Investire nel mercato azionario: tre ottimi motivi per continuare a farlo

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-02-2013 17:23 Aggiornato il: 05-02-2013 15:30

Il guru mondiale Warren Buffet, più volte, ha dichiarato che in ogni occasione d’acquisto il suo parametro principale di riferimento non è quello di ipotizzare una vendita futura, ma di comprare pensando che il mercato poi chiuda per un paio d’anni. Cosa vogliamo dire? Proviamo a spiegarlo nelle prossime righe.

In molti, soprattutto gli inesperti o i piccoli risparmiatori, cercano di uscire dal mercato in preda alla paura di un crollo o quando si toccano dei massimi; questa, però, è la strategia peggiore che si possa attuare.

Almeno secondo Nicole Seghetti che, dalle colonne di Fool, cita il caso del marzo 2009: Dow Jones a quota 7 mila punta e fuga dei piccoli investitori. Ora l’indice americano è di poco sotto la soglia dei 14mila e potrebbe salire ulteriormente raggiungendo i nuovi massimi.

Da questo possiamo arrivare a tre importanti conclusioni: il timing che gli investitori scelgono è, generalmente, orribile oltre che errato; i mercati tendono a rimbalzare, come dimostrato in questi ultimi giorni; nel mercato non conta solamente il timing, ma anche l’occasione adatta alle proprie esigenze, alle proprie “tasche” ed al proprio carattere.

Quali consigli possiamo trarre? Innanzitutto analizziamo la struttura dell’impresa di riferimento; deve essere solida, con uno storico positivo, avere ricavi importanti e vantaggi sui competitors oltre che una funzione nella società. A proposito dell’ultimo punto ricordiamoci che Buffett punta spesso su cibo e bevande.

Pensiamo a Coca-Cola; i margini sono eccezionali e le vendite sono in costante aumento, nonostante un quadro macroeconomico a livello globale complesso. Nemmeno le diete ed i sospetti di obesità infantile sembrano ridurre la propria crescita. Il mercato internazionale è la sua fortuna, lì la società vede l’80% del suo volume di vendita.

Passiamo ad Apple, che è ancora attraente per una lunga lista di motivi. Tra questi spicca quello della capacità di anticipare in un mercato sempre alla ricerca di nuovi prodotti e di innovazioni. Da non dimenticare che anche se i margini di vantaggio si stanno erodendo, il brand, come per Coca Cola è molto più di un marchio e i mercati emergenti sono fortemente attratti da questo fattore.

Un esempio di ciò è il Sancta Sanctorum degli investitori, cioè la Berkshire Hathaway di Buffett, una holding di molte aziende diverse, comprese assicurativi, bancari, vendita al dettaglio e commercio: la Berkshire ha recentemente riacquistato 1,2 miliardi di dollari di azioni proprie e continuerà a farlo. Per questo motivo, la forza del solo nome contribuisce a renderlo uno tra gli stock maggiormente costosi in Borsa (130mila dollari per singola azione).

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