Cos’è la Gestione patrimoniale? Conviene investire i risparmi? Vantaggi e svantaggi

Pubblicato da: TommasoP - il: 31-10-2018 15:16

Molto spesso ne abbiamo sentito parlare, ma poche volte ci siamo fermati a comprendere esattamente di cosa si tratta. All’interno di questa nostra guida, oggi, si vuole dare una risposta esaustiva e allo stesso tempo semplice della Gestione Patrimoniale considerando che sono in tanti coloro che ancora oggi non sanno bene di cosa si tratta.

Partiamo dalla domanda che cos’è la gestione patrimoniale? Questa domanda solitamente se la pongo i piccoli risparmiatori.

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Gestione patrimoniale del risparmio

Gestione Patrimoniale: definizione

La gestione patrimoniale per definizione è: un mandato conferito ad un intermediario finanziario.

Questo intermediario deve possedere alcune caratteristiche e deve essere abilitato a gestire, in maniera abbastanza discrezionale, le somme che gli sono conferite. Il suo compito è quello di investire e disinvestire in valori mobiliari. Il fine ultimo che si deve prefissare è quello di ottimizzare la redditività del capitale che gli è affidato in linea con il profilo di rischio e di liquidità prescelto.

Si tratta di un servizio personalizzato dove le somme liquide affluiscono all’interno di un c/c di gestione di pertinenza del cliente. Qui sono presenti tutti i valori mobiliari detenuti all’interno del portafoglio (deposito titoli) intestato al soggetto richiedente. Il gestore, al fine di operare deve per forza di cose disporre delle somme liquide del c/c come anche dei valori del deposito titoli.

Tipologie di gestione Patrimoniale

Questa discrezionalità operativa può essere di 2 tipologie differenti in base al mandato conferito:

  1. Senza preventivo accordo con il cliente (il caso che va per la maggiore);
  2. Con preventivo accordo (tipologia riservata normalmente solo a particolari clienti che sono in possesso di una notevole competenza finanziaria e di una certa quantità di denaro).

La gestione è a durata indeterminata. Il cliente può richiedere in qualsiasi momento sia il rimborso parziale, sia anche il rimborso totale del capitale investito. I tempi di rimborso sono anche abbastanza veloci e nella maggior parte dei casi coincidono con quelli necessari per disinvestire i titoli in portafoglio.

Ci sono poi dei tempi prestabiliti entro cui al cliente viene inviato un rendiconto sulla situazione inerente l’andamento della gestione. Le gestioni patrimoniali, indipendentemente dalle varie linee d’investimento che offrono, le si può suddividere in 2 grandi categorie:

  1. Le gestioni patrimoniali mobiliati (GPM);
  2. Le gestioni patrimoniali in fondi comuni (GPF).

Gestioni patrimoniali mobiliari

Gestione patrimoniale

Gestione patrimoniale mobiliare

Rientrano in questa categoria le diverse gestioni che si pongono come scopo quello di conferire al gestore il mandato di acquistare e vendere direttamente sul mercato mobiliare. Questo mercato solitamente risponde al mercato nazionale e si presuppone che il gestore sia altamente specializzato in questo.

Si rileva, però, che se all’interno del paniere della linea di gestione siano contemplate percentuali d’investimento su mercati esteri, allora il gestore, se non ha una conoscenza specifica, deve ricorrere a delle quote di fondi comuni specializzati su tali mercati.

Infine, questa tipologia di gestione, per via di una necessaria e congrua diversificazione degli investimenti, (principio base di qualsiasi portafoglio) deve essere accessibile e conveniente non solo ai clienti che possono conferire somme rilevanti.

>>Leggi anche: Banca o posta: come proteggere i risparmi

Gestioni patrimoniali in fondi comuni

Le GPF sono, al contrario delle precedenti, caratterizzate dal fatto che il gestore (sempre considerando una valida diversificazione) è tenuto ad effettuare acquisti/vendite solamente di quote di fondi comuni e azioni.

Si tratta di gestioni che si rivolgono a qualsiasi categoria di risparmiatori compresi anche quelli che possono conferire capitali d’importo medio/basso. Tutte le gestioni patrimoniali, allo stesso modo di come avviene per i fondi comuni, devono avere alla base un servizio di asset management.

Questi si devono porre come obbiettivo la costruzione di un portafoglio efficiente, in cui si ottimizza la correlazione rischio/rendimento rispetto agli obiettivi prescelti dall’investitore. Si tratta di un servizio che si estrinseca nella costruzione del portafoglio e nell’identificazione del parametro di riferimento tenendo sempre presente la misurazione della perfomance.

Il tutto, analizzato sotto l’aspetto macroeconomico dell’allocazione del risparmio delle famiglie, fa capire il perché negli ultimi anni c’è stata una crescita notevole del risparmio gestito.

Questa tipologia di risparmio presuppone della scelta di impiego che non sono decise dal singolo investitore ma sono delegate agli intermediari finanziari. Per altro, il grande volume dei flussi ha portato questi intermediari ad operare su un mercato finanziario globalizzato e alla creazione di alcuni prodotti finanziari innovativi e sofisticati.

Si riscontrano infine nel settore del risparmio gestito differenti tipologie di intermediari finanziari. Questi molto spesso si sovrappongono a livello operativo e sono rappresentati da:

  1. Banche;
  2. Società di intermediazione mobiliare;
  3. Assicurazioni;
  4. Società di gestione del risparmio, ecc.

Gestione Patrimoniale Mobiliare: perché investire?

Questo servizio solitamente viene offerto dalla banca, ricevendo questa mandato da parte del cliente, al fine di gestire il proprio capitale.

Oggi si investe con i servizi di gestione patrimoniale mobiliare (GP) in quanto sono ritenuti molto interessanti per tutti i risparmiatori che possono delegare la gestione del proprio denaro ai professionisti e quindi non preoccuparsi assolutamente dell’investimento.

Vi è però la necessità di differenziare le gestioni proposte. Questo ha portato alla realizzazione di un ampio ventaglio di servizi che sono estremamente diversi fra loro e sono caratterizzati da differenti gradi di complessità. Tra questi rientrano anche il rischio e il costo. Questi due elementi sono molto importanti e devono anche rispondere alle esigenze dei risparmiatori/investitori.

Come funziona?

Tutto quello che il cliente deve fare è conferire alla Banca il mandato secondo quanto stabilito da alcune linee guida che sono più o meno vincolanti per investire e gestire il capitale. L’obbiettivo è quello di ottenere una rivalutazione dello stesso.

>>Leggi anche: Investire in Titoli di Stato Conviene? Guida all’investimento in BoT – CTz – CCT – BTP – Eurobbligazioni 

Differenze tra fondi comuni e gestione patrimoniale

Vi sono alcuni aspetti molto importanti che non possono essere trascurati quando si sceglie di investire con questi strumenti. Ad esempio, vi è una differenza importanti che contraddistingue la gestione patrimoniale dal fondo comune. Qui infatti la gestione è collettiva, mentre la gestione del capitale è individuale.

All’interno dei fondi comuni, il capitale partecipa a un monte collettivo in cui l’individualità del conferimento si smaterializza. Invece, nella gestione patrimoniale, esiste un conto direttamente intestato al cliente e tutte le operazioni sono registrate a nome del risparmiatore.

Il servizio di gestione patrimoniale si colloca dunque a metà tra un investimento in fondi e l’autogestione. Questo avviene perché la gestione patrimoniale del risparmiatore, pur concedendo un mandato al gestore può indicare le caratteristiche di gestione del capitale (il che personalizza il rapporto con l’intermediario).

Nell’investimento in fondi comuni, il risparmiatore non è nelle condizioni di decidere le modalità di impiego dei capitali e può solo scegliere il tipo di fondo a lui più congeniale. Solitamente tutti i risparmiatori più preparati che si affidano alla gestione patrimoniale sono coloro che tendono nel medio lungo termine ad aumentare i suggerimenti/indicazioni di investimento ai propri gestori.

Proprio per tale caratteristica con le GPM viene richiesto al risparmiatore di possedere una certa competenza proprio per effettuare delle scelte consce e di indirizzare correttamente il gestore.

Chi offre il servizio di GPM?

I soggetti che offrono servizi di GPM sono solitamente le Società di gestione del risparmio (SGR) e le banche.

>>Leggi anche: Investimenti Immobiliari: rischi e guadagni

Gestione patrimoniale: vantaggi e svantaggi

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Non è semplice stabilire se sia conveniente o no investire all’interno della gestione patrimoniale considerando che si tratta di uno strumento molto flessibile e quindi in grado di prestarsi a tantissime declinazioni. Queste però non sempre sono soddisfacenti.

Al fine di valutare coerentemente la convenienza di questo particolare strumento di gestione del risparmio, possiamo provare a delineare alcune caratteristiche che possono rappresentare di vantaggi e degli svantaggi.

Come sempre prima di intraprendere un’attività di investimento, si devono considerare i costi. Nello specifico i costi della gestione patrimoniale potrebbero essere  abbastanza elevati. Questi essendo tali potrebbero portare ad annullare o ridurre fortemente i rendimenti.

Ci sono poi le commissioni di ingresso, le commissioni di gestione e infine anche una commissione di prestazione, generalmente fissate in misura elevata rispetto alle gestioni mobiliari. A queste si devono aggiungere le spese fisse che la banca depositaria prevede e che anche se non sono elevatissime possono comunque far ridurre il rendimento netto.

>>Leggi anche: Pronti Contro Termine: cosa sono e rendimenti

Gestione patrimoniale opinioni: sono davvero convenienti?

Certamente non possiamo dare un risposta su due piedi in quanto molto dipenderà dal tipo di gestione patrimoniale che sceglie, come anche dell’entità del capitale che si vuole investire.

In linea di massima, la gestione patrimoniale la si definisce come una buona scelta soprattutto se si tratta di clienti dotati di una discreta capacità di investimento. Questi però devono possedere una disponibilità finanziaria consistente e tale da non determinare problemi ulteriori legati ad esempio all’immobilizzazione e all’investimento. In questo caso si deve considerare un orizzonte temporale di medio e lungo periodo.

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