Slovenia: Moody’s taglia il rating

Pubblicato da: MatteoT - il: 01-05-2013 11:29

La Slovenia è sempre più in crisi. Solamente poche ore fa è arrivata la notizia che Moody’s ha tagliato il rating del Paese e, nella sua nota, non ha escluso che lo stess abbia bisogno, a breve, di un piano di salvataggio. L’agenzia di rating ha comunicato di aver rivisto al ribasso il merito creditizio del Paese da Baa2 a Ba1 (il livello “junk”), mantenendo un outlook negativo che potrebbe essere il preludio a un nuovo possibile declassamento.

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Il doppio downgrade è stato giustificato dalle condizioni in cui versa il settore bancario sloveno, dal marcato peggioramento del bilancio del governo e dalle prospettive incerte di finanziamento che aumentano la probabilità di dover ricorrere a un aiuto esterno. Moody’s prevede una contrazione dell’economia slovena dell’1,9% nel 2013, prima di una debole ripresa nel 2014 con un’espansione dello 0,2%.

La Slovenia è “vulnerabile a shock esterni, quali la crisi di Cipro, e questo potrebbe rendere difficile” per il paese finanziarsi a “tassi sostenibili. Il che aumenta la probabilità che le autorità avranno bisogno di richiedere aiuto esterno”, ha scritto l’agenzia. Subito dopo il declassamento, il ministero delle Finanze di Lubiana ha rinviato un’asta da 2,2 miliardi di euro di titoli di stato a 5 e 10 anni.

La decisione dell’agenzia di rating, però, è arrivata proprio nel giorno in cui il fondo pensioni dello Stato sloveno ha iniziato a risarcire 26mila pensioati del Paese per alcune decurtazioni sulle loro pensioni. La restituzione si è resa necessaria dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale parte dell’articolo 143 della legge che parlava dei tagli alle pensioni.

Le spese per il fondo pensionistico, secondo le stime del governo, si calcolano in 28,5 milioni di euro. I pensionati, penalizzati dalla legge sul pareggio di bilancio, torneranno così a percepire la somma precedente all’approvazione della legge in questione. Il 20% del rimborso verrà effettuato a giungo, mentre per il restante 80% si dovrà probabilmente aspettare fino a maggio dell’anno prossimo.

Nel frattempo, il parlamento di Cipro ha approvato a risicata maggioranza il controverso piano di salvataggio concordato con i creditori internazionali per scongiurare la bancarotta. L’intesa con Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionali è stata sostenuta da ventinove parlamentari e osteggiata da ventisette, in un voto trasmesso in diretta televisiva.

Il piano prevede un contributo di 13 miliardi di euro e la prima erogazione è prevista per il mese prossimo. In cambio del piano di sostegno Nicosia dovrà ristrutturare il settore bancario del Paese e ridurre il deficit di bilancio del governo aumentando le imposte, riducendo i dipendenti della pubblica amministrazione e privatizzando alcune società pubbliche.

Fonte: milanofinanza.it

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