Il 2013 secondo Credit Suisse: ecco su che azioni puntare

Pubblicato da: MatteoT - il: 17-12-2012 10:00 Aggiornato il: 16-12-2012 18:10

Come sarà il 2013 sui mercati finanziari europei? Gli analisi sembrano attendersi un quadro positivo e leggermente migliore di quello che ha caratterizzato il 2012, soprattutto per quanto riguarda la seconda metà del prossimo anno. Il tutto grazie ad un maggiore attivismo delle banche centrali, Fed e Bce su tutte.

Credit Suisse, in un report recente dedicato alle prospettive dei mercati azionari e del reddito fisso europei, scrivono che le maggiore speranze per i listini azionari sono da ricercare in un’ulteriore espansione del bilancio delle banche centrali nel riacquisto di bond sul mercato, piuttosto che dalla forza della crescita degli utili aziendali.

Il crescere delle attese in termini di inflazione dovrebbero tornare a rendere le azioni una asset class attraente in termini sia relativi sia assoluti, mentre i tradizionali strumenti a “basso rischio” come i titoli di stato tedeschi e statunitensi, usualmente considerati “paradisi sicuri” potrebbero diventare la classe a maggior rischio nel corso del 2013.

In termini di indici, gli esperti dell’istituto elvetico, stimano che a fine anno si potrà vedere l’S&P500 toccare i 1.500 punti – oggi si trova a 1.420 punti -, l’Eurostoxx50 a 2.750 punti – mentre ora si ferma sui 2.627 punti – e l’Ftse-100 di Londra sui 6.600 punti – mentre ora è fermo a 5.930 punti.

Per i titoli di stato i rendimenti sui decennali guida potrebbero invece risalire (e quindi le quotazioni calare): nel caso dei T-bond americani si passerebbe dall’attuale 1,73% al 2%, il Gilt inglese dall’1,75% vedrebbe il rendimento risalire al 2,65% e il Bund decennale che attualmente paga l’1,35% finirebbe l’anno con un tasso attorno all’1,90%.

In campo aziendale, interessanti ritorni potrebbero essere offerti da emittenti dai fondamentali forti; stiamo parlando di “gente” come Barclays, Hsbc, Jp Morgan, Nordea, Rabobank o Ubs, o solo su titoli “senior” o “lower tier 2” nel caso di emittenti con fondamentali medi (da Bank of America a Bbva, da Bnp Paribas a Citigroup, da Credit Agricole a Goldman Sachs, piuttosto che ING, Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley, Santander, Societe Generale o UniCredit) o anche deboli (come Commerzbank, Dexia, Lloyds, Rbs o Montepaschi).

Parlando, invece, del comparto auto, Credit Suisse suggerisce di puntare su Volkswagen e Bmw, ma di tenersi lontani da Fiat e Peugeot; tra le banche piacciono Hsbc, Swedbank e Ubs, mentre non convincono Mps, Ubi Banca e Banco Sabadell; nel settore petrolifero Eni piace, come pure BP, Petrofac e Pgs, non altrettanto si può dire di Statoil, BG Group, Technip e Sbm.

Dovendo sintetizzare i “consigli per gli acquisti” in una focus list europea, gli esperti scelgono dieci titoli in tutto: BT Group, Capita, Iberdrola, Intek, Next, Rio Tinto, Roche, Ryanair, Smiths Group e Vivendi.

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