La nuova frontiera del rischio: i Cocos

Pubblicato da: Luca M. - il: 06-03-2011 17:46

Il rischio finanziario anima i banchieri e l’ultima frontiera prende il nome di “cocos”, ovvero delle obbligazioni ibride realmente pericolose, come da loro stessi viene ammesso. In particolare ad identificare con chiarezza questo concetto è stato il numero 1 di Ubs, Oswald Grubel.

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“I Cocos – scrive Goria – sono obbligazioni ibride bancarie come molte altre. Promettono elevati rendimenti (oltre il 10 per cento annuo), sono accessibili prevalentemente agli investitori istituzionali per via delle alte fee d’ingresso, sono convertibili. Proprio in quest’ultimo punto risiede la peculiarità dei Cocos. Sono infatti trasformabili in capitale ordinario se il coefficiente Tier 1 (capitale di base) cala sotto il 7 per cento fissato da Basilea III. L’obbligazionista diventa quindi azionista, con tutti i rischi del caso.”

Sono stati emessi ben mille miliardi negli ultimi 10 anni di questi titoli e sono utilizzati dagli istituti finanziarii internazionali come l’inglese Lloyds, la spagnola Santander e l’italiana Unicredit.

Il rischio principale è che se una banca acquista i cocos da un’altra, e da obbligazioni vengono convertiti in azioni, il primo istituto diventa automaticamente azionista del secondo. Con non pochi problemi di governabilità.

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