Euro e sterlina deboli in vista dei meeting delle Banche centrali

Pubblicato da: MatteoT - il: 03-03-2013 18:13 Aggiornato il: 03-03-2013 14:18

Poche ore fa abbiamo pubblicato il consueto articolo settimanale in cui abbiamo analizzato l’andamento delle principali valute nei cinque giorni precedenti. Il riassunto vede l’euro e la sterlina molto deboli. I motivi sono l’incertezza politica italiana, la nuova falla nei conti della Grecia ed il peggioramento dell’economia britannica.

Europa

La moneta unica, in questo contesto, si è portata ai minimi dello scorso 11 dicembre 2012 in un movimento negativo che si è generato dopo la lettura dell’indice Pmi dell’Eurozona a febbraio, fermo a 47,9 punti. Senza dimenticare l’inflazione, che ha rallentato al + 1,8%.

Quest’ultimo dato, spiega l’economista di Commerzbank Christoph Weil, “mantiene la porta aperta per un taglio dei tassi d’interesse” della Bce. Il mercato inizia infatti a concentrarsi sul meeting di politica monetaria della prossima settimana, nell’ambito della quale saranno inoltre pubblicate le nuove stime macroeconomiche dello staff della Bce.

L’euro, spiegano i forex strategist di Bnp Paribas, “è sotto pressione” proprio per il rallentamento dell’inflazione, che ha fatto aumentare le aspettative per un taglio dei tassi. Bnp Paribas si aspetta ora un taglio dei tassi di 25 pb, e gli esperti sostengono che questo “suggerisce rischi al ribasso per l’euro”.

L’altra valuta sotto pressione è la sterlina inglese, che è arrivata ai minimi da luglio 2010 sul dollaro dopo il calo, inaspettato, del Pmi manifatturiero del Paese inglese: 47,9 punti la rilevazione rispetto al consenso di 51.

Il dato, spiega l’economista di Ing James Knightley, è “molto debole” e “punta ad un ulteriore QE”. “Non c’è un’asticella particolarmente alta” per nuovi stimoli, visto che tre esponenti del Board – tra i quali il governatore Mervyn King – hanno votato a febbraio per 25 mld gbp di nuovo QE, conclude Knightley. Anche la BoE si incontrerà la prossima settimana, con gli operatori che iniziano ora a scontare la possibilità di vedere nuovi stimoli a breve.

Il Pmi “pone più pressione sulla BoE perchè prenda decisioni nella riunione della prossima settimana”, sostiene Howard Archer, capo economista per l’Ue e la Gran Bretagna di Ihs Global Insight, il quale per ora non prevede un nuovo QE. “Se il Pmi servizi di martedì sarà debole, allora la BoE potrebbe sicuramente introdurre un nuovo QE”, conclude l’esperto.

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