FTSE MIB

L’indice FTSE MIB sta ad indicare Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa e rappresenta il principale benchmark dei mercati azionari italiani.

Il FTSE MIB racchiude le azioni delle 40 società italiane maggiormente quotate, anche con sede legale all’estero, capitalizzate sui mercati gestiti da Borsa Italiana, nato dalla fusione di Borsa Italiana (S&P Mib) e il London Stock Exchange, diventando operativo dall’ormai lontano 1 giugno 2009.

FTSE MIB IN TEMPO REALE


Ognuno di questi titoli viene analizzato tenendo presente determinati fattori come ad esempio la dimensione o anche la liquidità. Pertanto possiamo affermare che l’indice non fa altro che fornire in maniera complessiva una corretta rappresentazione dei maggiori settori di investimento. Ancora l’Indice FTSE MIB è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato.

Vi è poi da fare un’altra  precisazione in merito all’indice FTSE MIB; infatti oltre a questo indice (relativo alle aziende più grandi), si deve tenere presente anche altri indici che rappresentano l’andamento dei titoli azionari italiani come:

  • FTSE ALL SHARE (fuzziolscèer) che rappresenta la media ponderata di tutte le azioni trattate alla borsa di Milano;
  • FTSE MICRO CAP (fuzzimaicrocàp) rappresentante la media delle azioni relative alle aziende più piccole;
  • FTSE MID CAP (fuzzimidcàp) relativo alle imprese a media capitalizzazione.

Caratteristiche del FTSE MIB

  1. Orario di negoziazione: asta di apertura: 8.30 – 9.00 (9.00.00 – 9.00.59); negoziazione continua: 9.00 – 17.40.
  2. Quotazione: contratto FIB quotato in punti indice.
  3. Valore di un punto indice (moltiplicatore del contratto) pari a 5 €.
  4. Valore del contratto ottenuto dal prodotto tra il prezzo del future ed il valore del moltiplicatore del contratto; (se il prezzo del future sull’indice FTSE MIB è pari a 20.000 punti indice, il contratto ha un valore pari a 20.000 x 5 € = 100.000 €).
  5. Movimento minimo di prezzo pari a 5 punti indice per un totale di 25 €.
  6. Scadenze negoziate: Marzo, Giugno, Settembre e Dicembre.
  7. Il giorno di scadenza del contratto è posto al 3° venerdì del mese di scadenza alle ore 9:05. Se coincide con un giorno di chiusura della borsa, il contratto scade il 1° giorno precedente.
  8. Ultimo giorno di negoziazione di ciascun contratto posto alle ore 9:05 del giorno di scadenza.
  9. Prezzo di chiusura giornaliero uguale al prezzo di chiusura del contratto FIB calcolato dalla Cassa di Compensazione e Garanzia tenendo presente la base della media dei prezzi ponderata per le quantità, dell’ultimo 10% dei contratti scambiati sul mercato.
  10. Prezzo di regolamento pari al valore dell’indice FTSE MIB, il quale viene calcolato sui prezzi di apertura.
  11. Liquidazione avvenuta per contanti, sulla base del prezzo di regolamento.
  12. Limiti al numero di posizioni aperte pari a zero.

Abbiamo visto che il FTSE MIB composto da un paniere di 40 azioni, rappresentanti le maggiori società quotate. Il peso di ciascuna azione all’interno dell’indice, viene ponderata sulla base della capitalizzazione di mercato. Il FTSE MIB risulta pertanto così composto nell’ottobre del 2015:

  • A2A S.p.A., peso 0,55%;
  • Ansaldo STS, peso 0,33%;
  • Assicurazioni Generali S.p.A., peso 5,45%;
  • Atlantia S.p.A., peso 2,41%;
  • Autogrill S.p.A., peso 0,63%;
  • Azimut, peso 0,34%;
  • Monte dei Paschi di Siena S.p.A.,  peso 1,07%;
  • Banca Popolare dell’Emilia Romagna, peso 0,51%;
  • Banca Popolare di Milano S.c.r.l., peso 0,37%;
  • Banco Popolare società cooperativa, peso 0,67%;
  • Buzzi Unicem S.p.A., peso 0,42%;
  • Campari S.p.A., peso 0,95%;
  • DiaSorin S.p.A., peso 0,39%;
  • ENEL S.p.A., peso 7,67%;
  • Enel Green Power S.p.A., peso 2,17%;
  • ENI S.p.A., peso 21,96%;
  • Exor S.p.A., peso 0,92%;
  • Fiat S.p.A., peso 1,45%;
  • Fiat Industrial S.p.A, peso 2,76%;
  • Finmeccanica S.p.A., peso 0,68%;
  • Impregilo S.p.A., peso 0,37%;
  • Intesa Sanpaolo S.p.A., peso 6,08%,
  • Lottomatica S.p.A., peso 0,78%;
  • Luxottica S.p.A., peso 3,99%;
  • Mediaset S.p.A., peso 0,72%;
  • Mediobanca S.p.A., peso 1,10%;
  • Mediolanum S.p.A., peso 0,75%;
  • Parmalat S.p.A., peso 1,01%;
  • Pirelli & C. S.p.A., peso 1,35%;
  • Prysmian S.p.A., peso 0,85%;
  • Salvatore Ferragamo S.p.A., peso 0,86%;
  • Saipem S.p.A. SPM, peso 5,37%;
  • Snam S.p.A. SRG, peso 3,99%;
  • STMicroelectronics N.V., peso 1,66%;
  • Telecom Italia S.p.A., peso 3,62%;
  • Tenaris S.A., peso 5,30%;
  • Terna, Rete Elettrica Nazionale S.p.A., peso 1,87%;
  • Tod’s S.p.A., peso 0,81%;
  • Unione di Banche Italiane S.p.A., peso 0,83%;
  • UniCredit S.p.A., peso 6,09%.

Non è possibile dare un peso valido per sempre, dato che la capitalizzazione di mercato varia durante le sessione aperte di borsa. Le società presenti nel listino possono cambiare a seconda della capitalizzazione di mercato. Infatti sono le maggiori 40 a farne a parte, ma il posto non è certamente fisso.

L’Indice FTSE MIB ha poi subito il 24 luglio 2012 una caduta storica, facendo segnare un minimo di lungo periodo dell’indice pari a 12.295,80 punti. Questo forte ribasso fu causato da una forte speculazione che ha colpito tutti i titoli di Stato riversandosi poi su tutti i titoli bancari, trascinando così l’intero settore bancario in una profonda crisi.

Oggi il FTSE MIB riporta una continua ripresa che è iniziata da diverso tempo e prova ne è il fatto che già il 10 giugno 2014 ha toccato un nuovo massimo pari a 22.502,97 punti. Questo lo si deve sopratutto ad una manovra economica e politica intrapresa dalla BCE.

Purtroppo l’altalena tra alti e bassi la si deve in modo particolare alla mancanza di crescita a livello europeo e in particolare dell’Italia il quale lo costringono al ribasso. Questo non è l’unico fattore. A non determinarne la crescita vi è anche la paura di un contagio della nuova crisi del debito alla periferia dell’Eurozona, ormai superata da quasi un anno presentando nel 2014 un rialzo modesto pari allo 0,23%.

In seguito possiamo registrare ancora una volta un salto in avanti, un forte rialzo, dovuto sopratutto al fatto che la BCE ha messo in campo una forte mossa espansiva con il lancio del Quantitative Easing (QE), ovvero un massiccio acquisto di titoli di stato sovrani in asta, Grazie alle diverse misure messe in atto dalla BCE si è poi arrivati a toccare un nuovo record il 15 aprile del 2015 in cui il FTSE MIB ha toccato quota 24.081,74. Fino alla metà del settembre 2015 in cui si è registrato il listino pari a 22.000 punti.

Successivamente l’indice FTSE MIB ha conosciuto un profondo ribasso fino a quota 15.000 punti nel 2016, ma nel 2017 ha vissuto un trend crescente. terminato all’inizio del 2018 con un nuovo massimo negli ultimi 9 anni a quota 24.500 punti. Nella restante parte del 2018 il maggiore indice della borsa italiana ha perso molto terreno, tornando a novembre a circa 18.500 punti.

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