Investire nei Mercati Emergenti nei momenti di crisi: rischio o opportunità?

Pubblicato da: TommasoP - il: 25-06-2019 14:57 Aggiornato il: 25-06-2019 14:58

Vi siete mai chiesto come fare per investire nei mercati emergenti nei momenti di crisi? Noi ce lo siamo chiesto ed è anche per questo che abbiamo redatto questa guida, al fine di analizzare quelli che sono i Rischio e le opportunità dei mercati emergenti.

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Due prime domande a cui cercheremo di dare risposta sono le seguenti.

  • Conviene investire nel 2019 sui mercati emergenti?
  • Si tratta di un rischio o di una reale opportunità per i risparmiatori?

Certamente quando si parla di investire nei mercati emergenti non possiamo non fare riferimento a delle economie non del tutto sviluppate, definite sulla base della loro crescita e che manifestano una forte propulsione positiva sul PIL del paese che rappresentano.

Se analizziamo l’anno appena passato, possiamo notare come esso non sia stato un anno remunerativo e prosperoso per i mercati emergenti, i quali hanno subito una brusca perdita di oltre 5 mila miliardi di dollari in merito alle perdite sul mercato azionario.

Da questa prima analisi, però non si deve disperare, in quanto bisogna sempre trarne il lato positivo da tutte le cose. Certamente investire in questo mercati comporta dei rischi, anche perché la ripresa se c’è sicuramente è lenta e potrebbe subire delle repentine modifiche.

In merito a questa seconda parte dell’anno, non possiamo non prendere in considerazione le previsioni degli analisti e degli studiosi legati alla macroeconomia, se non anche ai cicli di mercato i quali parlano chiaro; infatti l’outlook, prevede per diverse aree emergenti un continuo trend rialzista dopo aver subito un ri-apprezzamento, venendo ad offrire interessanti opportunità di reddito.

Al momento si segnala anche un altro aspetto; le crisi sui mercati emergenti sono un classico ciclico e possono per altro comportare delle perdite ingenti sui capitali investiti.

Definizione di mercati emergenti

Ovviamente quando parliamo di mercati emergenti facciamo riferimento al concetto stesso di BRICS. Il senso comune, d’altronde, ha realizzato ormai da molto tempo l’identità mercati emergenti – BRICS.

BRICS non è altro che l’acronimo di Brasile Russia India Cina Sud Africa. Esso riunisce tutti i più importanti mercati emergenti.

Il termine fa riferimento ai mercati emergenti dell’epoca in cui il termine stesso è stato creato. Al momento invece si parla di mercati emergenti facendo riferimento a queste nazioni:

  • Brasile;
  • Russia;
  • India;
  • Cina;
  • Sud Africa.

Tutti i mercati emergenti tendono ad etichettare un qualsiasi mercato emergente come BRICS, a prescindere dal fatto che sia rappresentato o meno dall’acronimo.

Possiamo definirli tali, tutti quei mercati la cui economia è in via di sviluppo e come tale punta a :

  1. carenza di infrastrutture;
  2. possiede una demografia giovane;
  3. la classe media è ridotta o poco esistente;
  4. detiene un basso debito pubblico;
  5. la moneta è debole.

Ora, sulla base di questi dati è abbastanza evidente che una parte dei BRICS difetti di almeno un paio di queste caratteristiche; ad esempio al Cina non è per nulla carente di infrastrutture. Possiamo dire lo stesso della Russia o dell’America Latina.

Al contrario, invece, non possiamo dire lo stesso per India o Sud Est Asiatico come le Filippine.

>>Leggi anche: Come funziona la borsa?

Mercati emergenti: che opportunità possono offrire?

Possibilità offerte dai mercati emergenti

Vista la condizione di crescita e di movimento, i mercati emergenti sono gli unici in grado di offrire degli ottimi guadagni. Attenzione però perché non si tratta di mercati stabili e come tali si potrebbe andare incontro a delle perdite.

I mercati emergenti hanno fanno registrare delle forti oscillazioni, le quali possono chiudere in positivo e allo stesso tempo, creare dei grossi introiti. Al contrario, potrebbero anche andare fortemente in negativo nell’arco di un tempo veramente ridotto e in quel caso, creare una grossa perdita.

Ci sono delle caratteristiche che possono portare alla crescita di un mercato emergente, alcune di queste sono:

  • tecniche di produzione più industrializzate

Cosa vuol dire?

Vuol dire che con il progressivo abbandono delle tecniche antiche, le quali possono portare ad un allungamento delle tempistiche di produzione. Si tratta di introdurre nuove tecniche che possono portare al miglioramento del volume di produzione e della qualità del prodotto finale.

  • Prodotti venduti e apprezzati

Il mercato interno ed estero potrebbe apprezzare di molto i prodotti e questo potrebbe portare ad un’importante crescita economica del paese.

  • Cambia il modo di pensare della società

Questo vuol dire che il numero di persone povere si riduce in maniera considerevole; il tutto porta alla formazione di una classe intermedia, che porta gli scambi all’interno del paese ad essere maggiori, con più potere di acquisto.

  • Investimenti in altri paesi

Questo vuol dire poter raggiungere degli introiti positivi in tutto il corso degli anni a venire e magari sfruttare la politica del paese e allo stesso tempo potrebbe portare ad avere una grossa influenza sull’economia.

Tutti i Paesi emergenti (per altro in numero sempre maggiore) negli ultimi anni, sono diventati più forti, tanto da avere un notevole peso sui mercati globali. Oggi, infatti, questi contribuiscono alla formazione dell’economia mondiale per più della metà.

Ad esempio, il Medio Oriente è uno dei paesi che manifesta un più alto tasso di crescita rispetto al passato. Ad esempio, Cina, India e Russia, sono delle ottime possibilità d’investimento. 

>>Leggi anche: Co’s’è la borsa valori?

Mercati Emergenti: quali sono gli indici di mercato da tenere presenti?

Il primo elemento da prendere in considerazione è il benchmark, ovvero il primo parametro a cui riferimento questi paesi. Il tutto serve a verificare costantemente lo status di ciascun paese che fa parte del gruppo, del quale fanno parte ben 24 paesi.

Ad oggi il benchmark è in continua evoluzione, visto l’ingresso costante di paesi, come ad esempio l’Argentina nell’ultimo anno, anche se si registra un numero crescente di paesi fuoriuscenti.

Il secondo elemento da analizzare è il JPMorgan Emerging Market Bond Index (EMBI), il quale cataloga gli Stati in base alla loro situazione di credito.

Questo solitamente si attesta su livelli inferiori rispetto a quello reale a causa anche della loro vulnerabilità. Il loro rendimento è sempre e comunque più alto rispetto ai paesi più stabili e affermati.

Non è possibile essere definito come paese emergente, se non si possiede un debito nominale che si attesti intorno al valore minimo di 500 milioni di dollari.

Anche in questo caso, ci sono delle linee guide da seguire inerenti al commercio, che come tali permettano di rimanere all’interno di questo specifico parametro, per non esserne esclusi.

>>Leggi anche: Previsioni di Borsa e mercato azionario 2019

Investire sui mercati emergenti: vantaggi e rischi

Analizzare questi aspetti è molto importante se si vuole investire in questi settori.

Negli ultimi anni, si è verificato un aumento quasi del doppio di mercati emergenti i quali hanno raddoppiato il capitale e gli introiti, ma al tempo stesso alcuni di essi hanno subito un brusco deprezzamento, generando perdite.

Tutti i mercati emergenti sono proficui, hanno maggiori possibilità di rischio e possono incorrere in improvvise battute d’arresto. Allo stesso tempo, contrariamente ai paesi stabilizzati, essi offrono dei rendimenti maggiori. Considerando che si tratta di mutevoli e fluttuazioni repentine, si deve tener conto anche dei trend fortemente ribassisti.

Analizzando le previsioni per i prossimi mesi, non possiamo certamente dire che si tratta di prospettive rosee, visto e considerato anche il rapporto che c’è tra Cina e Stati Uniti. Il tutto porta ad una penalizzazione dei mercati emergenti.

Vi è poi un altro aspetto negativo, quello legato alla propensione di voler rischiare sui mercati finanziari, così che gli azionisti investono sempre meno, optando per gli investimenti più sicuri come lo sono ad esempio i Green Bonds e i Conti Deposito.

Al momento si segnala anche una fase “assestante” dei mercati, i quali non portano a risultati positivi e nemmeno drammatici. Stiamo registrando un momento di stallo dei mercati stessi.

Ecco il motivo per il quale se davvero sei intenzionato ad investire in questo settore, devi prendere seriamente questo settore d’investimento con le dovute cautele. Devi investire su di esso e con esso, solo e soltanto suddividendo il proprio portafoglio in modo tale da limitare le perdite.

Ecco anche che occorre una buona dose di valutazione adatta a rischiare il meno possibile ed anzi a cercare di crearsi un profitto da questo genere di investimenti. Ecco il motivo per il quale la selezione è fondamentale, considerando anche i profili diversi in termini di vulnerabilità tra i Paesi emergenti.

In pratica, sono questi gli elementi che si devono considerare quando si vuole investire in questi settori. Di seguito ne analizzeremo anche degli altri.

>>Leggi anche: Trading azionario: cos’è e come funziona?

Investire sui mercati emergenti: tre fattori chiave da considerare attentamente

Da questa prima analisi condotta, non è semplice definire i mercati su cui investire. Sarebbe bene però sempre tenere gli occhi puntati sull’impatto della politica dei tassi di FED e BCE.

Infatti a seguito dell’aumento da dicembre 2018 dei tassi d’interesse americani da parte della banca centrale (FED), si attende per l’anno in corso (2019), un ridimensionamento degli stessi, i quali però potrebbero confermare la variante e quindi al momento rimanere invariati.

Altro importante elemento da monitorare è la decisione di Donald Trump che ha più volte minacciato il licenziamento del presidente delle FED, Jerome Powell, proprio a causa della sua politica di rialzo sui tassi.

Infine, la guerra commerciale tra Cina e USA non può essere ignorata. Infatti, lo stesso presidente cinese Xi Jinpinpg ribadisce che non smetterà di combattere le assurde richieste del presidente Trump in materia di commercio e investimenti.

>>Leggi anche: Investire nel forex trading: pro e contro

I mercati emergenti sono un rischio o un’opportunità?

Certamente investire in questo settore, tenendo conto dell’elevata volatilità, certamente mette a dura prova la resistenza dell’investitore, ma sicuramente da queste possibilità sono nate degli ottimi rapporti di investimento.

Certamente azzardare quando gli altri si ritraggono è molto pericoloso. Questa strategia però è valsa a Warren Buffett considerato ormai da tempo come uno dei migliori investitori al mondo. Se questa strategia vale anche per i mercati emergenti spetta a te deciderlo.

Su quali investimenti puntare nel 2019?

Se non si vuole investire nei mercati emergenti niente paura, ci sono altre soluzioni. Certamente si potrebbe puntare sul credito, definito come la strategia vincente per generare rendimenti nei portafogli obbligazionari 2019. Questo, anche mantenendo un approccio selettivo e tenendo gli occhi ben aperti possiamo notare come l’analisi si basa sul fatto che la crescita sarà ancora sostenuta.

Non è per nulla scontato (nei prezzi di queste asset class) una recessione vera e propria. Ecco perché sarebbe bene effettuare un attento monitoraggio degli sviluppi macroeconomici e dell’analisi bottom-up.

Tutti gli investitori che volessero assicurarsi dei rendimenti superiori con un orizzonte temporale adeguato, tramite un’esposizione diversificata, allora si potrebbe optare per delle soluzioni “buy and watch” che potrebbero rappresentare un’opportunità interessante.

Anche il riposizionamento graduale nelle azioni dei mercati emergenti potrebbe essere un modo per pianificare investimenti di lungo periodo sfruttando le valutazioni molto interessanti.

Per tutti gli investitori che hanno invece un’ottica più di lungo termine ovvero sono in grado di affrontare il rischio della liquidità, continuiamo a prediligere una presenza flessibile nel credito, prendendo in considerazione anche gli attivi illiquidi in ottica di diversificazione.

In pratica è indispensabile un’accurata selezione, molto rigorosa del mercato del debito privato per altro salito in modo significativo negli ultimi anni.

Anche il rischio di alcune emissioni private rispetto ai titoli quotati in borsa non fa altro che rendere ancora più complessa la ricerca di opportunità ad alto rendimento che giustificano un rischio più elevato.

Sarà essenziale un’approfondita analisi del credito; il rallentamento della crescita farà emergere situazioni di fragilità ma potrebbe anche creare delle opportunità.

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TommasoP

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