Costi Servizi Finanziari: scontrino banche normativa MiFID2

Pubblicato da: TommasoP - il: 10-01-2019 10:54
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Vi ricorderete sicuramente quanto scalpore fece il costo del sacchetto di plastica che viene addebitato dai supermercati. Questo occupò per diverso tempo la discussione sui media. Certamente si tratta di pochi spiccioli se paragonati ad altri costi, come ad esempio quelli che tratteremo all’interno di questo approfondimento.

Lo stesso non si può dire invece per i costi dei servizi finanziari che finalmente con la nuova normativa (Mifid 2) impone di chiarire in modo anche piuttosto dettagliato.

Oggi succede che molti consumatori sono soliti ed abituati ad analizzare sempre i cartellini prima ancora di acquistare un bene qualsiasi. Una volta che viene acquistato essi poi ricevono il cosiddetto scontrino, il quale precisa l’esborso finanziario che il consumatore ha dovuto pagare.

>>Approfondimento: Consulentia 2018: sfide e opportunità sulla Mifid 2

Lo stesso dovrebbe valere per i servizi di investimento che sono erogati da banche e società varie. La quantificazione del costo non è però mia stato chiaro e non è riportato dettagliatamente. Se analizziamo i singoli prodotti, ad esempio i fondi d’investimento, possiamo notare che l’ammontare addebitato è desumibile solo tramite la documentazione allegata. Questa viene riportata in termini di percentuale.

Oggi tutti i risparmiatori sono invece frequentemente inconsapevoli di quanto stanno pagando per una serie di servizi. Si tratta di un deficit informativo, per altro risultato palese nel momento in cui la Consob ha commissionato un’indagine campionaria presso i risparmiatori con lo scopo di misurare il loro grado di conoscenza rispetto agli oneri.

Ricevuta-scontrino-banche

Cos’è lo scontrino delle banche?

Ad essi è stata posta la seguente domanda: quali sono le modalità di retribuzione del consulente bancario?

Tra le più disparate risposte ve ne abbiamo riportate alcune. Accanto ad ognuna di esse vi è riportata la percentuale di investitori che ha dato questa risposta.

  • La consulenza è a titolo gratuito (37%);
  • La commissione è costituita da un ammontare fisso (11%);
  • La commissione è proporzionata al rendimento ottenuto (3%);
  • Non sanno (45%);

La risposta corretta è tutt’altro!

La commissione è proporzionale all’ammontare dell’ìnvestimento/complessità servizio offerto. Solo il 4% ha dato una risposta esatta.

Questo vuol dire che la maggior parte degli investitori non ha la minima idea di che cosa sia una commissione e a quanto essa equivale.

A questo punto verrebbe da chiedersi:

  • Come è possibile valutare la qualità del servizio se non si conosce il costo in EURO?

La normativa MiFID2 ci viene incontro a questo affermando che, dal 1° Gennaio 2019, viene introdotto lo scontrino per le banche e le assicurazioni.

Questo vuol dire che dal 1 gennaio 2019, tutti gli intermediari, come le banche, devono presentare uno “scontrino” che riporti in maniera dettagliata e precisando al risparmiatore, quelli che sono i costi sia a livello di preventivo, sia anche a livello consuntivo.

La maggior parte degli investitori è dunque chiamata a prestare la massima attenzione affinché questo modulo venga rilasciato tempestivamente e non sia occultato all’interno di una documentazione improvvisamente divenuta troppo corposa. Il modulo deve precisare anche chi sta pagando il risparmiatore: il gestore dello strumento, la banca, ecc.

Molti affermano che sarebbe stato meglio ed opportuno suddividere in due sezioni i costi. Da una parte la somma che viene corrisposta alla banca e dall’altra quanto corrisposto al personale commerciale (consulente bancario).

Non si tratta di eccesso di zelo, ma solo di un metodo che permette al risparmiatore di apprezzare, in misura maggiore, il lavoro svolto dalle varie parti coinvolte. Persino l’associazione dei consulenti finanziari bancari è favorevole ad innalzare la trasparenza su questo punto.

E’ molto importante che i risparmiatori comprendano questo passaggio e come tale esigano lo “scontrino” al momento della proposta di investimento o anche della vendita dello strumento. Allo stesso modo devono prendersi il tempo necessario al fine di valutare la qualità dei costi e dei servizi, senza fretta.

E’ molto utile anche precisare che non si tratta di spiccioli ma di una quantità significativa di denaro che potrebbe essere superiore anche ai 300 € all’anno per investimenti pari a 10.000 €.

In aggiunta, una buona parte della torta rimane a vantaggio della banca che promuove lo strumento. In questo caso, la torta sarà divisa tra:

  • Gestore del fondo a cui va circa 40 €;
  • Consulente bancario il quale prende circa 50 € (l’importo dunque rimane all’interno della cassa della banca).

E’ utile infine ricordare che non si tratta di un pagamento diretto ma di una commissione ed essendo tale viene prelevata ogni giorno dal patrimonio netto del fondo che è stato investito.

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