Btp Italia vs. Conti depositi: cosa è meglio?

Pubblicato da: MatteoT - il: 17-04-2013 10:30 Aggiornato il: 16-04-2013 21:06

Come ben sappiamo, visto le numerose notizie di queste ultime ore, la quarta emissione dei Btp Italia si è chiusa ieri quando il Tesoro ha deciso di terminare anticipatamente le sottoscrizioni dopo aver raccolto la bellezza di 17 miliardi di euro in due giorni, contro i 18 dello scorso ottobre 2012.

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Questa emissione, rivolta sempre agli investitori retail, ha come obiettivo quello di proteggere i risparmi dall’inflazione visto che il tasso minimo garantito lordo è del 2,25%, a fronte di una inflazione stimata all’1,6%. Esattamente ad un anno dalla prima emissione dei Btp, il governo, complice di un rinnovato clima di fiducia sui mercati obbligazionari europei, spera di avvicinarsi al successo della prima edizione di Btp Italia, in cui furono collocati titoli per ben 7 miliardi di euro.

La situazione, rispetto ad un anno fa, sembra però diversa. Allora i rendimenti erano più alti, anche in virtù di una maggiore inflazione. Le banche, poi, stanno rivolgendo la propria attenzione verso altre forme di risparmi, come ad esempi per i conti deposito. In questo senso si legge l’iniziativa di Banca Marche che ha deciso di offrire alla propria clientela un prodotto in grado di raggiungere il 5% di rendimento lordo annuo ai suoi risparmiatori.

Il tasso di interesse nominale dei Btp è determinato dal tasso di rendimento reale sommato al tasso di inflazione calcolato sull’andamento dell’indice Foi, tabacchi esclusi. In aggiunta a ciò un’ulteriore garanzia di protezione del valore nominale del capitale in caso di deflazione e un premio fedeltà dello 0,4% per chi mantiene il titolo fino alla data di scadenza, rendono i Btp un investimento al riparo dalla svalutazione.

I Btp Italia, poi, sono quotati sul mercato secondario senza penalizzazioni, ma nel caso in cui il rischio percepito dal mercato sul rendimento dei titoli aumenti, non si sarebbe al riparo di quantomai probabili svalutazioni. In quest’ottica i conti deposito garantiscono comunque la possibilità di rientrare in possesso del capitale investito, ferme restando le condizioni imposte dalle banche.

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