Spread ai minimi: ecco come fare i soldi con la crisi

Pubblicato da: MatteoT - il: 30-11-2012 23:58 Aggiornato il: 30-11-2012 23:02

Nella giornata di ieri i mercati sembrano aver ritrovato la fiducia necessaria per far partire il famoso e tanto atteso rally di fine 2012, con il listino milanese che potrebbe raggiungere stabilmente i 16.900 punti. Gianluca Verzelli, vicedirettore di Banca Akros, in un’intervista ad Affaritaliani.it, ha spiegato che “Il trend positivo è dovuto a due fattori”. Vediamoli assieme.

“Da una parte, stiamo rientrando da alcuni eccessi di pessimismo che si erano manifestati. Gli approcci dei governi europei stanno svelenendo il clima che si era venuto a creare nella seconda parte del 2011. Se si pensa che poi fino a pochi mesi fa le banche spagnole dovevano fallire mentre oggi il pericolo è scongiurato e negli Stati Uniti si va verso un accordo sul Fiscal Cliff, il contesto ora è sicuramente cambiato”.

“Da un’altra parte, gli investitori hanno preso atto che nei prossimi mesi lo scenario recessivo non cambierà e, quindi, i tassi d’interesse rimarranno bassi ancora per un po’”. “Al di là delle tensioni rimandate all’anno prossimo – prosegue Verzelli – di fronte a uno scenario di tassi bassi, c’è forte domanda di bond societari, come Atlantia e Lottomatica che hanno registrato un grande successo, e sovrani visti come buone opportunità. Richieste che calmierano lo spread“.

Ad alimentare la fiducia anche il sempre più probabile buy-back di titoli di stato da parte di Atene dopo l’intesa raggiunta lunedì in seno all’Eurogruppo. In conferenza stampa il ministro delle Finanza greco, Stournaras Yannis, ha annunciato che l’operazione prenderà il via la prossima settimana potendo contare su fondi aggiuntivi (rispetto ai 44 miliardi di euro di aiuti sbloccati da Bruxelles) ottenuti da Atene per “circa 13 miliardi di euro”.

Con questi fondi, l’intento è quello di riacquistare, su base volontaria, circa il 50% dei bond ancora in circolazione, detenuti dai creditori privati. Un’operazione che lo stesso Yannis ha definito “complicata” ma necessaria per cercare di ricondurre il rapporto debito/Pil al 124% entro il 2020 come concordato lunedì con Fmi, Ue e Bce.

Per riuscirvi Yannis ha fatto appello al patriottismo, una strategia che ricorda quella adottata da mesi da altri paesi del Sud Europa: aderire all’offerta “è un dovere patriottico, è una questione di credibilità” secondo il ministro, che non ha per ora fornito i dettagli dell’operazione, come è logico che sia visto che nel frattempo le quotazioni dei titoli interessati stanno già risalendo a razzo sul mercato secondario.

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