Borse 16 gennaio 2013: Milano in rosso, crolla Tokyo pesa l’incertezza della Banca Mondiale

Pubblicato da: MatteoT - il: 16-01-2013 21:17

Quella odierna non è stata una giornata particolarmente brillante sul fronte delle Borse. Dopo che Tokyo, nella nottata, ha segnato le peggiori performance degli ultimi otto mesi, anche l’Europa è partita in rosso ed ha chiuso sempre in negativo. Tra i peggiori Piazza Affari che ha perso lo 0,73% in chiusura zavorrata da Fiat, Mediaset e dall’intero comparto bancario.

In ordine sparso le altre Piazze europee: sotto la parità l’Ftse 100 di Londra, giù dello 0,22%, in lieve rialzo il Dax di Francoforte, che avanza dello 0,2% e il Cac 40 di Parigi, che segna +0,3%. Contrastati anche gli indici di Wall Street: il Dow Jones arretra dello 0,2%, mente il Nasdaq guadagna lo 0,2% e l’S&P 500 è invariato.

Anche l’euro è stato in calo rispetto al dollaro, chiudendo a 1,3307 dopo che i giorni scorsi si era avvicinato alla soglia psicologica di 1,3400 dollari. Le prese di profitto, causate dalle riduzioni delle stime di crescita mondiali della Banca Mondiale, hanno coinvolto anche lo yen, che scende a 117,97 sull’euro ed a 88,62 sul dollaro.

I segnali preoccupanti, a livello macroeconomico, arrivano dalla Germania; le stime ufficiali per il Pil 2013 sono state tagliate da un + 1 ad un + 0,4% e l’espansione, quindi, viene prevista solamente a partire dal 2014. L’Eurostat, invece, ha previsto un tasso di inflazione per dicembre 2012 stabile al 2,2%. Il dato italiano è del 2,6%.

In area Ocse, invece, la disoccupazione è rimasta invariata a novembre all’8%, ma ha toccato un nuovo record nell’Eurozona all’11,8%, proseguendo l’ininterrotto peggioramento iniziato nel giugno 2011. La bilancia commerciale italiana ha chiuso gli undici mesi del 2012 con un avanzo di 8,9 miliardi.

Passando al mercato obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, si stima a 260 punti base; il rendimento del Btp a dieci anni sul mercato secondario è del 4,15%.

L’attenzione degli investitori è rivolta agli Stati Uniti: non solo per l’accordo sul fiscal cliff – di ieri sono le parole di Obama sulla necessità che si ha di concludere in breve termine l’accordo per alzare il tetto sull’indebitamento – ma anche per le previsioni della Banca Mondiale, che ha tagliato le stime sulla crescita economica globale nel 2013 mettendo in guardia dal ruolo chiave che stanno giocando, per la crescita economica mondiale, gli Usa.

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