Slovenia: si alza lo spread, liquidità fino a settembre 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-04-2013 14:24

Nemmeno il tempo di assorbire la crisi di Cipro che l’Europa, nelle prossime settimane, dovrà fronteggiarne un’altra. Ve ne avevamo già parlato: si tratta della Slovenia. La piccola repubblica ex jugoslava, un tempo considerata come autentico modello, sta affrontando la recessione e degli ingenti problemi al settore finanziario.

Errore

I timori crescono, anche sul fronte obbligazionario. Lo spread tra i titoli di Stato sloveni ed i bund tedeschi è salito oltre i 400 punti base, facendo aumentare il nervosismo e l’attenzione verso Lubiana. Il nuovo governo di centrosinistra, guidato dalla giovane Alenka Bratusek, deve fare in fretta.

“Io voglio concentrarmi sui contenuti e su piani concreti e non cedere all’isterismo”, ha dichiarato il nuovo ministro delle Finanze Uros Cufer. Il primo problema è salvare le banche. I crediti in sofferenza pesano per circa un quinto della capitalizzazione delle banche slovene, e un terzo dei crediti concessi alle aziende non è più rimborsato da mesi.

Il precedente governo, guidato dal conservatore Janez Jansa, aveva proposto la creazione di una bad bank, il nuovo esecutivo dubita che basti. “Non credo che risolveremo i nostri problemi solo salvando le banche, dobbiamo anche rilanciare l’economia”, ha sottolineato Cufer. Entro fine aprile, il ministro delle Finanze vuole presentare all’Unione europea (e soprattutto all’eurogruppo) un piano di stabilizzazione economica.

Le banche slovene sono, in maggioranza, controllate dallo Stato. Il rischio è quello di innescare un circolo vizioso. Lubiana, come dicono i ben informati, potrebbe avere liquidità a disposizione solamente fino a settembre 2013. Il nuovo governo medita anche sull’opportunità di un aumento dell’iva e altre misure tributarie, ma il rischio in questo caso è come sempre quello di aggravare la recessione.

Certo, il governo di Alenka Bratusek ha anche in parte ragione quando sottolinea che il debito sovrano sloveno è appena il 54 per cento del prodotto interno lordo (pil), e che la capitalizzazione delle banche del piccolo paese arriva a un valore che è circa il 130 per cento del pil, e non già un mostruoso 800 per cento come a Cipro.

Entro l’estate Lubiana deve rimborsare tre miliardi del suo debito sovrano. E ciò potrà diventare problematico. Una soluzione allo studio sono ampie privatizzazioni in più comparti economici, ma resta da vedere se l’urgenza del rigore riuscirà politicamente a imporsi e ad avere la meglio su quegli interessi consolidati.

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