Piano Individuale Pensionistico: che cos’e il Pip? Come funziona?  

Pubblicato da: TommasoP - il: 05-11-2018 16:21

La domanda che ci si deve porre, prima di intraprendere un qualsiasi tipo di investimento, è inerente al tipo di investimento che vogliamo fare. Anche quando parliamo di fondi pensione o di piani individuali pensionistici, si deve comprendere bene che cosa sono e come possono essere adattati alle nostre esigenze.

Per far questo dobbiamo innanzitutto capire che cosa sono i piani individuali pensionistici.

Piano individualistico pensionistico PIP

Piano individualistico pensionistico – PIP

Che cosa sono i piani individuali pensionistici?

Il Piano individuale pensionistico è uno strumento previdenziale previsto dalla legge italiana erogato in favore di tutti i lavoratori.

Si tratta di uno strumento che è possibile far rientrare nell’ambito della pensione complementare integrativa, ovvero la previdenza volontaria. Questo è tale in quanto non sostituisce quella obbligatoria prevista dalla legge ma si affianca ad essa.

Come funziona il Pip?

Molto semplicemente il Pip e uno strumento di accumulo del capitale che permette di distribuire i proventi versati (nel corso della vita lavorativa) tramite una rendita vitalizia (o in altre forme) al raggiungimento dell’età pensionabile.

Solitamente si parte dal versamento dei contribuiti regolari che vengono veicolati all’interno di un piano di investimento e che sono erogati una volta raggiunta l’età pensionabile (o prima nel caso in cui viene espressamente previsto dalla legge).

Ci sono alcuni vantaggi legati al PIP che sono sicuramente degli aspetti importanti da prendere in considerazione, anche se questi sono controbilanciati con la perdita di parte del controllo del proprio capitale.

A seguito del raggiungimento della soglia minima per andare in pensione, è possibile richiedere ed ottenere quanto accumulato e investito attraverso un PIP che viene erogato direttamente al contraente tramite una delle modalità individuate dal contraente.

Molto spesso si tende ad associare i PIP ad una rendita vitalizia, la quale serve da integrazione alla pensione per tutta la vita del contraente. E’ possibile predisporre delle garanzie anche in favore degli eredi.

In questo caso la rendita vitalizia reversibile viene erogata al beneficiario. Solo in caso di decesso del beneficiario, può intervenire una terza persona e godere del vitalizio.

Il Piano Individuale Pensionistico è reversibile?

Piano individualistico pensionistico PIP

Piano individualistico pensionistico PIP può essere reversibile?

Il Piano Individuale Pensionistico può diventare un’utile strumento pensionistico completamente e può essere anche reversibile. Infatti come detto appena sopra, nel caso di decesso del diretto interessato, prima dell’età pensionabile, la somma versata può essere interamente riscattato dagli eredi.

Nel caso in cui si raggiunge l’età pensionabile è possibile decidere una forma di erogazione tale da garantire una garanzia nei confronti degli eredi. Ci sono dei vantaggi molto importanti legati al Pip, molto di più rispetto a quelli offerti da altri strumenti previdenziali. Questi infatti offrono un’ottima flessibilità per chi li contrae.

Essendo strumenti previdenziali, li si deve considerare come un tipo di investimento i cui frutti si possono godere a pieno a seguito del raggiungimento dell’età pensionabile. Al fine di incentivare questo tipo di investimento nel lungo termine, il governo ha anche predisposto un beneficio fiscale che analizzeremo a breve.

Anche se il Piano Individuale Pensionistico è caratterizzato da molti vincoli, lo possiamo considerare come un ottimo strumento di investimento che garantisce una certa flessibilità. Ci sono tantissimi strumenti che garantiscono la possibilità di modificare o interrompere i versamenti nel tempo senza dover incorrere in penali.

Nel caso in cui si seleziona un fondo pensione o un Piano Individuale Pensionistico è sempre bene sincerarsi che esso possa garantire un’adeguata flessibilità nell’intervenire sul piano dei versamenti e senza che questo grava sull’investitore con delle penali.

Come fare per riscattare un Piano Individuale Pensionistico?

Al fine di godere di quanto accumulato attraverso un Piano Individuale Pensionistico, si deve raggiungere sempre e comunque l’età pensionabile. Ci sono casi, però, nel quale è possibile recedere dall’investimento pensionistico in anticipo. Questi sono:

  1. Gravi situazione di salute proprie o dei propri familiari: in questo caso è possibile ritirare fino al 75% di quanto maturato.
  2. Dopo 8 anni di investimento è possibile:
    1. Richiedere l’anticipo del 75% in caso di necessità di acquisto o di ristrutturazione della prima casa.
    2. Richiedere il 30% dell’ammontare versato senza bisogno di fornire ulteriori giustificazioni.

E possibile invece riscattare completamente il Piano individuale pensionistico in caso di:

  • Morte del lavoratore in favore degli eredi.
  • Invalidità che riduca le capacità lavorative.
  • Prolungato periodo di disoccupazione.

Nel caso di riscatto, o nel caso di anticipo per motivi di salute, il Piano Individuale Pensionistico subisce una tassazione del 15% con la possibilità di ridurre al 9% dopo 35 anni di investimento. In tutti gli altri casi di anticipo la tassazione è al 21%.

Piano Individuale Pensionistico: conviene?

Piano individualistico pensionistico PIP differenze

Piano individualistico pensionistico PIP differenze

Al fine di favorire l’investimento previdenziale il governo ha previsto alcuni prodotti con caratteristiche particolari. Il tutto ha lo scopo di incentivare le persone a scegliere delle soluzioni private con l’intento di integrare la pensione. Sicuramente il Pip conviene fiscalmente rispetto ad altre forme di investimento, anche se prevede un vincolo del proprio capitale abbastanza lungo.

Il PIP è sicuro?

Al momento non possiamo dire se convenga o meno un PIP. Infatti, non esiste una risposta univoca in quanto tutto dipende dal profilo di rischio e da quanto si è disposti a “rischiare” i soldi. Da qui si deve partire per decidere il tipo di investimento da fare.

Ad esempio, se si decide di investire con strumenti a basso rischio, soprattutto per quanto riguarda i capitali da destinare alla tua pensione integrativa, allora i fondi che investono in obbligazioni o titoli di stato potrebbero essere una soluzione.

Tuttavia, il prezzo da pagare per incorrere in bassissimi rischi e quello di avere un rendimento minore, quindi più basso.

Quando iniziare?

Se vuoi investire con i PIP come pensione integrativa ti conviene iniziare abbastanza presto, in modo da avere un buon capitale da ricevere una volta che andrai in pensione. Questo viene integrato ovviamente l’assegno dell’INPS. Si può scegliere di ricevere la pensione integrativa come rendita vitalizia o anche di riceverla per metà subito e il resto a rate.

Vantaggi

  • Fiscali

Puoi dedurre nella tua dichiarazione fino a 5.164 euro dai redditi dichiarati.

  • Non solo TFR

Non sei obbligato a versare solo il tuo TFR e non sei per forza obbligato ad avere un lavoro per scegliere il PIP come tua pensione integrativa. Lo puoi fare versando quanto vuoi del denaro nel tuo piano.

  • Cultura al risparmio

In questo modo, è possibile scegliere di destinare i soldi alla pensione integrativa avendo una maggiore agevolazione al risparmio.

Rischi

  • Investimento a rischio

Si tratta per natura di un investimento a rischio, anche se minimo. Il valore dei titoli può variare da un momento all’altro e le perdite possono superare i guadagni.

  • Costi

Nel sottoscrivere un piano individuale pensionistico, si deve analizzare il tasso di rendimento garantito dall’ intermediario e si deve avere un’idea chiara di tutti quelli che saranno i costi. Il contratto prevede anche una nota informativa sul piano di costi previsti ed è sempre opportuno prestare la massima attenzione ai suoi contenuti.

Esistono anche i seguenti costi:

  1. Gestione;
  2. Ingresso;
  3. Uscita;
  4. Frazionamento, ecc.

Fai ben attenzione se il gioco vale realmente la candela.

  • Rigidità

Una volta versati i soldi, non possono essere richiesti prima di una certa scadenza. Soprattutto se non hai un lavoro stabile è possibile preferire e detenere i risparmi in un semplice conto corrente, per poter accingere al capitale in qualsiasi momento in caso di necessità.

Il Piano Individuale Pensionistico è deducibile?

Al momento il Piano Individuale Pensionistico prevede gli stessi vantaggi fiscali dei fondi pensione aperti. In questo caso è possibile procedere alla deduzione dei contributi versati fino a 5.164,57 euro all’anno e questo vuol dire che quanto investito nel Pip andrà a ridurre la base imponibile Irpef.

Ad esempio, in caso di reddito pari a 50.000 euro e si procede al versamento di 5.000 euro in un Pip, le imposte da pagare sul reddito sono calcolate sulla base dei 45.000. Il tutto come vedi comporta un risparmio abbastanza considerevole.

All’interno della soglia dei 5.000 vanno poi tenuti presenti eventuali contributi del datore di lavoro e i versamenti effettuati per soggetti terzi come ad esempio un figlio a carico a favore del quale si decide di aprire una posizione.

Non deve invece essere considerata la quota del TFR eventualmente dedicata all’investimento pensionistico.

Il Pip è detraibile?

Certamente sì e come detto in precedenza, il piano individuale pensionistico è deducibile per i versamenti effettuati fino ad un massimo di 5164,57 euro.

Regime fiscale dei rendimenti

Il Piano Individuale Pensionistico si avvantaggia anche di una tassazione privilegiata. I rendimenti da esso generati saranno tassati al 20% e non al 26% come gli altri investimenti.

Tassazione dei versamenti

Nel caso invece in cui il Pip viene erogato, le prestazioni o il riscatto anticipato, godono di una tassazione distinta rispetto a quella sul reddito. Infatti, rispetto alle normali prestazioni il Pip gode di una tassazione del 15%. L’ammontare si riduce ancora dello 0,3 % per ogni forma pensionistica che superi il 15esimo anno fino ad un massimo di 20 anni.

In breve, dopo 25 anni di partecipazione allo strumento pensionistico la tassazione sul reddito sarà del 9%. Se invece parliamo di anticipazione del Piano Individuale Pensionistico per altri motivi o per riscatti stabiliti per via contrattuale, si deve applicare una tassazione del 23%.

Sono regimi di tassazione speciale che valgono solo per il capitale generato attraverso i versamenti dedotti. Le prestazioni che sono generate dai rendimenti (già tassate annualmente al 20%) e dai versamenti non dedotti (magari quelli eccedenti la quota di 5164.57 euro l’anno, non saranno soggetti a tassazione), saranno invece totalmente esenti da tasse.

Pip per i minori: i piani individualo pensionistici per i figli a carico

Il Piano Individuale Pensionistico, prevede infine la possibilità che esso sia sottoscritto a beneficio di un minore. Nel momento in cui si sottoscrive un fondo un piano individuale pensionistico per un minore, questo godrà delle stesse garanzie in termini di flessibilità che lo strumento garantisce a tutti i beneficiari.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che chi sottoscrive un Pip avrà la possibilità di anticipare oltre il 30% del premio versato in caso di necessità di studio, oppure per avviare un’attività. Si deve infine ricordare che la persona che effettuerà dei versamenti, pur non essendo beneficiario dello strumento, avrà la possibilità di godere del vantaggio fiscale legato alla deducibilità.

I PIP sono impignorabili?

Il vantaggio dei Pip rispetto ad altri strumenti della previdenza complementare è la loro impignorabilità. Certamente i Piani Individuali Pensionistici sono impignorabili e come tale insequestrabili da parte dall’autorità giudiziaria.

In pratica non sarà possibile il pignoramento in favore dei creditori dello strumento prima della data di scadenza e non potranno essere pignorati i versamenti che il sottoscrittore riceve una volta raggiunta l’età pensionabile.

PIP, PAC o fondo pensione aperto? Quale il miglior strumento per la pensione?

Abbiamo parlato del vantaggio fiscale che è sicuramente un aspetto da tenere in considerazione. Questo però viene controbilanciato con la perdita di parte del controllo sul proprio capitale.

Nel caso in cui invece preferite una forma di accumulazione per la pensione più flessibili potreste optare per la gestione patrimoniale tramite piano di accumulo.

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