Analisi tecnica euro/dollaro 22 aprile 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 22-04-2013 15:47 Aggiornato il: 04-08-2015 15:22

Quella terminata alle 23.00 di venerdì 19 aprile 2013 è stata una settimana decisamente movimentata per il cambio EUR/USD che, come ben sappiamo, è riuscito a far segnare nuovi massimi di breve periodo per poi cadere nel finale e chiudere in ribasso. Il segno meno, tra l’altro, sta caratterizzando anche la seduta di oggi, la prima di questa nuova settimana.

grafico

In questi cinque giorni sono molti i market mover interessanti che potranno andare ad influenzare l’andamento della major più scambiata sul mercato del Forex; si va dal PMI di Francia e Germania all’indice sulla fiducia delle aziende. Prima di vedere i principali, però, è importante sottolineare che la crescita del cambio è dovuta, in prevalenza, al differente approccio politico da parte delle Banche centrali: Stati Uniti e Giappone, a contrario della BCE, proseguono su piani di stimolo economico e di allentamento monetario.

Un accenno alla possibilità di un taglio ai tassi di interesse è stato sufficiente a mandare al ribasso l’Euro, riportando tutti alla dura realtà: l’economia dell’Eurozona è deludente tanto alla periferia, quanto alle nazioni core. L’indice ZEW dalla Germania ha riportato una lettore inferiore alle attese: anche l’economia tedesca è finita nel morso della crisi? Gli investitori presteranno molta attenzione ai prossimi dati in pubblicazione.

Nel pomeriggio di oggi sarà rilasciato il dato sulla fiducia dei consumatori dell’area Euro che, per il mese di aprile, dovrebbe rimanere sullo stesso livello di marzo, – 23,5, quando era comunque in ripresa rispetto al – 23,6 di febbraio. Martedì, invece, sarà la giornata degli indici PMI manifatturiero e dei servizi in Francia ed in Germania.

Senza dimenticare l’indice IFO che, essendo un misuratore del sentiment tedesco, potrà sbilanciare di molto l’operatività e l’andamento di queste due valute. Per il mese di marzo la lettura è stata di 106,7, in calo rispetto al 107,4 di febbraio; per la Germania, anche visto la pubblicazione al di sotto delle attese del mese scorso, si attende un ulteriore calo a 106,4.

Venerdì, la Bce, rilascerà l’indicatore M3 Money Supply, che misura la quantità di Euro in circolazione. A marzo il dato ha riportato un aumento su base annua del 3,1%, inferiore comunque al 3,5% di febbraio ed alle stime di 3,2%. Mario Draghi, recentemente, ha affermato che la priorità assoluta dell’istituto da lui guidato è, in questo momento, cercare di facilitare l’accesso al credito alle imprese ed alle famiglie. Per questa lettura del M3, gli analisti prevedono un aumento del 3.0%.

Veniamo però agli aspetti tecnici che stanno caratterizzando il cambio EUR/USD durante queste ultime settimane. Nei giorni scorsi si è mantenuto tra 1,3030 e 1,3100 con movimenti che hanno avvicinato la resistenza in area 1,3200 e che hanno portato il cambio vicino 1,3000. Quella dell’1,3200 è diventata una nuova resistenza, visto che sta facendo da tappo durante il mese di aprile e, poco prima, troviamo 1,3170 che è il picco di settembre.

1,3000 è una linea molto importante perchè, oltre che essere cifra tonda, è stata una resistenza molto efficace durante settembre ed in questo momento, invece, funge da supporto statico. 1.2960 ha fornito un certo sostegno all’inizio dell’anno ma si sta rafforzando e rimane una linea sempre importante.

Più in basso non trascuriamo 1,2880 che ha funzionato, nel 2012, sia da resistenza che da supporto ed 1,2750, che è stata separatore tra i movimenti ribassisti e rialzisti durante novembre 2012 e marzo 2013.

Chiudiamo, come sempre, con il sentiment che, nonostante le note ed i picchi positivi, rimane comunque ribassista anche in virtù delle conferme arrivate da molti istituti d’affari a livello mondiale. Le situazioni Cipro, Slovenia e Portogallo non sono ancora risolte e la debolezza economica di Paesi importanti come Francia e Germania non può che acuire le preoccupazioni.

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