Faber: “Entro l’estate il crash dell’azionario”

Pubblicato da: MatteoT - il: 07-04-2013 10:00 Aggiornato il: 03-04-2013 15:16

Il problema principale non è tanto la struttura bancaria o il debito statale, quanto la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza con il 90% della ricchezza mondiale in mano al 5% della popolazione, una situazione insostenibile che provocherà squilibri continui anche a livello sociale, con gravi problemi per chi ha ricchezza e genera ricchezza.

bomba

Ciò che è avvenuto a Cipro accadrà in tutto il mondo e per primo nelle economie occidentali. Per questo motivo bisognerà iniziare a ragionare in modo diverso e prepararsi a perdere dal 20 al 30% del proprio capitale e, in casi estremi, essere fortunati se non si perde la vita!”.

Di certo non ha mezze misure il famoso economista (e catastrofista) Marc Faber che, impressionato per quanto accaduto a Cipro, teme anche forti ripercussioni sull’intero sistema azionario, in primis quello statunitense.

In un’intervista telefonica rilasciata alla Cnbc, si è dichiarato estremamente preoccupato per l’andamento del mercato soprattutto per quello emergente che non ha dato i risultati sperati. “Ma ciò che fa riflettere è che la maggior parte delle persone, il resto della popolazione, non avendo ricevuto i benefici dei rialzi del mercato, deve scontare le perdite dovute a un aumento del costo della vita e sappiamo tutti che i redditi reali delle famiglie sono in calo da diverso tempo, un trend che si è accentuato negli ultimi anni” ha detto.

E questo è un punto dolente per un’economia basata al 70% sulla spesa dei consumatori. Con l’approssimarsi della stagione degli utili, il divario arriverà allo scoperto e ciò segnerà l’inizio della fine, con il tracollo delle azioni soprattutto di quelle importanti che già attualmente non sono in prima linea nelle performance, come GE, IBM, Federal Express, Yum, Intel, Merck, Oracl, le cui azioni sono al pari dei livelli di novembre e in calo rispetto a gennaio.

Gli Usa sono gli unici finora attivi e quando nel passato si sono verificate situazioni del genere, è stato sempre il preludio di una catastrofe (lui stesso ha citato il NASDAQ nel 1997-2000 e il mercato immobiliare e delle materie prime nel 2008).

Penso che potremmo benissimo salire e poi avere un crack già a cominciare dall’estate. Per questo non sono ottimista sul mercato nè short sull’azionario Usa anche a causa della Fed. Data la scarsa prospettiva in Europa e il rallentamento delle economie emergenti, dati che sono stati confermati da aziende come Caterpillar e McDonald, direi che sia ricavi che i guadagni continueranno a deludere”.

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