L’economia spinge gli Usa ai massimi dal 2007

Pubblicato da: MatteoT - il: 02-02-2013 11:01

A Wall Street è tornata la fiducia. Un mix di dati macro interessanti ed incoraggianti hanno consentito al Dow Jones di sfondare la soglia psicologica dei 14.000 punti per la prima volta dal lontano 12 ottobre 2007. Il 31 gennaio aveva fatto archiviare al Dow ed allo S&P 500 il primo mese dell’anno con balzi del 5,8 e del 5,1%: è questo il migliore inizio anno dal 1994 e dal 1997.

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Positivo anche il bilancio settimanale, che vede il Dow in progresso dello 0,8%, il Nasdaq dello 0,9 e lo S&P 500 dello 0,7%. Ieri, in particolare, si è partiti dal rapporto sull’occupazione che, a gennaio, non è stato particolarmente brillante: nel primo mese del 2013, infatti, sono stati creati 157.000 posti di lavoro, dato inferiore ai 166 mila attesi.

Gli operatori, delusi inizialmente da questi dati, hanno brindato con la revisione al rialzo dei dati di novembre e dicembre 2012, che hanno portato ad un bilancio per l’anno passato migliore rispetto a quanto inizialmente calcolato.

A ciò si sono poi aggiunte le spese per le costruzioni, a dicembre salite ai massimi del 2009 e nell’intero 2012 tornate a livelli pre-crisi, l’indice manifatturiero riportatosi a gennaio su quote che non si vedevano dall’aprile scorso e la fiducia dei consumatori cresciuta più delle previsioni.

A livello di settore, sono state le banche e le materie prime di base ad aver fatto registrare le migliori performance; rispettivamente 1,32 e 1,23%. Bene anche le utility (0,27%) ed i titoli tecnologici (1,12%), questi ultimi sospinti in alto da Dell (2,95%): sembra che il gruppo di computer in difficoltà possa annunciare lunedì un accordo per il suo delisting.

Ancora in calo Apple (-0,41%), incapace di riprendersi dalla batosta successiva alla trimestrale: nonostante numeri record gli analisti restano scettici sulla capacità del gruppo di Cupertino, California, di mantenere il predomionio nella telefonia mobile.

Il petrolio ha terminato la giornata in rialzo: il contratto a marzo ha segnato un +0,14% a 97,63 dollari al barile. Il bilancio del cross euro/dollaro resta positivo ma ha perso smalto rispetto ai massimi intraday, quando l’euro aveva superato la soglia di 1,37 (massimi del novembre 2011). Nel reddito fisso, i titoli di stato a 10 anni hanno archiviato la seduta in calo, con rendimenti nuovamente sopra il 2% (al 2,025%).

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MatteoT

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