Germania in recessione: basta politiche di austerità

Pubblicato da: MatteoT - il: 19-05-2013 11:52

Arrivano direttamente da Jeorg Asmussen, membro tedesco del consiglio della Bce, le parole che prevedono che la crescita in Germania continuerà lievemente anche nel secondo trimestre del 2013. Lo stesso rappresentante della Germania, però, ha avvertito che la più grande economia europea rischia di tornare ad essere, di nuovo, il “malato d’Europa”, ossia l’etichetta che venne affibiata al Paese tedesco circa un decennio fa.

analisi tecnica 2

Cinque anni dopo la caduta del Muro di Berlino, nel 1994, l’unificazione del Paese sembrava un’utopia, un progetto destinato al fallimento. La parabola discendente della Germania, costretta a lottare contro i costi della riunificazione, sembrava inarrestabile e senza precedenti.

Sembrava, appunto. Nel 2004 infatti, il Paese riuscì ad emergere dal proprio torpore e malessere e a compiere quello che fu definito un miracolo di rinascita economica. La Germania affrontò e superò la recessione diventando una rara isola di prosperità in Europa, passando da “malato d’Europa” a locomotiva del Vecchio Continente.

Il motivo? Le performance della Germania, nei primi due anni della crisi dell’Eurozona, sono state decisamente superiori rispetto a quelle di molti altri Paesi europei. Altrettanto, però, non si può dire di questi ultimi mesi: basti pensare alla crescita di un risicato 0,1% avvenuta nel primo trimestre del 2013 nel Paese, seguita alla contrazione dello 0,6% dell’ultimo trimestre del 2012. Il Paese, quindi, è riuscito a mala pena a scongiurare il rischio recessione.

“Penso che ci siano buone ragioni per credere che il secondo trimestre sarà migliore del primo”, ha detto Asmussen. Oltre ad essere un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, Asmussen appartiene ai socialdemocratici di centro-sinistra (SPD), il partito che sta lottando per spodestare il cancelliere conservatore Angela Merkel nelle elezioni tedesche in programma a settembre.

Ma il rischio che la locomotiva d’Europa, possa tornare a rivivere i suoi anni bui, esiste. La Germania ha bisogno di riforme e se non continuerà lungo questa strada, nell’arco di cinque–dieci anni tornerà ad essere il “malato d’Europa”, ha sentenziato Asmussen. Istruzione, infrastrutture, sistema fiscale, forniture energetiche, cambiamenti demografici, sono alcune delle aree che necessitano di una revisione.

Asmussen ha dichiarato che la BCE avrebbe perseguito una politica monetaria espansiva per tutto il tempo necessario, dopo che a inizio maggio, per la prima volta in 10 mesi, l’Istituto di Francoforte ha deciso di tagliare i tassi di interesse. “Ma abbiamo bisogno di tenere a mente che una lunga e permanente politica di bassi tassi di interesse comporta rischi, perché incoraggia gli investitori a cercare rendimenti crescenti altrove, e può portare ad una cattiva allocazione del capitale”.

Il membro della BCE ha infine ribadito che entro la metà del 2014 dovrebbero essere completati tutti gli elementi di un sindacato bancario europeo, inclusa l’istituzione di un’autorità centralizzata per la dismissione di banche in difficoltà.

Un supervisore che non possa credibilmente chiudere una banca, perché non sa quello che accadrà in seguito è come una tigre senza denti“, ha detto Asmussen in occasione di un evento mediatico a Berlino. “Abbiamo bisogno di tutti gli elementi di un sindacato bancario – ne abbiamo bisogno a livello di uno strumento comune e penso anche che possiamo farlo entro la prossima estate se lavoriamo duro”, ha concluso Asmussen.

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