Le Borse rimbalzano, Usa ai massimi

Pubblicato da: MatteoT - il: 01-02-2013 18:50

Quella odierna, la seconda del mese di febbraio 2013 e l’ultima della settimana in corso, è stata una seduta di rimbalzo per i principali listini europei. Il tutto in scia alle performance di Wall Street che, dopo un avvio debole, sopra i 14 mila punti, che rappresentavano i massimi del 2007 arrivando a sfiorare il proprio record storico.

A condizionare la fiducia e l’up-trend sono, soprattutto, i dati sulla fiducia e sull’indice manifatturiero in arrivo dagli Stati Uniti. Entrambi, infatti, sono cresciuti più delle attese ed hanno così ridotto le delusioni arrivate sul fronte dell’industria cinese, che cresce a ritmi più bassi, e sul mercato del lavoro.

In Italia i dati sulla disoccupazione parlano chiaro, e non sono certamente positivi. 11,2% e massimo dal 1999 a questa parte. Nel 2012, inoltre, sono 500 mila i posti di lavoro persi nel Belpaese. Deludente anche il risultato americano: a gennaio sono stati creati 157mila posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è salito al 7,9% dal 7,8% del mese precedente. I dati sono inferiori alle attese, con gli economisti che avevano messo in conto un tasso di disoccupazione stabile al 7,8% e la creazione di almeno 166mila nuove buste paga.

Piazza Affari, dopo aver ruotato a lungo attorno alla parità chiude in rosso, cede lo 0,69%, avendo recuperato nel finale rispetto al – 1,25% di inizio pomeriggio. L’attenzione è sempre rivolta al caos che ha investito Monte dei Pschi. Il Tar del Lazio ha convocato per domani Bankitalia per fare chiarezza sui Monti Bond, mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lanciato un appello per uscire dall’impasse nell’interesse nazionale.

Intando S&P’s ha abbassato il rating del Monte sul timore che possano emergere perdite superiori a quelle attese in relazione ai prodotti strutturati e derivati in pancia a Rocca Salimbeni. Tra gli altri, occhi su Bpm, al centro di un complesso processo di revisione della governance. Bene anche Autogrill, che ha invece annunciato di avere allo studio la scissione con lo spin-off dell’attività dei duty free. Ancora vendite sui Saipem: la Consob ha convocato per lunedì i vertici del gruppo.

Capitolo obbligazionario; lo spread tra Btp e Bund decennali è tornato a crescere arrivando a quota 265 punti base; i titoli italiani a dieci anni, sul mercato secondario, rendono così il 4,3%. In Francia, invece, tiene banco l’annuncio di maxi-svalutazioni da 3,8 miliardi da parte del Crédit Agricole. Nel resto d’Europa, Londra ha guadagnato lo 0,76%, Francoforte lo 0,74% e Parigi l’1,1%.

All’ora di chiusura dei mercati europei, Wall Street vede il Dow Jones guadagnare un punto percentuale arrivando a sfiorare i 14.164 punti, livello record per l’indice Usa toccato il 9 ottobre del 2007. Vicino ai massimi anche lo S&P, che avanza dello 0,8% superando i 1.510 punti. Bene anche il Nasdaq che recupera l’1%.

La borsa di Tokyo, nella notte, ha chiuso in rialzo per la dodicesima settimana consecutiva, la serie positiva più lunga dal 1959. L’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,47%, mentre la settimana si chiude con un saldo positivo del 2,4%. Continua il calo dello yen che sostiene l’export.

Per quanto riguarda infine le materie prime, l’oro è in calo sui mercati asiatici a 1.660,45 dollari l’oncia, fa cioè segnare un ribasso dello 0,2%. Il prezzo del petrolio è in discesa: il contratto a marzo cede lo 0,82% a 96,69 dollari al barile.

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