Previsioni Pimco sugli investimenti del 2019

Pubblicato da: TommasoP - il: 19-01-2019 15:30 Aggiornato il: 21-01-2019 10:00

Vi siete mai questi quali sono le prospettive d’investimento per il 2019? Che sfide sono costretti ad affrontare trader e investitori?

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A questa domanda cercheremo di rispondervi analizzando le previsioni Pimco. Questo di recente ha pubblicato un interessante paper sulle previsioni in merito all’economia, alla finanza e agli investimenti che potrete trovare sotto il nome di: Syncing Lower (Rallentamento Sincronizzato) in cui sono esposte le previsioni e le riflessioni in merito agli investimenti da effettuare nel 2019.

Come suggerisce anche il nome del documento e come vedremo in seguito non tutte le previsioni sono positive. Al suo interno, però, possiamo trovare delle considerazioni a tutto tondo concernenti i seguenti argomenti:

  1. economia;
  2. finanza;
  3. investimenti.
previsioni 2019 pimco

Previsioni 2019 Pimco

Chi è Pimco?

Chi è PIMCO

Chi è PIMCO

Ricordiamo per tutti coloro che ancora non lo sapessero che Pimco è una delle più grandi società di risparmio gestito. Essa si presenta come leader nel settore dell’analisi economica e finanziaria.

Quali sono i temi in agenda secondo Pimco?

All’interno del paper, l’analisi inizia descrivendo e riflettendo alcuni dei più importanti temi del momento. Tra questi non possiamo non prendere in considerazione i più caldi di fine 2018 (che sicuramente stanno occupando l’agenda di policy maker), gli analisti e gli investitori.

Lo stato di avanzamento del ciclo economico

Se analizziamo brevemente gli Stati Uniti possiamo vedere come il loro ciclo economico espansivo dura ormai da ben nove anni. Oggi però da diverse parti si sono sollevati dubbi e timori circa una fase di fine ciclo. Questa avrebbe delle ripercussioni non solo sulle condizioni di vita delle persone ma anche sugli investimenti.

Anche sulla base di questo elemento Pimco ha scelto di mantenere un profilo prudente. Lo ha fatto avvertendo che nonostante il ciclo si avviasse verso un processo di arresto, il concetto stesso di “fine” potrebbe svilupparsi nel medio periodo. In pratica l’esaurimento del periodo di espansione potrebbe essere avvertito anche solo leggermente e potrebbe essere avvertito sia a livello economico sia anche a livello finanziario per gran parte del 2019.

La stessa Pimco segnala un rialzo delle probabilità di recessione americana nel 2019, avendole già portate al 30%.

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I numeri dell’economia americana

Sulla base di queste premesse Pimco viene portata a pensare che l’era “dell’eccezionalismo americano” e della maturazione di performance economiche (che è rimasta per parecchio tempo sopra la media) stia per giungere a termine.

Sulla base di queste considerazioni la società di risparmio gestito prevede un tasso di crescita dell’economia americana che si dovrebbe attestare intorno al 2 – 2,5% per tutto il 2019. Il differenziale di crescita rispetto alle altre economie occidentali è in discesa.

Attenzione però perché questo non vuol dire che siano fondate le speranze per un rapido deprezzamento del dollaro. Infatti, anche se al 2-2,5%, l’economia degli Stati Uniti crescerà sempre più rispetto a quella del Giappone o anche a quella del vecchio continente.

>>Leggi anche: Quotazione EURO DOLLARO in tempo reale, Grafico Cambio EUR/USD

Il dibattito sull’inflazione

In Occidente l’inflazione si manterrà ancora su livelli medio bassi.

Il motivo principale? Ve ne sono diversi. Non solo le dinamiche di crescita (che è davvero abbondante solo negli Stati Uniti), ma anche il drastico calo del prezzo del petrolio.

>>Approfondimento: Trading Materie prime: il 2019 sarà l’anno delle commodity?

Ci sono poi alcune importanti aree europee dove l’inflazione è ferma al palo (l’1% o poco più). Siamo quindi su di un livello abbastanza lontano rispetto a quello desiderato dalla banca centrale. Lo stesso possiamo dire per il Giappone.

Pimco però lascia uno spiraglio aperto per un aumento dell’inflazione in vista anche delle dinamiche salariali, le quali sono ottime negli Stati Uniti e abbastanza confortanti per l’Europa e il Giappone.

I meccanismi di trasmissione salari-consumi sono troppo lente per pensare in maniera inequivocabile a un’accelerazione consistente dei prezzi.

Le politiche monetarie

In merito a quanto avvenuto fino ad oggi, possiamo presupporre che la Federal Reserve consideri il 2019 come un anno di stallo, ovvero un anno di pausa in relazione alla stretta monetaria. Lo potremmo definire anche come un anno di transizione. Questo lo si deve al fatto stesso che il 2018 è stato l’anno in cui si sono registrati quattro rialzi dei tassi.

>>Leggi anche: Investimenti nel 2019: le previsioni secondo Mati Greenspan di eToro

In questa prima fase del 2019 la banca centrale americana dovrebbe procedere con uno o al massimo due rialzi. La speranza di Pimco è che la Fed metta da parte gli investitori dai suoi piani in modo che i mercati non siano colti di sorpresa.

Vi è poi da considerare anche il rallentamento della stretta americana che potrebbe avere delle ripercussioni sulle altre politiche monetarie. Pimco crede anche che le già flebili speranze di un rialzo dei tassi della BCE, magari per metà anno, possano scendere a zero se la Fed realmente si limiterà a uno, massimo due rialzi nel 2019.

>>Leggi anche: Goldman Sachs – investimenti 2019: analisi e strategie

La guerra commerciale

Nella maggior parte dei casi gli analisti credono che il peggio della guerra commerciale USA-Cina sia ormai alle spalle. Lo pensano in tanti e soprattutto lo pensano in vista anche dei recenti negoziati tra Trump e Xi Jinping i quali hanno prodotto una tregua dopo l’escalation dei dazi.

Tuttavia i negoziati devono avere seguito a livello di concordato. Ecco il motivo per il quale Pimco non fa delle scelte affrettate e anzi invita alla prudenza e a non indugiare in potenzialmente pericolose illusioni.

La società di risparmio gestito, all’interno del suo documento di fine anno, ricorda le parole espresse da Mike Spence, il quale considera la guerra commerciale come un conflitto tra sistemi. Essa si caratterizza per le radici profonde che non possono essere scardinate da una semplice dichiarazione di tregua.

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Cosa accadrà nel 2019 per gli investimenti?

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previsioni 2019 Pimco: cosa ci dobbiamo aspettare?

Che impatto eserciteranno sugli investimenti i temi appena descritti?

Certamente si deve sempre pensare di investire con una certa cautela e una certa prudenza. Questa è almeno fino ad oggi la visione di Pimco in vista anche di un contesto che via via si sta sempre più complicando.

Duration e Tips

Pimco ha confermato un quadro già disegnato diverso tempo fa. Esso propone un sottopeso lieve sulla duration globale ad esclusione solo del Giappone.

La società di risparmio gestito ha anche espresso un parere interessante circa i TIPS (tutti i titoli che sono in grado di mettere al riparo l’inflazione).

Pimco ritiene che l’inflazione si possa mantenere a livelli bassi. Allo stesso tempo consiglia di prendere in considerazione i TIPS, che attualmente presentano delle buone opportunità, anche alla luce di eventuali rialzi repentini dei tassi di inflazione.

Le obbligazioni societarie generiche

Sotto questo aspetto Pimco raccomanda prudenza. La società di risparmio gestito si preoccupa per un posizionamento sempre più affollato, di una struttura via via caratterizzata da sempre maggiore illiquidità.

I titoli sovrani europei

Un argomento che possiamo dire tocca molto da vicino l’Italia. Pimco anche in questo caso consiglia molta cautela e come tale mantenere un profilo indirizzato alla prudenza. Allo stesso modo ha evidenziato quelle che sono le sfide in merito alla sostenibilità del debito che è per altro ancora in corso.

Nonostante tutto, lascia comunque la porta aperta a investimenti nei titoli sovrani europei, laddove l’esposizione sia compensata (presumibilmente in termini di interessi).

>>Leggi anche: Investire in Titoli di Stato Conviene? Guida all’investimento in BoT – CTz – CCT – BTP – Eurobbligazioni

I mercati emergenti

In merito a questi mercati Pimco fa sapere che ci sono delle buone opportunità. Questo lo si deve ai tassi di crescita che si stanno globalmente sincronizzando al ribasso. Nello specifico possiamo vedere che la società di risparmio gestita rileva delle buone opportunità di investimento per le obbligazioni in valuta locale (se l’outlook non verrà confutato in senso negativo) e per le obbligazioni in valuta estera (se l’outlook si avvierà a un peggioramento).

>>Approfondimento: Obbligazioni emergenti, come andare a caccia di buone opportunità

Il mercato azionario

Per questo mercato si prevede l’insorgenza di significative fasi di instabilità le quali saranno esacerbate dalle previsioni di fine ciclo. Questa dinamica è già stata apprezzata a partire da metà 2018.

La società di risparmio gestito crede che tutti gli investitori porranno un’enfasi sempre maggiore sui titoli difensivi ad alta qualità. Essi sono caratterizzati da una esposizione al ciclo minima e con un buon potenziale di crescita. Nonostante tutto Pimco esprime preferenza per i mercati azionari degli Stati Uniti.

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Le materie prime

Grande attenzione viene data dai movimenti del petrolio.

Pimco, anche se evidenzia che nel 2018 c’è stato un aumento di produzione negli Stati Uniti della materia e il programma di tagli OPEC abbia portato a un brusco calo (forse troppo brusco), non si dice molto entusiasta. Anzi, al contrario esprime con un cauto ottimismo circa il prezzo del grezzo.

La società di risparmio gestito prevede che l’OPEC punta a un petrolio stabilmente che sia al di sotto dei 60 dollari. Allo stesso tempo si guarderà bene dal raggiungere i livelli depressi del 2014.

In merito invece al gas naturale, PIMCO prevede un margine molto risicato per il rialzo che viene causato principalmente dall’aumento dell’offerta.

Per l’oro invece Pimco ribadisce che possa rappresentare un investimento ottimo per il lungo periodo anche se non costituisce una prima scelta nemmeno in questo senso.

>>Leggi anche: Migliori azioni 2019 USA e Italia: quali sono?

Le previsioni economiche area per area

A questo punto possiamo passare oltre ed analizzare le previsioni economiche effettuate da Pimco ma suddivise area per area. Nello specifico l’analisi riguarda le seguenti aree geografiche:

  • Stati Uniti;
  • Regno Unito;
  • Area Euro;
  • Giappone;
  • Cina.

Stati Uniti

Partendo dagli Stati Uniti possiamo dire che la società attende per il 2019 una crescita che si aggira intorno al 2-2,5%. Si tratta a ben vedere di un rallentamento; il quale potrebbe essere visto come un ritorno alla normalità dopo gli eccezionali e fuori scala tassi di crescita del 2018.

La società getta le sue radici nell’inasprimento delle condizioni finanziarie. Pimco prevede infine che l’economia degli Stati Uniti dovrebbe moderare i propri tassi di crescita a partire dal terzo trimestre.

Per questo Paese Pimco prevede che il tasso di occupazione rimarrà stabile per tutto l’anno in corso. Lo stesso possiamo dire anche per l’inflazione (pari al 2% annuo).

Area Euro

Pimco per questa zona manifesta un certo pessimismo. La società prevede che i tassi di crescita per tutta la regione si attesteranno su livelli inferiori all’1-1,5%. Si tratta a ben vedere di un rallentamento significativo se analizzato e confrontato con quello del 2018 dove il tasso di crescita è stato del 2%.

È sempre la società di risparmio gestito a rilevare come le vicende italiane possano incidere (e lo fanno in maniera decisiva) sulle speranze di crescita di tutta la zona euro. Un certo pessimismo lo si percepisce anche dal fronte inflazione. Qui Pimco rimane cauto e rimane ancorato all’1%. Questo dovrebbe spingere ancora una volta la BCE a posticipare al 2020 il primo aumento dei tassi di interesse. Al momento però non abbiamo dati certi in merito e non sappiamo se questo possa avvenire o meno.

Regno Unito

Le previsioni di Pimco sul Regno Unito sono abbastanza particolari e partono da una posizione molto delicata. Nello specifico Pimco sosteneva che la Brexit verrà concordata, prevedendo così uno scongiuro del No Deal. Ipotizzando questo scenario positivo, ne uscirebbe fuori un Regno Unito rigenerato, con una crescita stimata tra l’1,25% e l’1,75%.

In merito all’inflazione, invece, essa dovrebbe scendere al 2%. Questo perché vi sono minori pressioni che vengono esercitate dai prezzi derivanti dall’importazione e da una più debole crescita salariale. Sul fronte della politica monetaria, invece, la società di risparmio gestito prevede che la banca centrale inglese opti per un rialzo dei tassi nella misura massima di due nel corso del 2019.

Giappone

La crescita del PIL per questo Paese dovrebbe svilupparsi in parallelo a quello europeo, ovvero intorno all’1%. Nonostante tutto però le condizioni nipponiche sono molto più favorevoli rispetto a quelle europee soprattutto in merito al mercato del lavoro.

Nel 2019 il Giappone dovrebbe stazionare in uno stato di piena occupazione. Ci sono poi le dinamiche fiscali che non devono essere ignorate. Ad esempio, un aumento dell’IVA nel primo trimestre 2019, anticiperà i consumi nella prima parte dell’anno. Questo vuol dire che l’inflazione rimarrà molto bassa e la possiamo considerare intorno allo 0,5-1% all’anno.

Pimco comunque si aspetta che la banca centrale giapponese continui a ridurre l’acquisto dei titoli con scadenze superiori a dieci anni.

Cina

Infine la Cina. Per questo Paese Pimco prevede un’economia rallentata.

La crescita della Cina sarà molto limitata rispetto al passato anche se pur sempre in positivo. I suoi livelli si attestano intorno al 5,5-6,5%. Come vediamo sono sempre alti rispetto alle performance occidentali, ma abbastanza deludenti per questo Paese. Incidono molto sulla speranze di crescita della Cina le tensioni commerciali e le pressioni interne le quali mirano a ridurre l’indebitamento.

Infine la banca centrale cinese potrebbe optare per una politica che attui una riduzione dello stimolo monetario. In questo contesto, lo yuan dovrebbe svalutarsi leggermente nei confronti del dollaro.

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TommasoP

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