I due errori che potrebbero farvi perdere tutto …

Pubblicato da: MatteoT - il: 07-02-2013 11:00 Aggiornato il: 06-02-2013 18:42

Guadagnare con il mondo finanziario. Domanda principale e obiettivo di tutti. Come riuscire in questo compito che, secondo le statistiche, appare veramente arduo per i piccoli risparmiatori ed investitori. Oggi vi proponiamo qualche consiglio mettendo in luce i due errori più frequenti che, se applicati, potrebbero farvi perdere gran parte dei vostri depositi in brevissimo tempo.

1) Pensare che le azioni continueranno a comportarsi come hanno fatto dal 2009

Uno dei problemi principali per gli investitori è quando entrare nel mercato. A meno che non si tratta di avere a che fare con mostri sacri, nel corso degli ultimi anni i benchmark di mercato sono più che raddoppiati, ma è solamente ora che gli investitori si stanno gettando nell’azionario. Il problema, così facendo, è che i prezzi delle azioni non solo riflettono il recupero passato, ma anche le aspettative future.

Per esempio, Hovnanian, Case Beazer e altri titoli dell’area dei costruttori edili, ora sono in fase sia di recupero effettivo che di aspettative per il settore in generale. MA come si può facilmente intuire, tutto ciò che esaspera in modo anomalo o comunque non naturale, una crescita a lungo repressa, provoca inevitabilmente un’altrettanta rapida caduta di un titolo diventato nel frattempo fragile e vuoto. In una certa misura, la situazione è la stessa per il mercato azionario globale.

2) Pensare che le azioni continueranno a comportarsi come hanno fatto dal 2000

Per gli stessi motivi, molti altri investitori hanno rinunciato del tutto ai titoli azionari. Come mai? Semplice: dopo il boom degli anni ’90, secondo loro, non ci potrà essere altro che volatilità prima di stabilizzazione; e la convinzione sviluppata, quindi, è quella che si sarebbe andati in contro ad una perdita. Quindi, nella loro ottica, meglio puntare sul trading ad alta frequenza, in modo da ottimizzare l’andamento frazionato.

I lunghi periodi di prestazioni relativamente piatte come quelle intorno al 1970 hanno lasciato il posto periodi di espansione come gli anni 1980 e 1990, naturalmente fate salve le diversità macro, il panorama geopolitico che ha non poco influenzato lo scenario. La volatilità non potrà mai andare via, ma gli investitori intelligenti capiscono che la volatilità è quello che produce enormi opportunità di rendimento per coloro che sono disposti a correre dei rischi in più. Anche se spaventosi.

Infine, i dividendi. Caplinger fa notare che Microsoft, nonostante fosse leader nei sistemi operativi da ufficio, ha visto cedere il 15% del titolo negli ultimi anni, proprio a causa del mercato del Pc in discesa e della relativa vulnerabilità della sua piattaforma (e considerando gli stiamo parlando di uffici, il problema non è da poco!). La carta che lo ha salvato, allora, sono stati proprio i dividendi. Dall’altra parte Merck che ha visto un -25% in 10 anni a causa della scadenza di molti brevetti di farmaci. Eppure il titolo ha un rendimento del 20% grazie a dividendi elevati.

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