Tassa sulle sigarette elettroniche per finanziare l’Iva

Pubblicato da: MatteoT - il: 27-06-2013 16:45 Aggiornato il: 22-11-2015 10:19

Solamente ieri pomeriggio l’esecutivo guidato da Enrico Letta ha annunciato il pacchetto di misure di sgravi fiscali ed incentivi per favorire le assunzioni. Non solo, però; il Consiglio dei Ministri ha rinviato al 1° ottobre 2013 l’aumento dell’Iva inizialmente previsto per il 1° luglio di quest’anno. Ora, per scongiurare l’aumento post-estate, non resta che trovare i fondi.

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sigarette elettroniche

Il governo starebbe pensando di introdurre una nuova tassa relativa alla sigaretta elettronica, i liquidi contenenti nicotina e tutte le parti di ricambio ad essa collegate. Il provvedimento è stato preso in esame in seguito all’annuncio del rinvio dell’Iva che, comunque, potrebbe subire un ulteriore rinvio al 1° gennaio 2014.

Questo slittamento ovviamente non sarà indolore, poiché dalle casse dello Stato dovrà uscire quasi un miliardo di euro: 864 milioni per il 2013, 117 per il 2014, 112 per il 2015, 51 milioni per il 2016 e un milione di euro dal 2017.

“I prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio che ne consentono il consumo, sono assoggettati ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico“. Si preannunciano quindi tempi duri per i fruitori della cosidetta e-cig, che con questo espediente avevano trovato una via alternativa alla sigaretta classica.

La seconda via per ricavare i fondi necessari è quella dell’imposta sugli acconti Irpef, Ires ed Irap. Per quanto riguarda l’Irpef i contribuenti dovranno versare non più il 96% delle tasse dovute, ma il 100%. Relativamente all’Irap i contribuenti, per il periodo di imposta in corso dal 31 dicembre 2013 a quello successivo, dovranno versare un acconto pari al 110%.

Previsto un aumento anche per l’Ires, l’imposta sul reddito delle società, che passerà dall’attuale 100% al 101%. Questi nuovi provvedimenti sono stati ipotizzati dal governo Letta, provocando un certo imbarazzo all’interno della stessa maggioranza. Brunetta, presidente dei deputati Pdl, in modo particolare punta l’indice contro l’aumento dell’acconto Irpef, che andrà a pesare soprattutto sui lavoratori autonomi.

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