Investire nell’oro: tutto ciò che bisogna sapere

Pubblicato da: MatteoT - il: 26-01-2013 17:00 Aggiornato il: 26-01-2013 14:53

La tavola periodica dei rendimenti delle materie prime (un decennio di risultati in 14 commodities) è stata aggiornato fino al 2012. Solo tre materie prime sono diminuite nel corso del decennio: petrolio greggio (-7% nell’ultimo anno), nickel (-9% nel 2011 e -24% nel 2011) e il carbone, con un -17% negli ultimi 12 mesi. Dato l’ampio ventaglio di fattori che ne influenzano l’andamento (domanda e offerta non sempre seguono le stesse regole in tutti i campi) il fattore volatilità è enorme.

Ma in particolare l’analisi di Frank Holmes si sofferma sul settore aurifero.

1) L’oro ha avuto una performance costante nell’ultimo periodo
Pur non avendo fatto faville nel 2012, il trend rialzista è continuato registrando alla fine un +7% consacrando il 12esimo anno consecutivo di aumenti.

2) L’oro dovrebbe rimanere hot nel 2013
Considerando le politiche di espansione monetaria, il trend sull’oro potrebbe puntare a una spinta ulteriore. Un fattore che solitamente non rientra in quelli che determinano l’andamento del metallo prezioso anche perchè, appunto, è una misura straordinaria. Che in questi ultimi periodi viene presa sempre più spesso nel tentativo di stimolare l’economia. Tra tassi di interesse al limite del negativo e iniezioni di liquidità, la cui fine è ogni volta sempre più postdatata, la rassicurante presenza dell’oro sembra essere davvero l’unica certezza.

3) L’oro è la commodity meno volatile sul tavolo
Anche se, vivisezionato dalle parole degli analisti, sembra strano che sia così. O forse lo è proprio per questo motivo: degli altri si sa poco o niente. Le stesse aziende che si occupano dell’oro come anche quelle presenti nel mercato del petrolio greggio oppure l’indice dei Mercati Emergenti (MSCI Emerging Markets Index) hanno sperimentato una volatilità superiore a quella dell’oro. Ciò potrebbe rassicurare anche in caso di pessimismo visto che mai come per il 2013 l’andamento dell’oro è incerto e potrebbe prendere entrambe le direzioni. Da ricordare, ad ogni modo che è prudente investire solo dal 5 al 10 per cento del portafoglio complessivo in titoli auriferi e oro.

4) Gli ultimi 4 anni sono stati meglio quanto si pensava
Recentemente, fa notare Holmes, l’S&P 500 e i lingotti d’oro hanno significativamente sovraperformato il iShares Core Total US Bond ETF, mentre il NYSE Arca Gold BUGS Index ha reso più del 50 per cento da inizio 2009, superando notevolmente l’investimento obbligazionario.

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