L’elasticita della domanda

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Un concetto economico di notevole importanza è quello della elasticità della domanda che può essere considerata rispetto al prezzo oppure rispetto al reddito. La misurazione esatta della variazione della domanda al variare del prezzo o del reddito consente di conoscere le reazioni dei consumatori di fronte a questi cambiamenti del prezzo o del reddito.

In realtà ciò che ci interessa in questa sede non sono le variazioni assolute, ad esempio la variazione del prezzo da 950 a 1000 euro, da 50 a 100 euro, ma bensì le variazioni percentuali. Considerando l’esempio appena fatto dunque è facilmente intuibile che nel primo caso la variazione di 50 euro è insignificante in termini percentuali, mentre nel secondo caso la variazione è rilevante.

L’economista inglese MARSHALL ha stabilito di misurare l’elasticità della domanda attraverso un coefficiente di elasticità che viene ricavato dal rapporto fra la variazione percentuale della domanda e la variazione percentuale del prezzo o del reddito. Per cui per calcolare l’elasticità della domanda rispetto al prezzo dovremmo eseguire la seguente formula:

E = variazione % della quantità domandata / variazione % del prezzo

Da ciò l’elasticità della domanda rispetto al prezzo viene definita come “il rapporto fra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo“. In particolare la domanda di un bene è elastica quando una variazione del prezzo provoca una variazione della quantità domandata (che deve essere del 20% e oltre). Al contrario la domanda di un bene è rigida o poco elastica quando una variazione del prezzo provoca una variazione meno che proporzionale della quantità domandata (nell’ordine del 3%-2%).

I beni di prima necessità (pane, pasta, abitazioni popolari, medicinali ecc.) sono beni a domanda rigida o poco elastica, perciò non subiscono notevoli contrazioni nel caso di un aumento consistente dei prezzi. Sono beni a domanda poco elastica anche certi beni secondari (benzina, televisori, elettrodomestici, telefono, certi generi di abbigliamento ecc.) che fanno parte dei consumi abituali della famiglia media.

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