, per il doppio minimo.

Dietro queste due configurazioni vi è un normalissimo precetto psicologico; ipotizziamo di prendere un doppio massimo. La domanda, ossia gli acquirenti, hanno spinto al rialzo i prezzi fino da un livello (il primo massimo) storicamente rilevante; da qui è partito un ritracciamento classico e naturale che, una volta terminato, ha dato via ad una direzionalità nuovamente in linea con il trend principale che, però, non ha portato alla violazione della resistenza precedente.

Questo ultimo passo, la mancata violazione della resistenza, di fatto è un segnale molto forte che viene dato al mercato che i Tori non sono in grado di aver la meglio, oltre questo livello, sugli Orsi che, di conseguenza, prenderanno in mano le redini del mercato generando un nuovo trend principale, questa volta al ribasso. Lo stesso discorso, in maniera diametralmente opposta, può essere replicato nel caso di un doppio minimo.

Un buon punto di partenza per tradare con sicurezza queste due configurazioni, quindi, potrebbe essere quello di piazzare ordini al di sopra ed al di sotto di questi livelli di supporti o resistenze, in modo da avere la meglio in qualsiasi caso.

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