Crowdfunding: cos’è, come funziona e quali tipologie esistono?

Pubblicato da: LorenzoB - il: 30-01-2019 10:36
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Il crowdfunding è una forma di raccolta fondi diventata molto popolare negli ultimi anni, con un trend in forte crescita anche in Italia. Nel nostro Paese a inizio 2019 sono più di 90 le piattaforme specializzate nel crowdfunding e crescono sia gli investitori/donatori che le start-up che intendono raccogliere denaro per finanziare il proprio progetto.

La prima domanda sorge spontanea: che cos’è il crowdfunding? Esso è una forma di finanziamento dal basso. Le start-up possono così raccogliere i fondi necessari per finanziare il proprio progetto non solo grazie al prestito bancario, ma anche grazie alle donazioni o investimenti dei cittadini semplici. In questo senso si parla di micro finanziamento dal basso, dato che le risorse provengono dalla folla (crowd).

Crowdfunding è una parola inglese composta che possiamo scomporre in crowd (folla) e funding (finanziamento). Il termine inglese è entrato nel linguaggio comune anche in Italia e per questo motivo non necessita di traduzione.

Il crowdfunding permette quindi a chi ha idee, ma non i fondi, di poter realizzare i propri progetti e avviare una nuova società/attività. Esso vede quindi l’incontro di chi vuole aprire una start-up e chi ha la possibilità di finanziarla.

Quante tipologie esistono? Al giorno d’oggi ne conosciamo 4:

  • donation based;
  • reward based;
  • equity based;
  • lending based.

A queste aggiungiamo un tipo di crowdfunding ibrido, ossia che può contemplare più di una categoria sopracitata.

Ad eccezione del donation based, le altre categorie prevedono una cifra da raggiungere in merito alla raccolta fondi. Se l’obiettivo non dovesse essere raggiunto, i fondi verrebbero restituiti agli investitori.

Crowdfunding

Crowdfunding: come funziona?

Vediamo ora nello specifico le caratteristica di ogni tipologia.

Donation crowdfunding

Donation crowdfunding

Donation crowdfunding

Il donation crowdfunding è certamente la forma più pura di questo tipo di raccolta fondi. Con questa tipologia il donatore finanzia il progetto senza un ritorno economico di alcun tipo né una partecipazione futura al progetto.

A ricorrere al donation crowdfunding sono solitamente organizzazioni no profit, dunque non a scopo di lucro. Tali organizzazioni chiedono fondi dal basso per sostenere progetti per esempio di utilità sociale o per una causa umanitaria o ambientale. Una persona che ha a cuore tematiche sociali, ambientali, animaliste e via dicendo può quindi aiutare queste organizzazioni a svolgere il proprio lavoro di tutela grazie a una donazione senza ritorno economico.

Questa tipologia è stata adottata anche da amministrazioni locali per salvare iniziative culturali o sociali, che altrimenti avrebbero dovuto chiudere. A quel punto si chiede al cittadino di dare il suo contributo senza secondi fini per permettere a queste attività di continuare ad esistere.

A differenza di altri tipi di crowdfunding, questa categoria non prevede un target indispensabile. Infatti anche se non raggiunto, la campagna è da considerarsi positiva e i soldi donati non verrebbero restituiti indietro.

Reward crowdfunding

Reward crowdfunding

Reward crowdfunding

Il reward crowdfunding prevede invece una ricompensa per aver partecipato alla raccolta fondi. A seconda della somma che l’investitore ha elargito può ottenere un prodotto o un servizio della società che ha aperto la campagna di crowdfunding. L’investitore può ottenere in alternativa anche solo un semplice ringraziamento pubblico sul sito web della start-up.

Nel caso in cui la ricompensa sotto forma di prodotto/servizio della nuova società dovesse avvenire prima della fine del lancio effettivo si tratta di pre-selling crowdfunding. Non è solamente una pre-vendita, dato che l’investitore può partecipare alla modellazione del prodotto/servizio stesso.

Una campagna reward base può essere utile per capire se un determinato bene o servizio possa davvero servire alla comunità, a seconda della partecipazione alla campagna. Ovviamente l’utilità principale del reward crowdfunding è quella di arrivare a realizzare un prodotto o un servizio che senza il finanziamento dal basso non avrebbe mai potuto vedere la luce.

Equity crowdfunding

Equity crowdfunding

Equity crowdfunding

L’equity crowdfunding prevede l’ottenimento di una quota di partecipazione nella nuova società. In questo caso si tratta di un vero e proprio investimento perché il finanziatore diventerà socio a tutti gli effetti della start-up che si andrà a costituire.

Fra le tipologie di crowdfunding l’equity based è l’unico regolamentato dalla Consob, ossia l’autorità italiana di vigilanza sui mercati finanziari. Ciò non significa che le altre forme non sono legali, ma sono sottoposte a normative generali. Per quel che riguarda l’equity based l’Italia è il primo Paese in Europa che ha deciso di creare una normativa specifica sul tema per tutelare i finanziatori da possibili truffe online.

Sul sito della Consob è possibile trovare la lista della piattaforme di equity crowdfunding che hanno ottenuto l’ok dall’authority.

L’equity based si sta sviluppando in Italia in maniera consistente. Nel 2018 sono stati raccolti più di 36 milioni di euro coinvolgendo 114 società, triplicando il risultato del 2017 (11,6 milioni di euro a favore di 50 società).

Non solo le start-up o le pmi innovative possono partecipare a campagne di equity crowdfunding, la legge italiana consente anche alle generiche pmi (piccole e medie imprese) di poter adottare questo strumento. In Italia le pmi sono circa 760.000 e rappresentano il 76% totale delle imprese italiane, dunque la platea di possibili usufruenti è davvero molto vasta.

Da gennaio 2019 la deduzione fiscale per chi investe in start-up è stata alzata al 40%, tale aumento è stato inserito nell’ultima legge di bilancio per favorire l’ingresso di nuovi finanziatori e permettere a nuove imprese di nascere.

L’equity based è quindi una valida alternativa per le pmi italiane di poter ottenere nuovi finanziamenti senza chiedere alle banche o senza ricorrere alla quotazione in borsa.

Lending crowdfunding

Lending crowdfunding

Lending crowdfunding

Il lending crowdfunding è invece una forma di prestito che i finanziatori elargiscono all’impresa che intende raccogliere fondi.

Definito anche “social lending“, esso consente agli investitori di prestare somme di denaro online sia a imprese che a persone fisiche, dietro interesse e intero rimborso della somma elargita. Le piattaforme offrono quindi un servizio di intermediazione fra chi intende chiedere un prestito e chi invece elargisce denaro.

La piattaforma ha tendenzialmente due modalità per “promuovere” il prestito chiesto dalle aziende:

  • modello diffuso: fraziona il prestito a più investitori conosciuti;
  • modello diretto: presenta il progetto all’intera comunità presente sulla piattaforma (la cosiddetta “folla” = crowd).

Banca d’Italia si era espressa a proposito del lending crowdfunding affermando che esso è

“uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme online, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto”

Bankitalia specifica che tali piattaforme devono operare all’interno delle norme in vigore che regolamentano le attività che possono essere svolte solo da una determinata categoria di soggetti. Parliamo di chi è autorizzato a svolgere per esempio concessione di credito nei confronti del pubblico o in generale attività bancaria.

I costi del lending per le imprese sono alti, ma talvolta sono preferibili perché molto più chiari e soprattutto perché i fondi ottenuti arrivano molto velocemente. Dunque le aziende che si rivolgono al social lending preferiscono ottenere rapidamente denaro con condizioni chiare anche se a un costo più elevato.

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