La distribuzione funzionale del reddito

distribuzione funzionale del reddito

Dopo precisazioni di cui al precedente paragrafo 3 sul reddito nazionale, torniamo al problema della distribuzione del reddito. Essa può essere considerata sotto due aspetti:

a) dal punto di vista funzionale;

b) dal punto di vista quantitativo.

Dobbiamo considerare il procedimento mediante il quale il prodotto è suddiviso tra i vari partecipanti alla produzione. Abbiamo visto che al processo produttivo concorrono, in varia misura, il fattore natura, il lavoro, il capitale, l’impresa e, da ultimo, lo Stato. Tali fattori appartengono a soggetti i quali, sia direttamente sia indirettamente, partecipano al processo produttivo. Nella distribuzione funzionale ciascun fattore produttivo riceve una remunerazione e cioè una parte di prodotto: al lavoratore dipendente spetterà il salario, all’imprenditore il profitto, al capitalista fondiario la rendita, al capitalista mobiliare l’interesse. In una economia di mercato si cercherà di determinare il prezzo di ciascun fattore per stabilire l’entità della remunerazione spettante alle categorie produttive: si applicherà, quindi, la teoria generale dei prezzi. E poiché il prezzo di ogni fattore dipende dalla produttività marginale dello stesso, se ne deduce che, se un fattore è più scarso degli altri, la sua produttività sarà piú alta e di conseguenza il prezzo più elevato: si può dire perciò che il principio della produttività regola la distribuzione funzionale del reddito.

Tuttavia, è assai difficile stabilire la misura esatta in cui ciascun fattore concorre al processo produttivo, in modo da poterne fissare con sufficiente equità la remunerazione relativa. I fattori, infatti, sono complementari tra loro e l’aumento delle dosi di uno di essi, ferme restando le dosi degli altri, fa diminuire il prezzo del primo ed elevare quello dei rimanenti. Inoltre, specie per quanto riguarda il fattore lavoro, la distribuzione funzionale del reddito in base al criterio della produttività può portare a situazioni non sempre consone ai principi di una certa giustizia distributiva. Per questo motivo che si cerca di ovviare a tali inconvenienti con la distribuzione quantitativa del reddito.

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