Il rischio/rendimento nel mercato

Pubblicato da: MatteoT - il: 07-04-2013 12:00 Aggiornato il: 03-04-2013 21:38

Oggi vi proponiamo una interessante intervista che David Pascucci, di International Business Times, ha realizzato con Gianvito D’Angelo, approfondendo il tema del rapporto rischio/rendimento nell’operatività di un trader.

Economia 2

È meglio pensare al rischio che si corre o al rendimento atteso?

Rispondere può sembrare difficile, ma un bravo trader sa a cosa propendere e sicuramente la prima a cosa a cui pensare è proprio il rischio. In altri campi, da lontano potremmo sembrare dei pessimisti anche perché essere ottimisti significa pensare sempre all’aspetto positivo delle cose. Un trader che pensa a quanto potrebbe perdere in realtà non è pessimista ma è semplicemente un trader accorto, un trader che molto probabilmente perderà molto poco nella sua carriera. Quindi la prima cosa da fare è valutare il rischio.

Come si valuta il rischio?

Si può valutare in termini assoluti e in termini percentuali. Innanzitutto la cifra che si va a rischiare deve essere una cifra che ci mette a nostro agio in valore assoluto. Seppur rischiassi una cifra che rappresenta una percentuale ridotta del mio capitale, la stessa non deve incidere sotto un punto di vista psicologico. Inoltre, in termini percentuali, la perdita deve essere ridotta proprio per evitare che una serie di trades negativi mi porti a ridurre di molto il mio capitale, cosa che poi mi porta a non operare più come prima vista la quota di capitale ridotta e la conseguente riduzione del potere di acquisto titoli o futures.

È preferibile operare sempre in direzionalità oppure calcolando solamente i rapporti rischio-rendimento a nostro favore?

Se agisco a favore di trend ho delle probabilità più alte di successo però questo non mi deve portare a correre rischi in valore assoluto. Dobbiamo quindi distinguere dei trades che hanno alta probabilità di andare in gain da un trade che ha uno stop molto basso in valore assoluto. Potrei benissimo fare un trade che ha uno stop molto ridotto ma al tempo stesso il 90% di probabilità di non andare a target. In realtà non dovrei mai agire contro il trend primario di lungo, con un timeframe più elevato.

C’è un rapporto rischio-rendimento ottimale?

Si legge di solito che un rapporto rischio rendimento ottimale è di almeno 1 a 2 (rischio 1 per prendere 2), ma praticamente sappiamo che ciò non è realmente perseguibile. Quello che fa un bravo trader è solitamente quello di rischiare 1 per guadagnare 1 o 1,5 con un’alta percentuale di operazioni in guadagno. Ci sono tecniche che ho sperimentato su strumenti specifici che, grafici storici alla mano, funzionano tra il 70 e l’80% dei casi. In termini pratici vuol dire che io vado a target ancor prima di andare in stop. Qui l’abilità è quella di identificare lo stop e ancor prima il target. Non fare questo equivale a perdere soldi.

Fonte: it.ibtimes.com

Prova il trading online con un conto demo gratuito

Piattaforma di Trading Voto Recensione Sito Web
eToro
eToro Opinioni Conto demo
Markets
Markets Opinioni Conto demo
24Option
24Option Opinioni Conto demo
ITRADER
ITRADER Opinioni Conto demo
XTB
XTB Opinioni Conto demo
* Your capital is at risk (CFD service)

Informazioni sull'autore

MatteoT

Avviso di rischio: Il trading CFD comporta un sostanziale rischio di perdita. Una percentuale di investitori tra 74 e 89% perde il proprio denaro durante il trading CFD.Your capital might be at risk

E-investimenti.com

E-investimenti.com