Cosa sono le assicurazioni sulla Vita? Polizze infortuni – Polizze vita – Polizze mutuo casa

Pubblicato da: TommasoP - il: 19-11-2018 15:12

Il ramo vita ha una notevole importanza all’interno delle assicurazioni. Questo è legato agli investimenti e alla previdenza nonché alla tutela dell’assistito. Devi però riconoscere che le assicurazioni offrono tantissimi vantaggi e sono tutti atti a proteggere il tuo futuro. Il compito nostro, all’intero di questa guida è quello di analizzarne alcuni. Lo faremo partendo dalla Polizza Infortuni e Malattia.

assicurazioni sulla vita

Assicurazioni sulla vita

Indice[Nascondi]
  1. Polizza infortunio e malattia: Come Funziona? Cosa Copre?
  2. Perché scegliere una polizza infortuni?
  3. Polizza infortuni: indennità per i giorni non lavorati
  4. Polizza infortuni: garanzia di una rendita a vita
  5. Quando conviene un’assicurazione infortuni?
  6. Polizze infortuni e coperture accessorie
  7. Spese e Visite per la cura e la convalescenza
  8. Diaria per giorni non lavorati
  9. Copertura all’estero
  10. Pacchetti assicurativi completi
  11. Assicurazione sulla vita e rendita vitalizia: cos’è e come funziona?
  12. Quali sono le differenze tra rendita e capitale?
  13. Rendita certa per alcuni anni
  14. Rendita reversibile
  15. Riscatto Polizza Vita Anticipato
  16. Le penali ammazzano il capitale
  17. Valore della polizza inferiore al capitale
  18. Come uscirsene puliti?
  19. Polizze Vita Ramo 1 o Gestione Separata
  20. Polizze a gestione separata: definizione
  21. Conviene investire con le polizze vita a gestione separata?
  22. Rischi legati al risparmio in gestione separata
  23. Polizze Unit Linked
  24. Polizze Unit Linked: cosa sono?
  25. Polizze Unit Linked: come si differenziano dalle polizze tradizionali?
  26. Come avviene l’investimento?
  27. Il capitale delle polizze non è assicurato
  28. Il successo delle polizze Unit Linked
  29. Assicurazione Mutuo casa
  30. Assicurazione mutuo casa: cosa copre?
  31. Assicurazione mutuo e perdita lavoro: quali costi?
  32. Investire in Assicurazioni conviene?
  33. Diffidare sempre da strumenti molto complessi
  34. Gli investimenti con le assicurazioni, hanno dei costi esorbitanti?
  35. La gestione delle assicurazioni non è mai (o quasi) limpida
  36. Come le assicurazioni si ottengono dei rendimenti?
  37. I rendimenti assicurativi sono ottimi?
  38. La detraibilità riguarda solo il caso morte?
  39. Le assicurazioni sono scarsamente flessibili
  40. La polizza mista NON è una pensione integrativa
  41. E’ vero che si incassa meno di quello che si versa?
  42. Sai cosa stai comprando?

Polizza infortunio e malattia: Come Funziona? Cosa Copre?

polizza-infortunio

Polizza infortunio e malattia

Solitamente sono definite assicurazioni contro infortuni, tutte le assicurazioni che tendono a mantenere solida la posizione finanziaria dell’assicurato. questo avviene anche nel caso di non autosufficienza per lavorare. In pratica garantisce la capacità reddituale e di investimento tale da essere adeguata al benessere sia dell’assicurato, sia anche della famiglia.

Perché scegliere una polizza infortuni?

Solitamente non si è propensi ad aprire una polizza infortuni. E’ invece indispensabile iniziare a prendersi cura di se stessi. Lo si puoi fare con gli strumenti che hai a disposizione (le polizze infortuni) al fine di affermarti al meglio anche sul mercato del lavoro e allo stesso tempo tutelare la capacità di produrre. In caso di infortunio, infatti, la capacità di produrre reddito potrebbe ridursi o anche azzerare a seguito di incidenti più o meno gravi.

L’infortunio può diventare fonte di enorme preoccupazione prima e di difficoltà poi per il lavoro. Questo per il semplice fatto che non potendosi più recarsi a lavoro, o comunque registrando dei problemi fisici o psicologici, non si è più in grado di dedicare tempo al lavoro e a svolgere una determinata funzione. Non essendo più in grado di produrre reddito, si deve ricorrere ai capitali messi da parte per far fronte alle evenienze.

Al fine di porre rimedio a questi inconvenienti, si può ricorrere a diversi strumenti, i quali permettono di prendersi cura dell’attività, ovvero non di prevenire, ma di ricevere un’indennità e un pagamento per i giorni che si deve stare a letto o anche ricoverato in ospedale.

Polizza infortuni: indennità per i giorni non lavorati

La polizza infortuni garantisce un’indennità giornaliera per le giornate lavorative che non riuscirai a portare a termine. In questo caso, si deve considerare il premio pagato e il livello reddituale. Si potrà ricevere una somma fissa per ogni giorno di convalescenza, ricovero, o anche malattia riconosciuta dal tuo medico curante.

A ben vedere si tratta di un’importante assicurazione contro l’infortunio che puoi sottoscrivere e includere nel tuo pacchetto.

In pratica questa polizza nel caso in cui, per periodi brevi – lunghi, non si è in grado di recarsi a lavoro o anche di condurre la propria azienda o semplicemente produrre reddito a causa di un infortunio, causato dall’attività professionale o meno, interviene la polizza, integrando il sostentamento necessario alla tua vita quotidiana.

Polizza infortuni: garanzia di una rendita a vita

Il secondo caso invece che andremo ad analizzare non è più temporaneo, perché parliamo dell’eventualità che l’infortunio diventi causa di invalidità permanente. In questo caso si deve anche analizzare il grado di infermità. A prescindere dal grado, è possibile ottenere una rendita al fine di rendere meno difficoltosa possibile l’attività lavorativa.

Le assicurazioni in pratica sono nate al fine di offrire una soluzione unica ma possono essere anche combinate con altre, al fine di effettuare una copertura anche per i giorni non lavorativi. In questo caso si tratta di una rendita vitalizia che è però rivalutabile in quanto permette di ricevere pagamenti periodici, tipicamente mensili, ma solo nel caso in cui l’infortunio rende inabile totalmente o parzialmente il soggetto al lavoro.

E’ chiaro che non si pensa ad una polizza di questo tipo se non quando ci si trova nel pericolo. Infatti quando si è nel pieno delle proprie forze, non si pensa neanche minimamente a questo problema. Nonostante tutto è consigliabile premunirsi in anticipo, visto e considerato che si pagano dei premi abbastanza ridotti.

In pratica il tutto servirebbe a garantire a se stessi e alla propria famiglia, un reddito costante, comunque presente nel caso in cui si venisse a verificare un evento particolarmente grave tale da causare un’invalidità permanente. La copertura contro l’invalidità, sono presenti sia nelle polizze infortuni, sia anche nella polizza caso morte.

Quando conviene un’assicurazione infortuni?

Non vi è una convenienza specifica. Conviene sempre! A fronte di un premio mensile estremamente basso, è possibile essere tutelato nei confronti di eventi nefasti che possono seriamente pregiudicare la capacità di produrre reddito e offrire solidità economica e finanziaria sia a chi la sottoscrive, sia anche ai più stretti congiunti.

In breve, tutelarsi sotto questo aspetto è davvero il primo passo da compiere per cominciare a costruire una seria indipendenza economica. Si tratta di una rendita che rende indipendenti dagli altri e dagli eventi esterni sui quali non è possibile esercitare alcun tipo di controllo.

Polizze infortuni e coperture accessorie

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Polizze infortuni e coperture accessorie: cosa sono?

Oltre alle coperture tipiche su indicate, le assicurazioni offrono anche un gran numero di coperture accessorie. Esse solitamente riguardano la possibilità di curarsi anche presso delle strutture private, in Italia e all’Estero. Prevedono infine la possibilità di integrare altri tipi di strumenti di copertura assicurativa. Al momento possono essere incluse anche le seguenti offerte a copertura contro:

Spese e Visite per la cura e la convalescenza

In Italia abbiamo a disposizione un Sistema Sanitario Nazionale che copre tutto o quasi, solo determinate patologie. Molto spesso ci si deve rivolgere a dei (costosissimi) professionisti per altre. A ben vedere questi costi possono incidere in modo sostanziale sui redditi della famiglia e allo stesso tempo divenire un problema difficilissimo da risolvere ex-post.

La soluzione? La copertura assicurativa che provvede al pagamento della somma al posto del sottoscrittore.

Diaria per giorni non lavorati

Ci sono sia le offerte di indennità, sia anche quelle di diaria, che sono analoghe ma diverse nella sostanza. Esse possono essere integrative e superare anche le offerte di copertura reddito per i giorni non lavorati.

Copertura all’estero

Si tratta di particolari polizze, molti interessanti per altro, adatte a tutti quelli che (come gli agenti di commercio internazionale), passano molto tempo all’estero al fine di espletare la propria attività lavorativa. Questa è una copertura particolare, in quanto permette di avere a disposizione delle cure complete o meno (più spesso con franchigia) per le spese che dovremo sostenere all’estero per le nostre cure.

Pacchetti assicurativi completi

Molto spesso sono proposti come dei pacchetti completi che includono l’unit linked ed altri tipi di prodotti finanziari. Molti le sconsigliano, in quanto prevedono dei premi molto alti a fronte di una possibilità di investimento che non è assolutamente conveniente. Tutti i prodotti assicurativi devono essere scelti in relazione alla sua funzione principale, evitando polizze con contratti chilometrici che hanno come unico obiettivo quello di spillarti denaro.

In pratica è bene che si sceglie una polizza infortuni indicata alla tipologia di lavoro e all’attività che si svolge. Essendo tale si deve essere in grado di coprire il premio al fine di dormire sonni tranquilli. Non è per nulla possibile pensare di costruirsi un futuro di benessere e di ricchezza senza però proteggersi. Il bene più prezioso che abbiamo è noi stessi e la nostra capacità lavortiva.

Assicurazione sulla vita e rendita vitalizia: cos’è e come funziona?

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Polizza vita: come funziona la rendita finanziaria?

Strettamente connesso al tema della polizza assicurativa vi è la rendita vitalizia. Di cosa si tratta? Tutti i soggetti che stipulano una polizza sulla vita, una volta che hanno raggiunta la fine del contratto, sono chiamati a rispondere di diverse opzioni; in pratica devono scegliere come e quando usufruire del premio versato in tutti gli anni del contratto.

Si tratta di una valutazione molto importante da fare, in quanto prevede la fine di un lungo percorso, che sicuramente è stato avviato diverse decine di anni prima. In pratica, l’assicurato è chiamato a decidere di convertire il montante maturato in rendita o in capitale.

Quali sono le differenze tra rendita e capitale?

E’ possibile che chi decida per una rendita vitalizia, riceverà annualmente una somma prestabilita per tutto il resto della sua vita. Questa però viene offerta solo al raggiungimento di determinati requisiti che sono definiti per contratto al momento della sottoscrizione.

La cosiddetta rendita vitalizia viene applicata nel momento in cui si aderisce ad un fondo pensione o anche ad un piano individuale pensionistico al termine del periodo di permanenza che, nei casi della previdenza complementare, coincide con la durata della vita lavorativa. La cifra da ricevere mensilmente viene decisa attraverso il cosiddetto coefficiente di conversione, il quale si basa sulle tabelle di mortalità e sulle probabilità esistenti al momento di essere in vita dopo una certa età.

Ci sono poi altre variabili, le quali devono essere prese in esame e come tali influenzano questo coefficiente: la rateazione della rendita. Si tratta di un elemento scelto del tutto liberalmente dalle agenzie assicurative private. Il vitalizio terminerà alla morte dell’assicurato.

Esiste dunque il rischio concreto di perdere tutto il resto del denaro accumulato in anni e anni di assicurazione. Al momento è opportuno anche valutare degli escamotage che permettano di evadere questo rischio. In pratica il cliente potrà avvalersi di una delle seguenti tipologie di rendita:

Rendita certa per alcuni anni

Quest’opzione elimina completamente il rischio descritto in precedenza, in quanto la stessa polizza prevede il versamento del vitalizio per un determinato periodo di anni variabile e compreso tra i 5 e i 10 a prescindere dal decesso o meno dell’assicurato. Nel caso di morte sopravvenuta, il vitalizio continuerà ad essere versato ad un’altra persona che deve essere designata dal cliente in precedenza.

Rendita reversibile

Altro strumento per bypassare il problema morte. In pratica il vitalizio viene concesso dopo la morte dell’assicurato ad un’altra persona scelta. In questo caso, non sono definiti gli anni come invece avviene nella rendita certa.

Richiedere uno di queste tipologie di rendite comporta sempre e comunque delle spese in quanto l’assicurazione dovrà garantire anche il versamento per un certo numero di anni e addirittura garantire il vitalizio a 2 persone anziché 1.

Se invece non si desidera ricevere una rendita vitalizia annuale, si preferisce ricevere tutto il capitale messo da parte fino a quel momento in un’unica soluzione, allora si deve richiedere tale operazione direttamente alla compagnia assicuratrice. In alcuni casi è possibile anche richiedere un differimento.

Il differimento autorizza l’agenzia a spostare di alcuni anni il rilascio del denaro. Ricordiamo che questo spetta di diritto all’assicurato, al fine di godere per altri anni, dei rendimenti legati alla gestione separata o del fondo interno.

Le scelte quindi da poter effettuare una volta scaduta la polizza vita sono molte: tutte tendono ad andare incontro ai diversi bisogni del cliente. Questa prativa vale per le polizze vita ma non per i fondi pensione o per i piani individuali pensionistici.

In questi casi si applica sempre la normativa sulla previdenza complementare, la quale prevede la possibilità di ottenere in anticipo il 50% del capitale ed il resto del versato come rendita. Non è possibile invece ottenere tutti i soldi versati, tranne se non nei casi precisi fissati dalla legge.

Riscatto Polizza Vita Anticipato

Il riscatto della Polizza Vita Anticipata è strettamente connesso al seguente interrogativo: Come Chiudere un Contratto Assicurativo Definitivamente? Purtroppo non è semplice poiché è impensabile prima sottoscrivere un contratto pieno di vincoli (come lo è una polizza vita), magari con contratto trentennale e poi pensare di uscirsene facilmente, in poco tempo e senza costi o anche senza rottura di scatole. Per tale motivo è importante tenere presente alcuni aspetti:

Le penali ammazzano il capitale

Questo vuol dire che si potrebbe perdere tutto! In pratica, chiudere in anticipo una polizza vita non conviene quasi mai. La maggior parte dei prodotti, prevede delle penali pari al 100% per i primi due o tre anni dalla sottoscrizione. A ben vedere potrebbe essere considerata come una forma di tutela per la compagnia che cerca di concentrare, gran parte dei costi i quali servono solo a pagare i consulenti e tutta la struttura di vendita.

Se si è nei primi 2 anni, non conviene per nessuna ragione al mondo chiudere la polizza tranne che non siate disposti a perdere tutto il capitale. Anche sulle lunghe scadenze, il risultano potrebbe non cambiare in quanto ci sono delle Penali da pagare. Tutti i contratti tendono a prevedere penali fino a 5-10 anni dopo la sottoscrizione. Maggiore è il tempo passato e meno significative sono le penali.

Valore della polizza inferiore al capitale

Si tratta di un concetto tecnico difficile da spiegare, in quanto si somma alle penali. La polizza ha una serie di costi che, soprattutto nei primi anni, sono pesanti e possono anche arrivare al 10%. Infine si deve considerare l’ipotesi in cui gli investimenti scelti non sono andati bene. Tanti sono coloro che prendono in considerazione delle polizze con garanzia del capitale alla scadenza limitato ad investire in titoli statali o obbligazioni con grado di esposizione bassa.

Peggio invece andrebbe nel caso in cui si opti per dar retta al consulente; se si investe ad esempio sul mercato azionario potrebbe succedere che il ciclo economico tende al ribasso ed il capitale nei primi anni subisca delle perdite. Questo potrebbe essere tendenzialmente ancora più basso rispetto al valore di riscatto.

Come uscirsene puliti?

La soluzione tecnicamente è definita come riduzione. E’ opportuno non pronunciare questa parola in banca o in presenza dell’assicuratore. Si tratta in pratica dello stop ai pagamenti; è l’unico modo che permette di preservare i soldi in quanto, non si interrompe il rapporto, ma taglia solo l’afflusso di nuovo capitale. Non si deve pagare fino alla fine del termine del contratto e in questo caso ci si deve solo concentrare su degli investimenti controllabili, meno vincolati e soprattutto con meno costi e vincoli.

Ovviamente prima di prendere una decisione di questo tipo, si deve procedere con:

  1. L’acquisire le giuste informazioni al fine di uscirtene;
  2. Imparare ad investire seriamente senza delegare agli squali che stanno là fuori;
  3. Studia prima di bruciare i tuoi soldi.

Riscattare una polizza vita in anticipo, è sempre stata un’operazione complessa e pericolosa se non si hanno le giuste informazioni. Il giusto consiglio, prima di tutto, è capire esattamente su cosa vuoi investire e perché si vuole investire. In questo caso si potrebbero perdere tantissimi soldi senza risolvere nulla. Ci si deve dedicare alla giusta formazione, al fine di non commettere gli stessi errori che hanno fatto sì che si sottoscrivesse il contratto.

Polizze Vita Ramo 1 o Gestione Separata

Le polizze a gestione separata, ovvero le polizze vita Ramo I altro non sono se non una modalità di investimento e di risparmio tra le più scelte degli Italiani.

Questa polizza è considerata come uno strumento di risparmio dalle caratteristiche peculiari come la parziale garanzia del capitale versato, il basso profilo di rischio e la mancanza di oscillazioni improvvise nel valore. Il tutto rende molto interessante questa polizza per i piccoli risparmiatori che sono poco avvezzi ai rischi dei mercati finanziari. Come abbiamo sempre detto, solitamente dietro agli strumenti finanziari popolari si nascondono delle insidie e delle inefficienze.

Polizze a gestione separata: definizione

Le gestioni separate viene considerata come una forma di risparmio gestito, offerta dalle compagnie assicurative. Al loro interno confluiscono i premi che arrivano dai contratti di assicurazioni vita.

Chi ha solitamente dimestichezza con questo tipo di investimento, sa bene che riceveranno a scadenza prestabilita, mensili, trimestrali, semestrali o annuali, dei premi che si vanno ad aggiungere al capitale versato e che vanno ad integrare il patrimonio del fondo e le quote del cliente finale.

I fondi raccolti in questo modo, sono investiti principalmente in strumenti a basso rischio. Solitamente trattasi di obbligazioni statali (con un buon rating) e una minima parte in azioni e prodotti che presentano in genere profili di rischio maggiori rispetto ai titoli di stato.

Le gestioni separate sono dei fondi comuni di investimento che presentano delle regole particolari, appositamente pensate, per tutti quelli che vogliono far fruttare i propri risparmi nel modo più tranquillo possibile.

Purtroppo le gestioni separate hanno dei costi di gestione, allo stesso modo di come avviene per ogni tipo di risparmio gestito. Questi costi li si riscontra anche nelle gestioni del ramo azienda che si preoccupa di investire e raccogliere i capitali. La percentuale è più o meno identica a quella dei normali fondi gestiti. Si tratta di commissioni che oscillano intorno all’1,5% del capitale gestito.

Ci sono però anche dei vantaggi come ad esempio quello di poter intervenire con premi fissi e periodici, i quali aumentano la propria quota investita in modo programmato e prevedibile. Il controllo svolto su questo tipo di strumenti è doppio, perché oltre ai controlli della CONSOB e delle altre autorità finanziarie, le assicurazioni sono soggette anche ai controlli di categoria.

Conviene investire con le polizze vita a gestione separata?

Oggi giorno ci troviamo di fronte a dei limiti soggetti a questi particolari investimenti. Ad esempio i rendimenti dei Titoli di Stato sono negativi, poiché sono sempre di più coloro che richiedono un tipo di investimento a risparmio sicuro.

Questo esempio, enuncia in modo chiaro e inequivocabile il perché i rendimenti delle polizze a gestione separata sono destinati ad abbassarsi anche per i prossimi anni. A questo si aggiungono costi di gestione atti a rendere le polizze una perdita.

Nel caso in cui si scelgono polizze a gestione separata con garanzia del capitale, si deve tenere presente che lo scenario economico è assolutamente cambiato; per tale motivo al fine di garantirsi il capitale, senza andare in perdita, si deve necessariamente adeguare il proprio portafoglio, alla ricerca di investimenti con rendimenti più alti.

Questo significa, sia rischi più alti, sia anche possibilità che le società di gestione fallisce.

Rischi legati al risparmio in gestione separata

I rischi legati alla gestione separata possono essere:

  • Rendimenti bassi;
  • Rischi legati al rendimento minimo garantito;
  • Solvency II ovvero il nuovo sistema di vigilanza sulle assicurazioni e sugli investimenti come la gestione separata, che costringe le assicurazioni ad accantonare capitale per coprire perdite future;
  • Rischio dei titoli.

Al fine invece di scegliere la migliore polizza a gestione separata ci si deve preoccupare essenzialmente di 3 fattori:

  • Rendite degli anni precedenti;
  • Solidità della compagnia che gestisce;
  • Condizioni di contratto.

Se non si possiedono le giuste informazioni e se non ci si fida ciecamente dell’intermediario, allora sarebbe meglio optare per un’altra tipologia di investimento.

Polizze Unit Linked

Polizze Unit Linked

Polizze Unit Linked

Quante volte si è sentito parlare di polizze Unit Linked? Sicuramente tante. Ma di cosa si tratta e cosa nasconde questa dicitura? Soprattutto, che tipologia di prodotto di risparmio sono? In questa guida cercheremo i dare una risposta concreta a tutti questi interrogativi.

Si precisa anche che il mondo delle assicurazioni sulla vita è diventato oggi giorno enormemente variegato. Muoversi all’interno di queste diverse categorie non è facilissimo per chi non mastica la materia.

Polizze Unit Linked: cosa sono?

Le polizze Unit Linked sono da considerare come un prodotto estremamente popolare; oggi si parla di questo prodotto come il prodotto divenuto enormemente popolare negli ultimi anni. Oggi possiamo affermare con molta franchezza che si tratta di polizze vendute in quantità enormi.

Questo, però, se da un lato può rendere la tipologia di investimento rassicurante per il risparmiatore, dall’altro potrebbe essere considerata come un segno dell’abilità estrema delle banche e dei promotori nel vendere strumenti che sono alla fine dei conti vantaggiosi soltanto per chi li vende e li promuove.

Nel caso specifico degli Unit Linked non possiamo dire a priori se siano effettivamente convenienti o meno, quale sia il motivo della loro estrema popolarità e soprattutto non possiamo affermare se davvero si tratti di una delle migliore forma di investimento possibile.

Polizze Unit Linked: come si differenziano dalle polizze tradizionali?

Le polizze Unit Linked per certi versi sono delle speciali polizze, legate ai rendimenti delle performance di un titolo finanziario sottostante.

Al fine di comprenderci meglio, la polizza di tipo unit linked, al contrario di quello che avviene con le polizze tradizionali, è una polizza che offre a chi al sottoscrive la possibilità di guadagnare o perdere parte del capitale investito in quanto sono collegate ad un andamento del titolo finanziario preciso. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fondo azionario, il quale si comporterà da sottostante alla polizza Unit Linked.

Come avviene l’investimento?

Per ogni premio versato, l’assicurazione acquista (per conto del risparmiatore) una quantità di quote del fondo sottostante corrispondente. In questo modo si aumenta sempre la quota in capo all’assicurato. Si tratterebbe di una modalità di risparmio associata in tutto e per tutto all’investimento speculativo.

Il capitale delle polizze non è assicurato

Si deve anche tenere presente che, quando si opera con queste forme di investimento, tutto il capitale che viene investito non è assicurato; quindi si corrono degli alti rischi per il capitale che viene conferito. Chi vuole tutelare al massimo il proprio capitale dovrà necessariamente rivolgersi verso un’altro strumento.

Oggi sul mercato sono presenti anche altri tipi di strumenti per altro riconducibili alle formule unit linked, le quali accompagnano all’investimento nel titolo sottostante delle complicate polizze assicurative, che sono tese a limitare eventuali perdite. In questo caso si deve ricordare che queste particolari polizze assicurative hanno un costo, che grava interamente sul risparmiatore e come tale rende questa tipologia di investimento ancora più costosa.

Il successo delle polizze Unit Linked

Sicuramente il successo delle polizze Unit Linked ha rappresentato una miniera d’oro per le banche. Questo lo si deve in modo particolare ai tanti promotori ad esse collegati, i quali propongono questo tipo di prodotto poiché ottengono un margine di guadagnano davvero importante derivante direttamente dalla vendita di questi prodotti.

A ben vedere si tratta di strumenti di risparmio che riescono ad ungere tutta la filiera e a trasformarsi in una autentica manna dal cielo per gli operatori.

Tutti i prodotti unit linked sono per altro accompagnati da commissioni importanti, alle quali si aggiungono anche delle somme legate alle commissioni le quali si devono pagare sul fondo sottostante e gli eventuali contratti assicurativi collaterali.

Un investimento che a ben vedere presenta delle incognite e dei rischi per l’investitore; le banche come anche le assicurazioni erogano questo tipo di prodotti pubblicizzandolo come uno dei migliori, consigliato in quanto offre un modo altamente remunerativo. Purtroppo non è semplice pronosticare e soprattutto non è possibile comprendere bene come vada a finire l’investimento.

Assicurazione Mutuo casa

assicurazione mutuo casa

Assicurazione mutuo casa: cos’è e cosa copre?

Passiamo ora ad analizzare un’altra fattispecie: l’assicurazione Mutuo Perdita Lavoro. Sono in tanti che si chiedono se la Polizza è obbligatoria oppure no e quello che è il costo.

Prima di tutto si deve chiarire che si l’assicurazione mutuo casa è una speciale polizza, che viene richiesta durante gli accordi al fine di ottenere il mutuo. Molti sono i clienti che decidono di non rinunciare a questo contratto in quanto sono spaventati dai costi aggiuntivi che si dovessero verificare se la polizza non è stipulata. Essa dovrebbe tutelare i lavoratori nel caso di perdita dell’impiego; per molti questo punto rappresentare un dramma in quanto azzera il reddito disponibile per la propria famiglia.

L’ideale sarebbe quello di non contrarre un mutuo; questo vuol dire però non comprare casa soprattutto se non la si possiede o se non si possiedono tanti soldi da parte. Molti ancora oggi considerano l’investimento sul mattone come un’attività in qualche modo “sicura” e anche le banche concedono dei mutui a tassi molti bassi rispetto ad altre forme di finanziamento.

>>Leggi anche: Investimenti Immobiliari: rischi e guadagni

Assicurazione mutuo casa: cosa copre?

Nello specifico, questa tipologia di assicurazione copre due gravi rischi per l’istituto bancario:

  1. Il decesso del contraente;
  2. La perdita del lavoro del contraente.

Questa polizza a differenza di quello che si pensa, non è obbligatoria e soprattutto non può essere applicata senza il consenso di entrambe le parti.

E’ una scelta del contraente impostare un’assicurazione sul mutuo per l’acquisto di una casa, in quanto porterebbe dei vantaggi anche a chi compra l’immobile poiché lo protegge da eventuali debiti, in caso di perdita del lavoro. Oltre ad esso stesso, protegge anche i suoi eredi e i suoi parenti più prossimi nel caso di decesso.

Se il contraente non è soddisfatto dalla tipologia base dell’assicurazione sul mutuo, allora è possibile optare per altre alternative, solitamente molto più costose. Tra questi vantaggi vi è anche la polizza assicurativa rischio-impiego, che ha il compito di proteggere l’istituto bancario e il compratore da un possibile licenziamento di quest’ultimo.

L’agenzia assicuratrice compensa lo stipendio mancante per i successivi 6 o 12 mesi dalla perdita dell’occupazione. Nel frattempo, il cliente dovrà impegnarsi attivamente per ricercare un nuovo reddito, poiché gli introiti non saranno duraturi.

Assicurazione mutuo e perdita lavoro: quali costi?

Il costo della classica polizza assicurativa sul mutuo, include il rischio di perdita dell’impiego; essa costa circa 50 euro al mese. Tutti i soggetti che stipulano un mutuo possono scegliere due differenti modalità per il versamento del premio:

  1. Versamento in un’unica soluzione della quota complessiva;
  2. Quota dilazionata e applicata all’importo della rata mensile del mutuo (50 euro).

Solo nel caso in cui si venisse a verificare un’estinzione anticipata del mutuo, allora il premio assicurativo residuo verrà restituito al soggetto mutuatario.

Ricordiamo anche che l’unica forma di assicurazione obbligatoria ad oggi per la casa, da stipulare al momento della concessione del mutuo, è quella inerente scoppio e incendio. Al momento sono solo alcune agenzie assicurative che offrono delle polizze atte a coprire dal rischio della perdita di lavoro.

Infine, si rende necessario anche tener conto del fatto che molte agenzie assicurative e molte banche non prendono in esame il valore di costruzione dell’immobile in sede di risarcimento, ma del suo valore commerciale, al fine di ottenere premi annuali maggiori. Si devono per tale motivo valutare molto attentamente le varie condizioni contrattuali che ci sono proposte al fine anche di riflettere sull’effettiva convenienza di questa scelta.

Investire in Assicurazioni conviene?

investire in assicurazioni conviene

Investire in assicurazioni conviene

Arrivati a questo punto del discorso, possiamo procedere analizzare se sia davvero conveniente o meno investire in assicurazioni.

Prima di tutto è doveroso precisare che investire nelle assicurazioni, come anche investire con altri sistemi, non è del tutto conveniente. Ci sono dei pro e dei contro, diversamente da quanto affermano invece le banche, le assicurazioni e i promotori finanziari. Non sempre ci sono dei buoni rendimenti e non è sempre vero che non si rischia il capitale investito.

Come sempre è opportuno prestare molta attenzione a quello che si fa poiché si tratta pur sempre di investimenti. Per tale motivo è giusto, prima di investire, analizzare attentamente le regole di seguito riportate:

Diffidare sempre da strumenti molto complessi

Cosa vuol dire? Vuol dire che gli strumenti finanziari complessi sono nella maggior parte dei casi nati per soddisfare delle esigenze particolari, che sono legate con molta probabilità ai grandi gruppi finanziari e industriali. Nel momento in cui sono impacchettati e dunque venduti ai piccoli risparmiatori, essi presentano dei costi di gestione. Questi non hanno il vantaggio che ha invece un prodotto custom.

In molti casi essi possono rappresentare davvero degli investimenti ottimi in quanto si ha la necessità di assicurarsi il proprio futuro, come anche quello della propria famiglia, ecc. Per tale motivo si deve sempre analizzare il tipo di investimento che si vuole fare. Si deve analizzare l’offerta e le necessità proprie e allo stesso tempo valutare attentamente tutti gli strumenti separati e specializzati atti a soddisfare le necessità.

In pratica, le assicurazioni devono fare le assicurazioni. Oggigiorno ci sono degli ottimi prodotti, molto validi, atti a proteggere il futuro ed altri invece che sono davvero una chiacchiera.

Gli investimenti con le assicurazioni, hanno dei costi esorbitanti?

Il costo legato alla gestione e all’investimento con assicurazioni ha un costo abbastanza grande. Molto spesso si finisce per avere in mano un prodotto che per rivalutarsi deve avere rendimenti estremamente fuori mercato.

Attenzione, perché questo non vuol dire che ci sono investimenti semplici, non vuol dire che sono gratuiti, ecc.; ogni prodotto finanziario ha un costo e come tale nessun può darti dei rendimenti senza investimenti.

Le assicurazioni, devono essere considerate come dei raccoglitori di capitali i quali sono poi investiti in strumenti finanziari.

La gestione delle assicurazioni non è mai (o quasi) limpida

Altra nota dolente delle assicurazioni.

Se analizziamo bene la legge, possiamo notare che questa afferma esplicitamente l’obbligatorietà della lettura e della presa visione dei prospetti informativi. Purtroppo questi a volte dicono poco o nulla sulla futura composizione dei fondi collegati alla polizza. Non è semplice ottenere delle informazioni su quanto è stato maturato, come anche sulla composizione dei fondi e sui profili di rischio.

Come le assicurazioni si ottengono dei rendimenti?

Solitamente le assicurazioni ottengono dei rendimenti in quanto investono in fondi considerati, per altro, sempre più rischiosi. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il profilo di rischio dello strumento deve essere incorporato, in forma di indice sintetico, nei prospetti informativi. Non è per nulla garantita l’indicazione del rischio che il fondo sta davvero correndo.

Purtroppo non è semplice questa tipologia di investimento come molti invece vogliono far credere. Anche le assicurazioni nate con capitale garantito, hanno un particolare rischio, quello di dover far fronte a determinate spese di gestione e per altro alle spese sostenute per conseguire un utile. Questo vuol dire obbligare le compagnie assicurative a ricercare (con i capitali dell’investitore), dei fondi sempre più rischiosi.

Secondo molti questa situazione non sarà più sostenibile nel breve periodo e come sempre chi ci rimette saranno i risparmiatori, considerando anche che le manovre imposte dalla BCE degli ultimi anni hanno depotenziato i c.d. investimenti garantiti (obbligazioni statali in primis) che le stesse assicurazioni, un tempo, compravano a piene mani.

I rendimenti assicurativi sono ottimi?

Certamente no anche se molto dipende dal capitale investito. I rendimenti che le assicurazioni offrono certamente non sono più interessanti delle altre forme di investimento. I rendimenti offerti dalle polizze non sono in media superiori a quelle degli altri strumenti, come ad esempio gli ETF. Questo molte volte si traduce nel pagare somme enormi e ottenere in cambio nulla o quasi.

La detraibilità riguarda solo il caso morte?

Analizzando anche l’aspetto fiscale, è possibile notare come non sempre le assicurazioni offrono dei vantaggi. Questi presunti vantaggi fiscali sono sottolineati solitamente da coloro che propongono questo tipo di investimento, ma sono estremamente ridotti. È anche vero, però, che le assicurazioni sono degli strumenti oggetto di detrazione. Questa detrazione riguarda però solo il 19% e soltanto per le polizze che hanno come oggetto il caso morte, considerato in genere come la parte minoritaria del premio che viene versato.

Le assicurazioni sono scarsamente flessibili

In via generale al fine di avere diritto alla sospensione dei pagamenti si deve necessariamente versare un premio (di non pochi spiccioli) per svariati anni. Nel caso in cui si venisse a verificare un imprevisto, pagare il premio potrebbe essere difficile e smobilizzare le somme potrebbe esserlo altrettanto.

La polizza mista NON è una pensione integrativa

Attenzione poi a quanto viene proposto dalle compagnie. Le polizze miste solitamente (al solo scopo di far cassa) vengono vendute come pensioni integrative. Esse non lo sono e non lo saranno mai! Si tratta invece di strumenti complessi, al cui interno vi è riposto anche il caso vita e il caso morte, con la possibilità di ripagare in parte con gli interessi maturati (eventuali) parte della polizza caso morte.

E’ vero che si incassa meno di quello che si versa?

A volte succede proprio questo. Non devi per forza dare retta alle opinioni della gente, come anche non devi dar retta a quanto affermato dai promotore. Sono tanti oggi i risparmiatori che si sono ritrovati con un monte capitale finale inferiore rispetto alle somme versate inizialmente.

Ad esempio supponiamo che si è versato per 10 anni 100 euro al mese. Nel complesso abbiamo versato 12 x 100 x 10 = 12.000 euro.

Potrebbe succedere che allo scadere dei 10 anni, la liquidazione sarà pari a 11.000 euro o anche meno.

Questo può succedere per via dei diversi punti sottoscritti nel foglio illustrativo, che si ignorano in quanto ci si fida del proprio promotore finanziario. Purtroppo potrebbe succedere che il denaro perso finisca in:

  1. Assicurazione morte;
  2. Assicurazione capitale;
  3. Altre forme di assicurazione.

È un aspetto che si deve analizzare attentamente in quanto lo si deve prendere in esame.

Sai cosa stai comprando?

Il 90% degli investitori non lo sa. I contratti assicurativi sono complicati che a volte anche gli avvocati hanno serie difficoltà a comprenderli. Non è facile scegliere gli investimenti giusti, come anche non è semplice comprendere come e perché non si dovrebbe investire o si dovrebbe farlo. Molto spesso ci si fida degli assicuratori e delle banche. Questo a volte può essere un vero errore.

Il consiglio finale è di comprendere bene il tipo di investimento che si va a fare e sopratutto ci si deve informare attentamente prima di sottoscrivere un contratto. Non è semplice investire in questo settore, come anche non lo è per gli altri settori. Meglio dunque prestare particolare attenzione ancor prima di sottoscrivere un contratto.

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TommasoP

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