Croazia nell’Unione Europea: dal 1° luglio 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-06-2013 22:00 Aggiornato il: 05-06-2013 21:35

Ormai ci siamo. A partire dal 1° luglio 2013, anche la Croazia entrerà a far parte dell’Unione Europea. Tim Judah, opinionista per Bloomberg, ha incontrato a Londra il presidente croato, Ivo Josipovic, e non ha potuto fare a meno di chiedergli: perché la Croazia vuole entrare nell’Unione Europea? Proprio ora che il governo Islandese ha messo in pausa i negoziati ed il Regno Unito sta seriamente pensando di abbandonare l’UE.

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“Mi hanno fatto questa domanda migliaia di volte” ha detto Josipovic, ma la ragione principale, ha poi spiegato, è che a differenza di altri paesi, la Croazia non ha dimenticato che l’Unione Europea è stata creata come un progetto di pace, un progetto che serve ancora. L’Unione Europea, per la Croazia, è quel progetto di pace che consentirebbe di riunificare la Croazia ed i suoi vicini Serbia, Bosnia, Kosovo, Macedonia, Montenegro ed Albania. La Slovenia, anch’essa dall’ex Jugoslavia, è entrata a far parte dell’Unione nel 2004.

L’Europa è: “pace, stabilità, un grande mercato e lo spazio culturale Europeo” ha detto Josipovic, che oltre ad essere politico è un accademico, avvocato e compositore di musica classica. “Capisco lo scetticismo -conclude poi Josipovic- ma sono Eurofilo e ci sono molte più ragioni per unirsi, che per stare separati. Le economie Europee frammentate non possono competere.”

Dal punto di vista economico, attualmente l’economia della Croazia non è competitiva visto che vive il quinto anno consecutivo di recessione. La disoccupazione è al 21% ed è aumentata del 14% rispetto al “lontano” 2008. La popolazione sta invecchiando e gli investimenti diretti stranieri sono in continuo declino.

Anche su questo aspetto Josipovic si dice fiducioso che la Croazia possa presto uscire dalla recessione. L’attuale governo, infatti, ha avviato una serie di importanti riforme strutturali che prevedono anche il taglio alle spese, sin ora troppo generose, del settore dei servizi pubblici. Così, mentre il governo cerca di avvicinarsi ai requisiti della membership UE, la Croazia rimane realistica sullo stato della situazione e non si aspetta “più del possibile” dalla sua adesione, ha detto il Presidente.

Forse Josipovic parla per le elite della Croazia. Allo stato attuale delle cose, spiega Emil Tedeschi, imprenditore croato, non c’è nessun trionfalismo di quelli vissuti in Slovenia che ha aderito all’Europa nel bel mezzo del boom economico. Ma la verità è che quanti in Croazia oppongano l’adesione non offrono soluzioni alternative, eccetto quella di “rimanere isolati in mezzo ai Balcani”, segue Tedeschi.

E la popolazione? Secondo il governo croato, la popolazione è divisa riguardo le speranze riposte nell’adesione all’Ue. I nazionalisti considerano questo progetto come una cessione del potere nazionale, mentre i liberali lo vedono positivamente proprio per l’esatto contrario: consentirebbe di eliminare le barrire con altri Stati già attualmente dentro.

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