Italia: default nei prossimi sei mesi?

Pubblicato da: MatteoT - il: 26-06-2013 11:00 Aggiornato il: 01-07-2014 16:19

Mentre il governo deve, ben presto, decidere sull’aumento dell’Iva e sul rinvio dell’Imu, l’Huffington Post ha reso nota una notizia non certamente positiva per il futuro economico dell’Italia. L’Italia potrebbe avere solamente sei mesi di tempo per evitare la bancarotta e, quindi, evitare di dover bussare alla porta dell’Europa per chiedere un piano di salvataggio.

Errore

Secondo l’analista, Antonio Guglielmi, il Paese dovrebbe tornare a crescere economicamente al più presto, magari detassando i consumi ed i contribuenti da sgravi fiscali eccessivamente pesanti che non fanno altro che portare l’economia alla stagnazione. Altrimenti, scrive l’analista, “tra sei mesi l’Italia rischierà il default e potrebbe costringere il Paese alla richiesta di salvataggio”.

Il report mette in mostra una situazione economica decisamente preoccupante. L’Italia, infatti, non può più contare sulla leva della svalutazione, mentre l’elevato rischio default 2013, mostra lo sviluppo di una situazione dei mercati finanziari preoccupante, poiché gli analisti hanno riscontrato una diversificazione degli interessi tra i Bot che devono essere rimborsati tra sei mesi e un Btp ventennale, questa differenza di rendimento ha messo in allarme gli analisti, perché ipotizzano che i mercati stiano differenziando i rendimenti tra i Btp a rischio ristrutturazioni, e i Bot quelli non soggetti a ristrutturazioni, in previsione della bancarotta dei prossimi sei mesi.

Guglielmi scrive che per invertire e cambiare questo andamento dei mercati finanziari, ed evitare il rischio fallimento per l’Italia, sarebbe necessario andare a ridurre pesantemente il debito pubblico, recuperando almeno 75 miliardi di euro senza tassare i consumatori.

Magari agendo sul prelievo una tantum al 10% più ricco della popolazione (con patrimonio superiore a 1,3 milioni di euro) al fine di trovare 43 miliardi di euro, mentre altri 20 miliardi dovrebbero essere recuperati dai capitali nascosti in Svizzera ed altri 2 dal condono edilizio.

Ad ogni modo nuovi pericolosi allarmi arrivano dalle piazze in sommossa della Turchia, da Cipro, dalla Grecia, e dalla FMI, che minaccia la possibile “chiusura dei rubinetti”, spaccando la Troika.

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