Gli Junk Bond: sicurezza o bolla?

Pubblicato da: MatteoT - il: 23-02-2013 10:00 Aggiornato il: 19-02-2013 14:47

I titoli ad alto rischio, i famosi junk bond, stanno avendo un trend che fa ben sperare per le loro performance in questo 2013; secondo la banca sivzzera Sarasin, pur avendo questi un rischio di insolvenza maggiore e rating non proprio sfavorevoli, potrebbero essere la rivelazione di quest’anno.

bancarotta

Il tutto viene favorito dalla politica delle banche centrali di Usa, Giappone ed Europa che hanno portato i rendimenti dei titoli di Sato al minimo costringendo chiunque fosse alla ricerca di un entrata extra, a cercare altrove.

Ma anche se “il 2012 è stato un anno fantastico per i mercati del credito – in particolare per le obbligazioni ad alto rendimento” stando a quanto dichiarato alla CNBC da Sergio Andenmatten, di Sarasin, resta pur sempre il fatto che gli investitori si stanno letteralmente dividendo sul comportamento da adottare nei confronti dei junk.

E nonostante il fatto che i mercati del credito non possono eguagliare le prestazioni dello scorso anno, Andenmatten, si dichiara pronto a scommettere che i bond ad alto rischio potranno dare grandi soddisfazioni “soprattutto per l’azionario europeo, proprio in previsione di un ritorno della fiducia nel vecchio continente finora visto a un 4,7%, ma sul fronte dei junk bond ci potrebbero essere punte del 9% che non dovrebbero essere pericolose”.

“Il panorama che vede molto l’aumento della paura sui bassi tassi di interesse e altrettanta bassa crescita, gli investitori sono costretti a cercare al di fuori dei propri mercati, su orizzonti spesso nuovi. Le obbligazioni ad alto rendimento, in questo caso offrono un aspetto particolarmente interessante” ha detto.

Di altro avviso, invece, Jonathan Compton, amministratore delegato di Bedlam Asset Management, secondo cui proprio i mercati emergenti, quelli tanto decantati dagli analisti come grande novità del 2013, potrebbero essere oggetto di una bolla speculativa incontrollabile.

Le dinamiche che regolano quei mercati sono molto più varie e spesso non corrispondenti con quelle che noi siamo abituati a vedere. PEr questo motivo il rischio è grande anche in vista di svalutazioni di fatto delle altre monete internazionali cosa che potrebbe influenzare negativamente le loro economie interne a danno dell’export, spesso unico elemento attivo”.

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