Rischio investimenti: l’analisi per Paese

Pubblicato da: MatteoT - il: 21-04-2013 11:00 Aggiornato il: 19-04-2013 15:45

Pubblichiamo di seguito l’analisi del rischio investimento nei vari paesi redatta dalla Divisione Studi Economici e Training di Sace. Aggiornamento del 15 aprile.

bomba

ARGENTINA
Il ministero del commercio ha bloccato i prezzi dei carburanti per sei mesi, nel tentativo di combattere l’elevato tasso di inflazione, che secondo stime indipendenti supera ormai il 20%. Già a febbraio il governo aveva congelato il prezzo dei beni alimentari di base per due mesi, un provvedimento poi esteso fino a giugno. L’intervento sui prezzi del carburante conterrà l’inflazione e aumenterà la popolarità del governo, anche in vista delle elezioni di mid-term di ottobre. Tuttavia, probabilmente peggioreranno le condizioni operative, già difficili, del settore idrocarburi, causate dalle precedenti politiche sui prezzi, proprio mentre si stima un aumento dell’import di greggio, dopo l’incendio della più grande raffineria del paese.

BULGARIA
Le autorità giudiziarie hanno avviato cinque indagini nel settore dell’energia elettrica, a seguito degli aumenti delle tariffe che hanno portato alle dimissioni del governo lo scorso febbraio. Nelle indagini è coinvolta, oltre alle compagnie operanti nel comparto energetico, la commissione di regolamentazione dell’energia (SEWRC), che non avrebbe ottemperato ai suoi compiti di vigilanza sul settore. Inoltre, oggetto di indagine è l’acquisto da parte di NEK, società energetica statale, dell’elettricità prodotta dagli impianti Maritza 1 e Maritza 3.

CINA
Fitch ha tagliato da AA- ad A+ il rating su debito pubblico denominato in yuan, confermando invece il giudizio A+ su quello in valuta estera. Sebbene il downgrade riguardi solo il debito in valuta locale, esprime una preoccupazione riguardo la sostenibilità della crescita cinese in questa fase di transizione. Fitch ha messo in guardia dai crescenti rischi sulla stabilità finanziaria del paese, citando la notevole espansione del credito bancario che ha caratterizzato l’economia cinese negli ultimi anni. Il volume totale del credito erogato, incluso il cosiddetto shadow banking (sistema bancario ombra che comprende gli intermediari finanziari non bancari), è stimato essere pari al 198% del PIL a fine 2012, rispetto al 125% di fine 2008.

EGITTO
Mentre proseguono i negoziati con il FMI per un accordo che, date le difficoltà economiche del paese, potrebbe prevedere un supporto finanziario superiore ai USD 4,8 miliardi inizialmente previsti, Libia e Qatar hanno annunciato all’Egitto nuovi aiuti per USD 5 miliardi: Il premier qatarino ha anticipato l’acquisto di titoli di Stato egiziani per USD 3 miliardi, mentre la Libia erogherà un prestito quinquennale a titolo gratuito per USD 2 miliardi. I nuovi fondi contribuiranno ad allentare le pressioni sulle riserve di valuta estera, scese a USD 13,4 miliardi a marzo (inferiori a 3 mesi di import).

GIORDANIA/IRAQ
Siglato l’accordo per la costruzione di una pipeline doppia (petrolio/gas), che collegherà Basra, in Iraq, con il porto di Aqaba, in Giordania, per un investimento pari a USD 18 miliardi. La capacità della pipeline sarà di 1 milione b/g di greggio e circa 258 milioni di mc di gas. Circa 150.000 b/g di greggio saranno destinati al consumo giordano, mentre il resto sarà esportato tramite Aqaba, generando ricavi annui per USD 3 miliardi, fondamentali per le finanze pubbliche del paese (deficit/PIL nel 2012 stimato al 10,7%). La costruzione di una prima sezione della pipeline in territorio iracheno partirà entro il 2013, mentre a inizio 2014 sarà indetto un bando per il collegamento tra Iraq e Giordania. La pipeline dovrebbe essere operativa per la fine del 2017.

INDONESIA
Il ministro delle risorse minerarie Jero Wacik ha dichiarato che il governo potrebbe rivedere i termini della regolamentazione del settore minerario lanciata nel 2012. La normativa introduceva maggiori imposte sull’export di minerali grezzi, il divieto assoluto di export di minerali non lavorati entro il 2014 e l’obbligo di costruzione di impianti di lavorazione dei minerali estratti da parte degli operatori. Tuttavia le pressioni successivamente ricevute dalle aziende del settore e le difficoltà dal punto di vista burocratico, hanno determinato la recente apertura del governo volta a evitare ripercussioni negative sulla percezione del rischio da parte degli investitori esteri.

IRAQ
Per la prima volta il Kurdistan ha venduto un carico di greggio sui mercati internazionali, una decisione che farà ulteriormente salire la tensione con il governo centrale, dopo le problematiche legate all’approvazione del budget 2013. Il greggio, proveniente dai giacimenti operati dalla società anglo-turca Genel Energy, è stato trasportato su camion attraverso il confine settentrionale irakeno, verso la Turchia, ed è stato venduto tramite asta a una società tedesca, che ha acquistato 30.000 tonnellate di petrolio, per un valore di mercato di circa USD 22 milioni. La sfida tra autorità locali e centrali per il controllo dei giacimenti petroliferi di cui il Kurdistan è ricco è un elemento di forte instabilità per il paese, anche alla luce del coinvolgimento della Turchia.

MAROCCO
E’ stato siglato l’accordo per il quarto pacchetto di conversione di una quota del debito marocchino verso l’Italia, pari a EUR 15 milioni. Nell’ambito dell’intesa, la cancellazione del debito corrisponde al finanziamento, per lo stesso importo, di iniziative nei settori dello sviluppo umano, dell’archeologia e della sanità. Il primo pacchetto di conversione del debito marocchino verso l’Italia risale al 2000, per un importo pari a circa USD 100 milioni.

OIL
La crescita della domanda di greggio nel 2013 sarà più debole del previsto. Le principali agenzie internazionali hanno tagliato le stime per l’anno in corso: l’International Energy Agency prevede una crescita della domanda pari a 795.000 b/g (-25.000 b/g rispetto alle stime precedenti), mentre l’OPEC si aspetta un incremento di 800.000 b/g (-40.000 b/g). Tra i motivi della debolezza della domanda, per l’OPEC, ci sono i consumi di greggio inferiori alle attese nelle economie avanzate, in particolare Europa e Giappone. Pe quanto riguarda la produzione di greggio dei paesi OPEC, a marzo è scesa di 100.000 b/g a 30,19 milioni b/g: l’output dell’Arabia Saudita, il principale esportatore OPEC, è rimasto sostanzialmente invariato a 9,14 milioni b/g.

SLOVENIA
L’asta dei titoli di Stato non è andata come sperato, e il governo è riuscito a raccogliere solo EUR 56 milioni dei 100 che si era prefissato. Tale esito riflette la sfiducia nei confronti di un’economia in recessione (PIL -2,3% nel 2012) e con un sistema bancario in crisi: a fine 2012 i non performing loans ammontavano a EUR 7 miliardi, pari a circa il 15% del totale dei crediti e al 20% del PIL. Secondo le autorità slovene, la necessità di ricapitalizzazione delle banche è di EUR 1 miliardo (3% del PIL), ma secondo l’OCSE, che critica al paese la scarsa supervisione e governance degli istituiti bancari, si tratta di un dato sottostimato. A giugno è prevista una nuova asta, in concomitanza della scadenza del debito pubblico per EUR 1 miliardo.

UCRAINA
Ancora nessun accordo con il FMI per il prestito da USD 15 miliardi chiesto dall’Ucraina per far fronte alle criticità economiche. Al termine della missione a Kiev, il Fondo ha comunicato che i negoziati proseguiranno, ricordando che i temi centrali per un nuovo programma saranno la riduzione dei deficit di bilancio e di parte corrente, la riforma del settore bancario e di quello energetico. I sussidi ai prezzi al consumo del gas (pari a circa il 5% del PIL) continuano ad essere un tema divisivo tra le parti, con il governo ucraino che respinge la proposta del FMI di tagliarli. Il mancato accordo potrebbe avere un impatto negativo sul sentiment di mercato, rendendo più difficile e oneroso per il paese il rifinanziamento del debito in scadenza nel 2013 (USD 9 miliardi).

ZIMBAWE
Il National Indigenisation and Economic Empowerment Board (NIEEB) ha annunciato la chiusura delle filiali locali della banca Standard Chartered e delle società minerarie Metallion Gold e Duration Gold, fino a quando non rispetteranno la legge sull’indigenizzazione. Tale provvedimento, sostenuto dal presidente Mugabe nel quadro della politica di “decolonizzazione economica” del paese, obbliga le società con un attivo annuo superiore ai 500.000 dollari a cedere il 51% delle proprie azioni a cittadini “indigeni”. Nonostante la presa di posizione del NIEEB, il governatore della Reserve Bank of Zimbabwe ha spiegato che Standard Chartered non perderà la licenza bancaria, mettendo in guardia dai rischi sistemici legati a una decisione di questo tipo.

Fonte: trend-online.com

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