Flat currencies: il declino di queste “valute” finte

Pubblicato da: MatteoT - il: 06-01-2013 15:04

Anche le valute entrano in crisi. E non per problematiche legate alle situazioni di un Paese, all’indebitamento pubblico o a delle strategie di svalutazione. Stiamo parlando delle flat currencies, ossia di valute che vengono create artificiosamente, dal nulla, in totale assenza dei consueti corrispettivi.

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Sono quindi quelle monete che non hanno beneficiato di un collegamento all’oro o ad altri metalli preziosi, come avviene invece nei casi delle unità monetarie più forti. Ecco perchè le flat currencies non sono destinate a durare molto, ma stanno subendo una svalutazione progressiva che le porterà a raggiungere lo status di “cartaccia”.

Facciamo qualche esempio di flat currencies visto che, nella storia, gli esempi di valute create dal nulla non sono certamente pochi. Non ha alcuna importanza, poi, il fatto che si tratti di un Paese in via di sviluppo o di un Paese avanzato. Un esempio risale al 1932: l’Argentina, infatti, vantava l’ottava maggiore economia a livello mondiale, ma ben presto collassò rovinosamente.

Lo stesso discorso può essere fatto nel 1994 con il “Tequila Hangover” del Messico; si tratta di un evento che fece svalutare in un tempo rapido il peso locale. Nel 1997, invece, troviamo il baht thailandese che è riuscito a perdere molto terreno a causa del differenziale rispetto ad altre nazioni, come Malesia, Filippine, Indonesia, Corea del Sud ed Hong Kong.

Chiudiamo con due ultimi esempi: la Russia con il rublo, diventato un incubo per gli investitori nel 1998, e lo Zimbawe con la pericolosa situazione valutaria e iperinflazione che sta vivendo adesso.

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