Rapporti economici internazionali alla fine della seconda guerra mondiale

Fondo Monetario InternazionaleAlla fine della seconda guerra mondiale, l’equilibrio economico internazionale si trovò profondamente dissestato: paesi come l’Italia, che praticamente aveva subito due occupazioni, la guerra civile e le conseguenze di una sconfitta militare, si trovavano con la moneta largamente inflazionata, le città semidistrutte, le industrie con impianti inservibili o invecchiati e con molta disoccupazione. Altri paesi, che pure erano usciti vincitori dalla guerra, essendo gravemente indeboliti, dovevano lottare per superare lo stato di crisi e di depressione. I soli U.S.A. potevano dire di essere usciti dal conflitto mondiale in condizioni di piena forma ed in grado di dirigere l’organizzazione dei nuovi piani di ricostruzione mondiale.

Ancor prima della fine della guerra, quando tuttavia già si profilava certa la vittoria contro il nazi-fascismo, le potenze alleate si riunirono nel luglio 1944 a Bretton Woods, dove vennero stipulati accordi per l’assetto economico mondiale dell’imminente dopoguerra e del futuro. I nuovi presupposti dai quali si parti in quell’occasione, furono quelli dello sviluppo economico dei popoli e dello spirito di collaborazione che dovrebbe governare gli Stati in un mondo pacifico e ordinato.

Negli accordi di Bretton Woods fu considerato estremamente importante il raggiungimento di un alto grado di benessere e di progresso per tutti gli Stati, per ottenere il quale, era necessario lo sforzo concorde ed organizzato di tutti i paesi: il risanamento economico e monetario di un paese non era, infatti, una questione puramente interna, ma un problema la cui risoluzione era di importanza internazionale. Si rammentavano le conseguenze dannose per l’economia mondiale provocate dalle manovre di risanamento monetario isolate e non coordinate che i vari paesi avevano intraprese alla fine della prima guerra mondiale.

Dagli accordi di Bretton Woods sorsero così i due organismi di portata internazionale che sono il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

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