Come investire a reddito fisso? Suggerimenti e consigli

Pubblicato da: TommasoP - il: 08-07-2019 14:44

Vi siete mai chiesti come investire a reddito fisso? Ma soprattutto vi siete mai chiesti come fare per guadagnare da questi investimenti?

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Noi in questa guida cercheremo di comprendere come fare per guadagnare con questi investimenti limitando al massimo i danni. Lo abbiamo fatto perché questo strumento potrebbe essere considerato come un ottimo strumento di diversificazione del portafoglio.

Ad esempio, possedere delle obbligazioni in portafoglio, sapere come e quanto investire e in che modo è molto importante, anche perché potrebbe determinare il successo o il fallimento dell’intero investimento. È molto importante in quanto ci sono delle regole base da rispettare per non commettere errori che servono a disegnare la propria asset allocation. Per questo oggi abbiamo voluto redigere questa guida.

Notate anche che alcuni esperti di mercati finanziari considerano i bond come una componente fondamentale dell’asset allocation del portafoglio.

Si tratta di investimenti che a loro dire sarebbe bene tenere anche se in minima parte, nel momento in cui ad esempio, i loro rendimenti sono inferiori alle stock. Ma per far questo, si devono analizzare alcuni dati, come ad esempio la giusta percentuale della componente obbligazionaria, o il saper scegliere tra emissioni governative e corporate.

Ancora si deve saper scegliere tra Singoli bond e fondi obbligazionari o anche tra fondi attivi e fondi passivi.

Come fare a saper scegliere quelli giusti?

Ovviamente non è semplice rispondere a queste domande. Come anche non è semplice scegliere gli strumenti migliori che permettono di far questo.

Prima di tutto, si deve analizzare il rapporto esistente tra prezzo e rendimento. Nel momento in cui salgono le valutazioni legate alle obbligazioni è chiaro che scendono i rendimenti. Al contrario, un aumento del rendimento, fa calare il valore delle obbligazioni e la loro affidabilità.

Ovviamente questo dato anche se può sembrare contro intuitivo, non lo è perché una delle ragioni di questo risiede nel rischio che il trader vuole assumersi. Ad esempio, un investitore che vuole minimizzare il rischio ovvero vuole recuperare il capitale iniziale o investe in uno strumento a lungo termine con rendimenti bassi, o investe in settori speculativi (nel caso è afferrato nel mercato) per ottenere rendimenti ottimali nel breve termine. ovviamente in entrambi i casi ci sono dei rischi.

Nel caso di investimenti speculativi, vi è il rischio di un mercato super altalenante e questo potrebbe provocare delle oscillazioni che portano alla perdita dell’intero capitale.

Nel caso in cui si opta per strategie di lungo termine, i rendimenti delle obbligazioni potrebbero essere tanto bassi da essere erosi dall’inflazione.

Infine, vi è un altro problema; quello in cui si potrebbe assistere al rischio non solo di rendimenti bassi, ma anche che questi non vengano concessi in quanto l’emittente non è in grado di restituire il prestito.

Cosa fare allora?

In questo caso l’investitore sarà disposto a comprare a patto di pagare un prezzo basso e ricevere uno yield più generoso. Vi è poi un altro fattore da prendere in esame, il rapporto legato al ciclo economico.

Al contrario di quanto avviene per i titoli azionari, il prezzo delle obbligazioni generalmente prende una via in controtendenza rispetto all’andamento dell’economia.

Ad esempio, se il PIL di un Paese è in contrazione, l’andamento della sua Borsa sarà sicuramente negativo.. questo vuol dire che il prezzo dei bond tenderà a salire.

Il perché? Perché vi è un aumento dell’incertezza legata i mercati azionari; questo porta ad un aumento della domanda di asset meno volatili come lo sono appunto i bond a basso rischio, anche se il prezzo di questi è molto più alto.

Ecco che entra in gioco il fattore contro-ciclicità dell’asset; questo viene considerato come una delle poche ragioni per cui conviene inserire tali asset all’interno del proprio portafoglio.

Questo porta ad un aumento del grado di diversificazione degli investimenti con il chiaro intento di limitare i danni. Lo si potrà fare limitando l’altalena tra alti e bassi delle performance.

Vi è poi un altro motivo per il quale il reddito fisso rappresenta una componente importante legata agli interessi che sono offerti dal bond i quali permettono di compensare eventuali perdite sul capitale nel caso di contrazione del prezzo.

Come investire a reddito fisso: quali bond preferire fra emissioni governative o corporate?

Come investire a reddito fisso
Quali operazioni di trading scegliere?

Al momento sembra meglio optare per una diversificazione di portafoglio composta da emissioni governative, le quali offrono maggiori garanzie sul capitale investito perché hanno un rischio d’insolvenza minimo o quasi pari allo zero.

Infatti, i titoli di stato offrono una maggiore copertura anche in caso di andamento negativo dell’economia e nella peggiore delle ipotesi, i tassi di interesse scendono e aumenteranno i prezzi dei titoli obbligazionari.

Nel caso si opti invece per i corporate bond si deve sapere che essi condividono solo alcuni dei rischi delle azioni emesse dell’azienda; infatti le se la società va male il prezzo di entrambi i titoli scende.

Nel caso di performance del mercato delle obbligazioni high yield esse tendono a seguire quello dei listini azionari. Si tratta di concetti che il più delle volte si traducono in statistica in un indicatore, definito come indice di correlazione, il quale misura se e in che misura il rendimento di due asset si muove nella stessa direzione.

In pratica, in caso di andamento negativo dei mercati azionari, tutti i rendimenti dei bond sono tali da compensare le perdite sofferte sulla componente azionaria del portafoglio.

Allo stesso tempo, per i i titoli corporate, la correlazione è più che positiva ed è molto alta nel caso degli high yield.

>>Leggi anche: Trading azionario: cos’è e come funziona?

Come investire a reddito fisso: quanto investire in bond?

Al momento non è semplice affermare come e dove investire. È difficile affermare con precisione quella che la percentuale del proprio portafoglio da allocare in titoli obbligazionari. Solitamente tutto questo dovrebbe essere proporzionato anche all’età dell’investitore.

Jack Bogle, considerato dal mondo della finanza come uno dei guru storici, nonché fondatore del gruppo Vangard, sosteneva che la perfetta allocazione in bond è approssimativamente uguale all’età anagrafica.

Questo vuol dire che il tempo riduce la tolleranza al rischio.

Insieme all’anagrafe vanno considerate poi alcune altre variabili, come ad esempio il capitale umano. A seguire vi è anche la distanza dalla pensione.

Qui i giovani lavoratori devono analizzare bene come investire e farlo anche con un’attenzione particolare; essi dovrebbero accumulare dei risparmi utili durante gli anni di lavoro e puntare ad un lavoro con degli asset allocation molto più sbilanciati a favore della componente azionaria.

Tale percentuale viene man mano assottigliata in maniera progressiva a favore della componete obbligazionaria, man mano che si  avvicineranno all’età della pensione.

>>Leggi anche: Come investire con eToro nelle Smart cities? Quale potenziale investimento?

Conviene di più investire in un singolo bond o in un fondo obbligazionario?

Anche in questo caso, la scelta non è semplice e molto dipende dalla propensione al rischio. Scegliere tra investire in singole emissioni o investire in un fondo obbligazionario, non è semplice e solitamente si opta per il secondo caso soprattutto per due motivi:

  1. Avere una maggiore diversificazione, che aiuta a limitare la volatilità dei rendimenti. I titoli di Stato, o anche i fondi di investimento ne sono un chiaro esempio, in quanto posseggono un numero elevato di emissioni.
  2. Se si opta invece per un singolo bond, si dovrebbero comprare molti più titoli e ottenere un grado di diversificazione comparabile con quella offerta da un prodotto del risparmio gestito.

Meglio fondi attivi o fondi passivi? Quali scegliere?

Tutti i fondi che sono gestiti in maniera attiva hanno dei costi di transazione molto più alti rispetto agli ETF, che invece si limitano a replicare un indice. Questo elemento è molto importante in quanto fa pendere le preferenze verso i secondi, specie in un mercato come quello obbligazionario in cui i rendimenti sono modesti. Ma attenzione, perché questo non è sempre vero.

Infine, ci sono segmenti del mercato obbligazionario nei quali i fondi attivi possono essere utili. Ad esempio il livello delle contrattazioni nel caso in cui è basso, costituisce un ulteriore rischio per l’investitore che sarebbe costretto a uscire dal mercato nel momento in cui si verificano degli eventi specifici.

Per questo motivo il fondo gestito in maniera attiva, altro non farebbe che permettere di superare il problema legato alla scarsa liquidità di alcuni asset e quindi evitare di essere penalizzati oltremodo dalla scelta infelice di un titolo.

>>Leggi anche: Come vivere di rendita? Esempi pratici di come investire in azioni e obbligazioni 2019

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