L’analisi ciclica per il Ftse-Mib

Pubblicato da: MatteoT - il: 31-01-2013 10:00 Aggiornato il: 30-01-2013 21:35

Gli indicatori di ciclo dicono che è da poco partito il primo Tracy+1 (16 giorni di borsa aperta) del secondo Tracy+2 (32 giorni di borsa aperta) dell’Intermedio (composto da 2 Tracy+2) iniziato il 10 dicembre .

Come ripetuto nei report più recenti, il rialzo partito nell’estate 2012 e confermato con questo nuovo ciclo di medio periodo prepotentemente rialzista, ha costretto gli analisti a rivedere le previsioni di lungo periodo che volevano nell’estate del 2013 un nuovo minimo storico per l’indice italiano. E ciò non significa che la possibilità che questo minimo si verifichi sia totalmente esclusa (attualmente siamo a un 30% di probabilità).

Chi lavora professionalmente nell’ambito dello studio dei mercati con indicatori validi e testati, a differenza del piccolo trader inesperto che vede la Borsa solo come un centro scommesse su cui puntare ottusamente al rialzo o al ribasso, sa benissimo che il futuro dell’andamento dei prezzi contempla una serie di possibilità, alcune più probabili (fino all’80%), altre meno probabili (non oltre il 30%), altre ancora statisticamente trascurabili, ignote e non prevedibili, ma non per questo impossibili.

Ebbene, l’analista professionista deve avere l’agilità mentale e l’onestà intellettuale di capire quale di questi futuri possibili sta emergendo, misurandone scientificamente le probabilità. La “vendita delle certezze” è il mestiere dei maghi e delle fattucchiere, e non rientra tra le competenze dell’analista finanziario professionista.

Cerchiamo di rapportare queste asserzioni alla situazione attuale. Sappiamo che il biennio 2012-2013 è un periodo di rivoluzione di lungo periodo, in cui stanno cambiando degli equilibri storici che vanno dai mercati borsistici, alle valute, e ancora alle materie prime. Non possiamo non aspettarci sorprese e variabili importanti.

La previsione ciclica classica vorrebbe la chiusura del ciclo partito nel 2002 con un minimo definitivo nel 2013 inoltrato, ma la rottura al rialzo dell’ultima resistenza obliqua indica il minimo di luglio del 2012 come la chiusura anticipata e l’inizio di una nuova epoca rialzista per la borsa nazionale.

Evidente ragione di ciò è il flusso di liquidità che ha investito i mercati negli ultimi mesi (si veda l’indicatore di massa monetaria pubblicato nel report della settimana scorsa) e che potrebbe essere sufficientemente potente per risollevare i prezzi definitivamente, saltando il nuovo minimo previsto nell’estate del 2013.

In conclusione, a oggi abbiamo un 70% di probabilità che sia partito il rialzo di lungo periodo, e si restringono sempre di più le prospettive ribassiste (30%). Con la chiusura del ciclo intermedio in corso, che casualmente cadrà molto vicino alle elezioni italiane, contiamo di capire quale di questi due futuri possibili si sta effettivamente realizzando.

Fonte: Borsari.it

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