Credit Suisse: 5 motivi per essere ottimisti in Borsa

Pubblicato da: MatteoT - il: 18-03-2013 16:57 Aggiornato il: 18-03-2013 15:04

Affermare oggi quanto esplicitato nel titolo non è certamente facile. La crisi che sta colpendo Cipro ed il suo sistema bancario, con il possibile prelievo forzato di una percentuale dei depositi dei correntisti ciprioti, sta affossando i mercati che, dall’apertura, si stanno muovendo in deciso e sostanziale ribasso.

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Tuttavia, fino a poche ore fa, dagli Stati Uniti giungevano importanti notizie che portavano gli esperti a guardare con più positività verso Wall Street, dopo i nuovi record fatti registrare negli ultimi giorni della scorsa settimana. Gli analisti di Credit Suisse credono che l’Eurostoxx 50 potrebbe arrivare a 2.800 punti, il Ftse100 a 7.000, il Nikkei 225 a 13.000 e l’Msci World a 410.

Ecco cinque motivi che sosteranno la ripresa delle borse mondiali.

1) Crescita del Pil globale: il settore privato, negli Stati Uniti, sembra sufficientemente forte per fronteggiare l’aumento fiscale fino al 2,5% del Pil nel 2013. Nell’Eurozona, invece, la possibilità di attivare l’Omt ha consentito la discesa dei rendimenti sui titoli di Stato spagnoli. Anche dal Giappone arrivano segnali positivi, con i politici che sembrano determinati a mettere fine alla fase di deflazione tramite l’attivismo della Bank of Japan e la politica fiscale. In sintesi il Pil mondiale dovrebbe evidenziare la prima crescita in undici trimestri.

2) L’attivismo delle banche centrali: da dicembre 2012, i bilanci delle banche centrali hanno accusato il calo maggiore dal 2009 a questa parte. Questa situazione, secondo gli analisti di Credit Suisse, è destinata a cambiare. Essi credono che la BoJ e la BoE diventeranno più aggressive; questo contribuirà ad alimentare le aspettative di inflazione e la liquidità di eccesso. Due effetti che andranno a migliorare l’appeal delle azioni.

3) Il buon avvio del 2013: era dal 1970, quando i mercati salirono del 6% circa tra gennaio e febbraio, che le Borse non mettevano assieme un inizio di anno così positiva.

4) Le valutazioni sono interessanti: il risk premium del mercato Usa è intorno al 6%. Un dato che indica una sottovalutazione delle azioni rispetto ai bond in base al modello elaborato dagli analisti del Credit Suisse, centrato sull’ipotesi di un rendimento medio dei dividendi 2013 del 2,2% che sale al 3% se si assume un rapporto di payout del 45%.

5) Gli spostamenti nell’asset allocation: le quotazioni delle azioni sono più che raddoppiate dal marzo del 2009 nonostante deflussi per 120 miliardi di dollari dai fondi azionari globali. Di recente il quadro è cambiato e ci sono stati flussi in entrata sia nei fondi retail sia in quelli istituzionali. Un segnale incoraggiante che è rafforzato dal sondaggio recente svolto dalla banca d’affari elvetica, che indica come l’80% degli interpellati si aspetti che le azioni siano l’asset che evidenzierà la migliore performance nei prossimi cinque anni, contro lo 0,3% che punta sui bond. Nei prossimi mesi le aspettative sono quindi di un deciso spostamento dell’asset allocation dei grandi investitori verso le azioni.

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