Fed e Quantitative Easing: gli ultimi sviluppi

Pubblicato da: MatteoT - il: 27-05-2013 16:15 Aggiornato il: 27-05-2013 15:51

Uno degli avvenimenti principali della scorsa settimana è stato, come ben sappiamo, la conferenza di Ben Bernanke e la possibilità che ha lasciato aperta che in futuro la Fed possa anche decidere di interrompere, gradualmente, il Quantitative Easing. Queste affermazioni hanno provocato un importante scossone sul mercato, lasciando tutti gli occhi puntati sulla Federal Reserve.

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Bernanke mercoledì scorso è stato chiaro: la banca centrale statunitense potrebbe decidere di cambiare strategia molto prima, rispetto a quanto è stato previsto. Ciò significherebbe fornire meno stimoli all’economia tagliando sul programma di acquisto titoli.

La prossima estate, quindi, potrebbe vedere il tema del Quantitative Easing come il market mover principale da tenere sotto osservazione. Un momento di svolta, per molti, sarà rappresentato dal meeting della Fed del prossimo giugno. Oltre a questo, però, nel corso dell’estate ci saranno altri momenti di incontro che potrebbero dare una sterzata significativa ai mercati.

Infatti, oltre al meeting di giugno, c’è quello di luglio e la pubblicazione delle minute successiva a tutti e due gli appuntamenti. Ci sono tre venerdì di estrema importanza per il mercato del lavoro, importanti letture sull’inflazione e meno dati macro.Ci sono poi altri temi da definire. Chi sarà l’erede di Bernanke? Il Simposio annuale di Jackson Hole quest’anno non vedrà la presenza di Bernanke?

Ecco, dunque, come e perché le vicende della Fedederal Reserve potrebbero durante il “best seller” di questa estate. Il consiglio della Fed si incontrerà ancora due volte prima del 2 settembre (giorno del Labor Day): 18 e 19 giugno e 30 e 31 luglio. Le minute di questi incontri vengono pubblicate dopo tre settimane.

La Fed non ha alcuna intenzione di “spaventare” i mercati perchè questa sarebbe una strategia tanto distruttiva quanto autolesionista. Il mandato duplice della Federal Reserve implica due obiettivi da perseguire: mercato del lavoro ed inflazione.

I dati sul lavoro sono incoraggianti visto che la disoccupazione è al 7,5%, ossia al livello pre-crisi. Ricordiamo però che la Fed ha pubblicamente dichiarato che non alzerà i tassi di interesse fino a quando il tasso di disoccupazione non avrà raggiunto il 6.5%. Anche l’inflazione, però, è decisamente lontana dal target.

Bernanke non ha ufficialmente detto addio alla Fed, ma il suo secondo mandato scadrà a gennaio e, per ora, non è stato fatto alcun annuncio ufficiale riguardo al suo futuro all’interno della Federal Reserve. La strada ad un successo di Ben sarà aperta a Jackson Hole, anche se esistono voci che vorrebbero una promozione di Janet Yellen, attuale vice-presidente dell’istituto.

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